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di: Franco Foresta Martin

Piante in decomposizione e schermi a cristalli liquidi di computer e tv sono i due nuovi nemici del clima che, a quanto sembra, hanno cominciato a dare un pericoloso contributo al surriscaldamento del pianeta. Le ultime ricerche di scienziati americani, in corso di pubblicazione sulla rivista Geophysical Research Letters, hanno messo in evidenza, infatti, che i due soggetti risultano legati alle emissioni di potenti gas serra in netto aumento negli ultimi anni.

LE PIANTE INTRAPPOLATE - Le piante in decomposizione sono quelle intrappolate in enormi spessori di terreno ghiacciato in diverse regioni circumpolari come Canada, Siberia, Groenlandia, dove l'aumento delle temperature medie, sta portando al progressivo scioglimento dei ghiacci permanenti. Associati a questi antichi depositi di materia organica vegetale, ci sono anche enormi bolle di metano che stanno passando velocemente dal suolo all'atmosfera. «Il metano è un potente gas serra, ventuno volte più efficace dell'anidride carbonica, anche se la sua presenza in atmosfera è meno abbondante –spiega Ron Prinn, professore al Massachusetts Institute of Technology e il capofila dei ricercatori-. La brutta notizia sta nel fatto che dopo diversi anni in cui la sua concentrazione atmosferica si era stabilizzata, dal 2006 ha ricominciato a crescere. Dal giugno 2006 all'ottobre 2007 abbiamo misurato un'aggiunta di 28 milioni di tonnellate su un totale di 5,5 miliardi di tonnellate che è la stima della quantità totale di metano oggi presente in atmosfera».

È chiaro, aggiunge Prinn, che questo è solo un indizio, non è detto che il flusso di metano continui a questo ritmo, ma se dovesse andare avanti si tradurrà in un notevole aggravamento dell'effetto serra. Non è la prima volta che il metano procura grattacapi agli scienziati del clima. Già tre anni fa, un gruppo di scienziati italiani dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia coordinati dal geologo Giuseppe Etiope aveva scoperto che nell'inventario dei gas serra compilato dall'Ipcc era stato omesso un contributo di circa 50 milioni di tonnellate l'anno di metano di origine geologica, proveniente per esempio, da fenditure e bocche vulcaniche, corrispondente a circa 1/7 del contributo antropico.

SCHERMI DI COMPUTER - L'altro imputato è il trifluoruro di azoto, un gas serra in tracce talmente piccole in atmosfera che finora non era stato preso nemmeno in considerazione. Tuttavia, negli ultimi anni, il suo impiego nell'industria che produce gli schermi a cristalli liquidi di computer e altri apparecchi multimediali sta aumentando considerevolmente, tanto che ora si parla di includerlo nel cosiddetto paniere dei gas serra da ridurre. Tanto più che la molecola del trifluoruro di azoto ha un potere riscaldante valutato 17 mila volte maggiore dell'anidride carbonica: quindi ne basta poco per produrre un grande effetto. Trovare un sostituto del trifluoruro di azoto innocuo per l’atmosfera non dovrebbe costituire un gran problema per l'industria chimica. Il vero guaio sarà se si libera il metano attualmente conservato in quel freezer naturale che è il Polo Nord.

Data articolo: ottobre 2008
Fonte: www.corriere.it




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