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Thank you for smoking
Thank you for smoking


r.s. a cura della redazione ECplanet

Secondo un nuovo rapporto della Union of Concerned Scientist, il gigante dell'energia Exxon Mobil ha preso a prestito le tattiche dell'industria del tabacco - mostrate nel film “Thank You for Smoking” - per creare confusione nell'opinione pubblica sulle cause dell'effetto serra. Alla Exxon Mobil è bastato un investimento relativamente modesto, 16 milioni di dollari, per ottenere un risultato a vasto raggio, si afferma nel dossier, tra cui l'insinuazione di dubbi su dati scientifici incontrovertibili.

Basta un libro di «scienziati scettici» che diventa un caso giornalistico, o un rapporto secondo cui lo scioglimento dei ghiacci artici è dovuto a «cicli naturali», e il gioco è fatto. La ExxonMobil, la più grande compagnia petrolifera al mondo, ha creato una vasta rete disinformativa in grado di produrre articoli e rapporti che mettono in dubbio perfino le cose più inconfutabili e scientificamente provate in materia di cambiamento del clima.

D'altronde, “è vero tutto ciò che è falsificabile”.

Il rapporto della UCS, titolato “Smoke, Mirrors and Hot Air: How ExxonMobil uses Big Tobacco's Tactics to Manufacture Uncertainty on Climate Change”, elenca le organizzazioni che hanno beneficiato nel 2005 dei finanziamenti di ExxonMobil, per un totale di 6.7 milioni di dollari. Ci sono università, organizzazioni politiche come la Western Governors Association, la Fondazione del Black Caucus (il gruppo parlamentare nero al Congresso), il George Marshall Institute, e alcuni dei think-thank di politica interna ed estera che promuovono il dibattito pubblico su questioni di diretta rilevanza per la compagnia», come la Brookings Institution, l'American Enterprise Institute, il Council for Foreign Relations o il Center for Strategic and International Studies.

Nel respingere le accuse, la compagnia petrolifera è stata costretta a riconoscere che i combustibili fossili sono in gran parte responsabili del riscaldamento globale.

THANK YOU FOR SMOKING (Jason Reitman USA 2006)

Tratto dal romanzo omonimo di Christopher Buckley.

Il portavoce delle multinazionali del Tabacco, Nick Naylor, è un uomo in grado di difendere gli interessi di una lobby che fa 1200 morti al giorno. Nick é il rappresentante mediatico dell'Accademia degli Studi sul Tabacco, una facoltà di ricercatori istituita dalla compagnia Big Tobacco per contrastare gli studi dell'American Lung Association (Associazione per la Tutela dei Polmoni).

Nick è l'uomo in grado di fare disinformazione, di influenzare l'opinione pubblica, a vantaggio della Big Tobacco, nascondendo la verità sui mali causati dal fumo. Il suo obiettivo ultimo è quello di far aumentare la vendita delle sigarette e impedire che vengano approvate leggi contro il fumo. Gli unici suoi amici sono due rappresentanti, rispettivamente dell'industria delle armi e dell'alcol, ed insieme formano il gruppo M.O.D, vale a dire Merchants of Death (Mercanti di Morte; settimanalmente i tre si incontrano a pranzo e pianificano le migliori strategie per difendersi dalle accuse delle varie associazioni, e contrattaccare cercando di vendere sempre di più i loro prodotti.

I tre sono coscienti dell'influenza negativa che fumo, alcool e armi hanno sulla popolazione, ma reputano il loro lavoro pari a qualsiasi altro, dato che, come viene espresso dallo stesso Nick, permette loro di pagare l'ipoteca sulla casa. Intorno a Nick ruotano numerosi personaggi: il senatore del Vermont Finistirre (William H. Macy) che auspica la presenza di un'etichetta raffigurante un teschio e il messaggio “veleno” su ogni pacchetto di sigarette, la giornalista Heather Holloway (Katie Holmes) che seduce Nick con lo scopo di estrapolare informazioni, e il super-agente hollywoodiano Jeff Megall (Rob Lowe) col quale Nick firma un accordo per riportare le sigarette sul grande schermo, soprattutto in mano a personaggi positivi, fonte d'ispirazione per i giovani.

