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redazione ECplanet

Circa 380.000 anni dopo il Big Bang, la materia e la radiazione cosmica di fondo si sono disaccopiate. La materia ha cominciato a condensarsi in stelle e galassie mentre la radiazione si è man mano dilazionata e ha cominciato a raffreddarsi. La radiazione cosmica di fondo - Cosmic Microwave Background (CMB) - una sorta di luce ancestrale che pervade tutto il cosmo, ora risplende in micro-porzioni dello spettro elettromagnetico a temperature molto basse (circa -270.45 gradi Celsius).

Mappandone le sottili fluttuazioni di temperatura, gli astronomi possono ricostruire la distribuzione della materia nell'universo primigenio. Analisi statistiche di queste mappe hanno rivelato come la distribuzione della materia abbia preso un particolare corso influenzata da forze in opera dall'alba dei tempi. Le impronte lasciate da queste forze corrispondono a quelle che erano già state misurate nella radiazione cosmica di fondo dal Cobe e dal telescopio spaziale WMap tra il 1992 e il 2003.

Le nuove misurazioni dimostrano che queste differenze nella densità della materia dell'universo primigenio si sono evolute sotto la spinta della gravità fino a distribuirsi nei gruppi di galassie, stelle e pianeti che vediamo oggi nel cielo. “Grazie alle mappe galattiche”, dice Daniel Eisenstein, della University of Arizona, a capo del team che ha lavorato con l'SSDS, “abbiamo visualizzato le fluttuazioni della CMB e abbiamo potuto misurare le corrispondenze tra quelle dell'universo primigenio e quelle dell'universo attuale, ricavandone l'evidenza che la distribuzione delle galassie sia stata determinata dalla forza di gravità”.

Immagine: WMAP (La Wilkinson Microwave Anisotropy Probe - WMAP - è stata costruita dalla NASA in alleanza con la Princeton University e il Goddard Space Flight Center per misurare la temperatura della CMB. Ha rivelato dati preziosi sulle condizioni dell'universo primigenio).

Istituzione scientifica citata nell'articolo:

University of Arizona




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