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redazione ECplanet

Sono cinque milioni i nuovi casi di infezione da Hiv registrati nel 2005 nel mondo. Il bilancio arriva dall'Aids Epidemic Update, il rapporto 2005 stilato dall'Oms e dall'Unaids (il programma Onu per la lotta alla malattia) presentato oggi a Ginevra. Secondo l'indagine, i sieropositivi nel mondo hanno raggiunto i 40 milioni e 300mila. E solo quest'anno (2005) sono stati oltre tre milioni le persone che hanno perso la vita a causa della malattia, e fra questi oltre mezzo milione di bambini. Inoltre, la trasmissione del virus continua ad aumentare tra eterosessuali e all'interno delle coppie sposate.

Nel rapporto si specifica che l'aumento più massiccio di infezioni si è verificato nell'Europa dell'Est, in Asia centrale e orientale. Tuttavia - si legge nel documento - la zona più colpita resta comunque l'Africa sub-sahariana, con un totale di 25 milioni e 800 mila sieropositivi: solo quest'anno i nuovi contagi sono stati 3 milioni e i morti 2 milioni e 400 mila.

I livelli di conoscenza sul sesso sicuro in Africa rimangono infatti bassi: in 24 paesi (fra i quali Camerun, Costa d'Avorio, Kenya, Nigeria, Senegal e Uganda), due terzi delle giovani donne fra i 15 e i 24 anni ancora non sanno come si trasmette l'Hiv.

Per quanto riguarda l'Europa orientale e alcune zone dell'Asia, l'Onu e l'Oms specificano che nell'Est europeo, rispetto al 2003, il numero di morti per Aids è quasi raddoppiato e quello dei nuovi contagi è aumentato di un terzo rispetto al valore precedente. Preoccupazioni simili anche per l'Asia centrale e orientale, dove è aumentato il numero di sieropositivi.

A essere colpite dall'Aids sono ancora soprattutto le donne. Nel 2005 si contano quasi 17 milioni di sieropositive, un milione di più rispetto al 2003. Di queste, 13 milioni e mezzo vivono nell'Africa sub-sahariana, ma il loro numero è cresciuto ovunque, con picchi preoccupanti nell'Europa e nell'Asia centrale.

Il numero di nuove infezioni da Hiv nel 2005 è il più elevato mai registrato in un solo anno dall'inizio dell'epidemia. “L'epidemia continua a dilagare”, ha sottolineato il direttore esecutivo di Unaids, Peter Piot, che punta il dito contro le lacune della prevenzione. “Solo una persona su dieci tra i sieropositivi - ha spiegato - ha fatto un test e sa di essere stato contagiato”. Non solo. “Soltanto un africano su dieci e un asiatico su sette, tra quelli che hanno bisogno di antiretrovirali, hanno ricevuto questi farmaci alla metà del 2005”.




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Ultima modifica = (06-01-2006:14:00)  EDIT ARTICLE Nr. 21575  


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