Il cinico Nick compara la propria professione a quella di un avvocato che non deve giudicare il suo assistito ma difenderlo, anche quando è consapevole della sua colpevolezza. Il segreto sta nel convincere la massa, non il diretto rivale. Nelle conversazioni con suo figlio dodicenne, Nick afferma che se si argomenta la propria tesi correttamente, non si è mai in errore. Se invece il confronto non può essere vinto, è sufficiente provare che sia sbagliata la tesi opposta per avvalorare automaticamente la propria.

TRENDS IN SMOKE

Nei soli Stati Uniti, ogni anno circa 900.000 persone diventano dipendenti dal fumo.

La ricerca dell’Harvard School of Public Health (HSPH) nel rapporto “Trends in Smoke Nicotine Yield and Relationship to Design Characteristics Among Popular U.S. Cigarette Brands” ha riguardato le sigarette delle maggiori marche vendute nello Stato del Massachusetts, negli Stati Uniti tra il 1997 e il 2005. La verifica delle quantità di nicotina in esse contenute ha mostrato un costante incremento, di circa l’1,6% ogni anno, per una percentuale complessiva sui nove anni dell'11%.

Le analisi sono state effettuate da un gruppo di ricerca del Tobacco Control Research Program dell' HSPH coordinato da Howard Koh, che così ha commentato i risultati: “Le sigarette sono dispositivi di somministrazione di farmaci attentamente calibrati, progettati per perpetuare la pandemia del fumo di tabacco. Le informazioni precise su questi prodotti sono tenute in segreto, nascoste al pubblico. Ma le richieste di una più stringente normativa su questo argomento potrebbe in futuro cambiare le cose”.

Secondo le stime che riguardano il mercato nordamericano, il fumo di sigaretta causa circa 438.000 morti premature ogni anno negli Stati Uniti. Nello stesso arco di tempo circa 900.000 persone diventano dipendenti dal fumo, principalmente per il contenuto di nicotina delle sigarette. I colossi del tabacco negli ultimi anni hanno dunque deliberatamente e costantemente aumentato i livelli della sostanza principalmente responsabile della dipendenza da fumo, con lo scopo di catturare nella rete un numero crescente di persone.

Non solo hanno incrementato di nascosto le concentrazioni della nicotina, ma hanno anche modificato le sigarette in modo da far aumentare al fummatore il numero di boccate di fumo. Creando così maggiore assuefazione (l'astinenza da nicotina provoca sintomi quali insonnia, irritabilità, irrequietezza, deficit di concentrazione e via dicendo). Nessuna categoria di sigarette è rimasta indenne da questa iniezione di nicotina, da quelle al mentolo alle super o ultra light.

“Le sigarette, d'altronde, sono perfezionatissimi strumenti per somministrare sostanze che creano dipendenza”, ha dichiarato Howard Koh, Commissario per la Salute Pubblica del Massachusetts. “Servono azioni politiche per obbligare le industrie a fornire le informazioni critiche sui loro prodotti a base di tabacco”. La Philip Morris – la prima a rispondere tra le multinazionali chiamate in causa, nonché il maggior produttore americano di tabacco - ha contestato i risultati dello studio di Harvard, affermando che il livello di nicotina dei suoi prodotti di marca Marlboro ha semplicemente fluttuato negli ultimi anni.

In passato, le multinazionali avevano provato a mettere in dubbio il legame tra fumo e cancro reclutando un gruppo di scienziati. Lo rivelò nel 2005 la rivista Lancet pubblicando i risultati di un'indagine condotta su alcuni documenti riservati delle multinazionali. Lo studio che le major volevano mettere in discussione riguardava le mutazioni cancerogene causate dal fumo nel gene p53. Nel 1996, una ricerca aveva dimostrato che le sostanze chimiche presenti nelle sigarette causano le stesse mutazioni riscontrate poi nei casi di tumore al polmone. Lo studio era stato condotto da scienziati dell'Università di California, San Francisco, che accusavano le multinazionali del tabacco di finanziare ricerche per smentirli.

