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Aerosol prodotti dall'uomo


di: Donata Allegri

L’aria viene considerata inquinata quando in essa vengono immesse sostanze che non fanno parte della sua composizione naturale. Le particelle inquinanti immesse nell’aria possono essere classificate in base alle loro dimensioni; si distinguono in: SINGOLI ATOMI, MOLECOLE o IONI di varie sostanze chimiche. AEROSOL, le particelle, in questo caso, sono costituite da piccoli aggregati di atomi o molecole, con diametro minore di un micron, e possono essere sia allo stato solido che allo stato liquido. Grazie alle loro piccole dimensioni, queste particelle possono rimanere a lungo sospese nell’aria, e spostarsi lontano dalla sorgente; si è constatato che sono in grado di coprire distanze anche di 1000 Km a partire dal luogo di emissione. Inoltre, esse possono assorbire sulla loro superficie molecole dei gas presenti nell’aria, e questo fatto può aumentare la pericolosità di alcune sostanze inquinanti. Le sostanze inquinanti più frequentemente presenti nell’aria in forma di atomi o molecole sono: l’anidride solforosa, l’ossido di carbonio, gli ossidi di azoto, gli idrocarburi, l’ozono, lo zolfo e i particolati.

L’emissione di aerosol che contengono carbonio possono influenzare il clima, i cicli stagionali e le precipitazioni. Lo rivelano i dati raccolti durante l’Indian Ocean Experiment (INDOEX), una campagna internazionale di misurazioni condotte tra il gennaio e marzo degli anni 1997, 1998 e 1999 grazie a una serie di strumenti montati sia a terra, sia su velivoli, sia sul satellite Tropical Rainfall Measuring Mission (TRMM) della NASA. Oggetto dell’indagine il subcontinente indiano. Secondo i risultati della ricerca, gli aerosol che contengono carbonio assorbono e riflettono la radiazione solare, causando una riduzione del 10 % di quella e un incremento del 50 % del riscaldamento dell’atmosfera. L’incidenza locale di un simile effetto può essere circa tre volte più intenso del riscaldamento causato dai gas serra, con un impatto significativo della circolazione atmosferica e dei meccanismi che regolano le precipitazioni.

Facendo una media sull’intera zona settentrionale dell’Oceano Indiano - secondo V. Ramanathan, climatologo dello Scripps Institution of Oceanography della University della California a San Diego e coautore dell’articolo apparso sulla rivista “Journal of Geophysical Research” - si è potuto stimare che gli inquinanti prodotti delle attività antropiche, riflettono più radiazione solare verso lo spazio rispetto a un cielo pulito ma determinano un assorbimento di energia in atmosfera quasi doppio. Un nuovo studio afferma che l'effetto dovuto agli aerosol fabbricati dall'uomo sarebbe lieve, tale studio potrebbe modificare radicalmente le attuali conoscenze sui cambiamenti climatici, come spiega Theodore Anderson, meteorologo dell'Università di Washington.

Anderson, principale autore della ricerca, ritiene che l'effetto totale di forzatura dovuto alle attività umane fino a oggi sia molto piccolo, o addirittura negativo; ritiene che i modelli climatici attualmente usati prendano in considerazione per gli aerosol solo i valori che permettono di riprodurre l'aumento globale di temperatura registrato, ignorando i valori che non corrispondono ai dati osservati. I mutamenti climatici dovuti all'uomo esistono - spiega Anderson - ma è necessario stabilire come il clima terrestre risponde agli effetti degli aerosol che possono controbattere l'effetto serra. Fin quando non quantificheremo il loro effetto totale, non sapremo quanto rapidamente dovremo limitare le emissioni di biossido di carbonio.

Sicuramente per un profano è difficile fare previsioni o dare consigli ritengo, comunque sia giusto ciò che afferma l'ing. Roberto Vacca in diverse interviste rilasciate a Télema (http://www.fub.it/telema/TELEMA20/Scazzo20.html#Vacca) ossia :"occorre più cultura, una gestione più razionale e prudente dell'ambiente" occorrono inoltre progetti a lungo termine che coinvolgano tutti.

Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:

Prof. V. (Ram) Ramanathan

INDOEX Project




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