I danni al gene p53 portano ad una incontrollata divisione cellulare. Le stesse mutazioni sono state trovate in oltre metà dei tumori e nel 60% dei cancri al polmone. Nel rapporto pubblicato da Lancet, dall'esame di 43 documenti riservati dell'industria del tabacco è emerso come questa stesse facendo ricerche per negare il vincolo tra fumo e tumori, i cui risultati sono stati poi diffusi. Cancer Research UK, una delle organizzazioni no-profit che più attivamente partecipano alla ricerca sui tumori, metteva in guardia contro i continui tentativi delle multinazionali di influenzare e distorcere le ricerche, esortando le università a rifiutate i finanziamenti dalle major del tabacco.

Richard Doll, il celebre epidemiologo britannicolo scienziato che per primo provò e rese pubblico il legame fra tabacco e cancro ai polmoni, secondo il quotidiano inglese «Guardian» veniva regolarmente pagato in consulenze dalle industrie mentre indagava sui possibili rischi cancerogeni del lavoro in fabbrica a contatto con alcuni materiali chimici. Secondo il Guardian, Doll, morto nel 2005, per i suoi pareri tecnici, negli anni '80 riscuoteva denaro dalla Monsanto, allora compagnia leader nel settore chimico, nello stesso periodo in cui scrisse ad una commissione d'inchiesta australiana che l'Agente Arancio, usato dagli Stati Uniti nella guerra del Vietnam, non era cancerogeno. Il denaro che Doll intascava era pari all'epoca a 1500 dollari al giorno.

Per il Guardian, lo scienziato è stato pagato anche dalla Associazione degli Industriali Chimici e da altre due compagnie, Dow Chemicals e Ici, per la stesura di un rapporto che scagionava il vinilcloruro, sostanza presente nella plastica, dall'accusa di causare il cancro. Allora Doll ammise il pericolo, comunque remoto, di contrarre «solo» il cancro al fegato, e le sue conclusioni sostanzialmente tranquillizzanti furono subito usate dall'Associazione Mondiale degli Industriali per difendere l'uso degli agenti chimici nelle fabbriche.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità bocciò senza appello le sue conclusioni.

La nicotina aumenta i livelli della molecola CREB nell'area del cervello chiamata "nucleo accumbens"; questa molecola cambia l'attività delle cellule nervose. Quando si fuma una sigaretta, si attiva la dopamina, che dona quella sensazione piacevole che crea la dipendenza.

La nicotina altera la comunicazione tra i neuroni e il sistema dopaminergico, per questo anche quando si smette si continua ad aver voglia di fumare e spesso si ricomincia.

Ricerche mediche hanno determinato che il fumo è uno dei maggiori fattori che contribuiscono a provocare problemi di salute, specialmente il tumore al polmone, l'enfisema e malattie cardiovascolari. Uno studio inglese a riguardo ha pubblicato che i non fumatori vivono in media 10 anni di più dei fumatori e che i forti fumatori hanno il 25% di possibilità in più di morire di tumore al polmone o di polmonite cronica ostruttiva. Il danno che provoca un fumatore ai propri polmoni può impiegare fino a 20 anni prima di diventare un cancro. Inoltre, più uomini che donne muoiono a causa del fumo.

Lo United States Centers for Disease Control and Prevention dichiara che il fumo è la prima causa di rischio per la salute tra i paesi sviluppati e che il tabagismo è una delle più importanti cause di morte prematura nel mondo. La cancerosità del tabacco non è da ricercarsi nella nicotina, ma nel processo di combustione; ogni materiale bruciato contiene infatti idrocarburi policiclici aromatici, nello specifico benzopirene. La reazione che li rende cancerogeni è il seguente: l'ossidazione produce un eposside che lega col DNA covalentemente e lo distorce permanentemente. La distorsione, quindi il danneggiamento del DNA è la causa del cancro.

Tratto da Wikipedia / gennaio 2007

Istituzioni scientifiche citate e correlate all'articolo:

Reanalysis of Cigarette Content Confirms Tobacco Companies
Have Increased Addictive Nicotine 11 Percent Over Recent Seven-Year


Cancer Research UK the UK's leading cancer charity

Centers for Disease Control and Prevention

Union of Concerned Scientists

Altri articoli correlati:

Union of concerned scientists

Effetto serra alla sbarra

An inconvenient truth

E-mail: Alessio Mannucci




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