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Fallujah: omicidio di massa
Fallujah: omicidio di massa


di: Edoardo Capuano

Anche se gran parte della popolazione mondiale non lo accetta per molti motivi (programmazione mentale, indifferenza, ecc.), ormai è certo che nel mondo esiste il più potente regime militare guerrafondaio. Si tratta del regime statunitense. Un regime sanguinario che invade paesi sovrani massacrando centinaia di migliaia di innocenti con la complicità diretta di molti paesi europei come la Gran Bretagna, l'Italia, ecc. Dopo l'Afghanistan, invaso esclusivamente per motivi strategici, l'Iraq è stato invaso dagli Usa e successivamente dalle nazioni complici (la famosa infame e ipocrita «missione di pace») perché produceva armi di distruzione di massa. Una motivazione che in seguito è stata categoricamente smentita. Ma guarda caso, coloro che hanno invaso l'Iraq, perché secondo il loro punto di vista produceva armi di distruzione di massa e quindi andava fermato per il bene dell'umanità, hanno utilizzato a Fallujah armi di distruzione di massa; armi categoricamente vietate dalle convenzioni internazionali. Le Nazioni Unite, lo stesso organo che sta preparando delle sanzioni contro l'Iran, hanno fatto finta di niente, come al solito.

A mio avviso, la cosa più triste è che l'umanità ha permesso che accadesse tutto ciò ! Ed è ancora seduta a guardare senza fare nulla mentre i «costruttori di pace», come si definiscono, effettuano genocidi e ne stanno preparando altri. Sembra quasi che questa strana umanità, che io definisco umanità da spazzatura perché ormai da tempo morta spiritualmente e psichicamente, stia seduta comodamente a guardare ed aspettare pure anche la prossima invasione (genocidio), quella dell'Iran.

SPEZZONI TRATTI DAL DOCUMENTO INCHIESTA DI RAINEWS24

JEFF EGLEHART (EX MARINE)
“Ero in missione a fallaujah all'interno della ranger zone. Ero a 150 metri da dove si svolgeva l'attacco. Abbiamo ricevuto l'ordine diretto che qualsiasi individuo che camminava o si muoveva era un obbiettivo”.

Domanda voce maschile: È vero che avevate ordine di sparare anche a ragazzi di dieci anni ?

Risposta marine: “Quando siamo arrivati in Irak c'era uno standard di combattente: dai 18 ai 65 anni, ma quando siamo giunti a Fallujah il target è sparito perché effettivamente in città c’erano ragazzi di 10 anni che usavano il mitra”.

A suo figlio cosa racconterebbe della battaglia di Fallujah ?

Risposta marine: “Che è stato un genocidio, è stato bombardato tutto il bombardabile. Non è stata una guerra ma un omicidio di massa”.

Di quest'omicidio di massa noi non abbiamo potuto vedere nulla. Sono pericolose le informazioni che escono da Fallujah, i pochi che hanno cercato di diffonderle ne sanno qualcosa. Due giornalisti di Al Arabya sono stati arrestati dalla polizia irachena nel marzo scorso, le loro video cassette sono state sequestrate. Il collaboratore di Diario morto in Iraq, Enzo Baldoni, nelle ultime settimane stava lavorando su Fallujah, così come la giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena è stata rapita proprio mentre stava realizzando un’inchiesta sui profughi della città.

Viene il sospetto che la storia di come è stata esportata la democrazia a Fallujah non deve essere raccontata.

Voce maschile: lei aveva raccolto informazioni particolari su Fallujah ?

VOCE FEMMINILE: GIULIANA SGRENA (GIORNALISTA “IL MANIFESTO”) “Non solo su Fallujha, avevo ascoltato racconti da parte degli abitanti sull'utilizzo di armi particolari, tipo napalm, a Baghdad durante la battaglia dell'aeroporto nell'aprile del 2003, e poi avevo raccolto, poco prima di andare a intervistare i profughi della città, testimonianze da altri abitanti di Fallujah su l'uso di armi al fosforo bianco. In particolare, delle donne che avevano cercato di rientrare nelle loro case avevano trovato delle polveri particolari disperse su tutta la casa, gli stessi americani gli avevano detto di pulire la casa con detergenti, perché quelle polveri erano molto pericolose. Infatti, loro avevano avuto degli effetti sul loro corpo, sanguinamenti e cose molto strane. Io avrei voluto intervistare queste persone, ma purtroppo i miei rapitori, che si dicevano appartenere alla resistenza di Fallujah, mi hanno impedito di raccontare quello che avevo saputo di Fallujah rapendomi.

Questa guerra non può avere testimoni ! Non può avere testimoni perché si basa sulle menzogne. Gli americani hanno concesso di andare a Fallujah solo ai giornalisti “embedded”. Nonostante questo, per esempio è uscita l'immagine del marine che spara sul combattente ferito e disarmato all'interno della moschea di Fallujah. Ma proprio perché questa immagine è uscita, non si sà bene come, ed è stata diffusa in tutto il mondo, il giornalista dell'Nbc che l'aveva ripresa è stato immediatamente espulso dal corpo degli embedded”.

SECONDA VOCE FEMMINILE: PAOLA GASPAROLI ONG. “UN PONTE PER”

“C'è anche la storia inquietante di un giornalista indipendente, che entra a Fallujah a gennaio, rimane per 10 giorni, intervista persone, filma. Esce dalla città, esce dall'Iraq, dalla Giordania e arriva negli Stati Uniti, si ferma in un albergo e va in spiaggia, quando rientra scopre che la porta della camera è stata forzata, le cassette del suo girato trafugate, le uniche sparite quelle riguardanti il lavoro fatto a Fallujah. Il suo nome è Mark Manning, anche questo può far parte del tentativo di non far dire esattamente cosa è successo a Fallujah“.

Fallujah è il cuore del triangolo sunnita, l'area più ostile all'occupazione americana. Crocevia tra Baghdad e la Giordania. È… anzi era, la città delle moschee e della scienza. La distruzione descritta in un rapporto del gennaio del 2005 dell'Unami, l'ufficio dell'Onu in Iraq, rimasto a lungo segreto, è definita “scioccante”. Le case colpite sono circa 37 mila. Gli americani segnano con una x rossa le case ripulite o disinfestate, come scrivono sui loro rapporti. Sui morti ancora oggi non ci sono cifre ufficiali. “Posso onestamente dire che non sono a conoscenza di alcun civile ucciso”, ha dichiarato il generale dei marines John Sattler, il 18 novembre. Le immagini girate i giorni seguenti all'attacco sembrano smentirlo: le vittime civili furono a centinaia.

Vivere da quelle parti non è certo facile se si spara anche a chi ha un drappo bianco in mano in segno di resa …qualcuno riesce a scappare altri no…

Negli ospedali si raccolgono queste testimonianze :

Donna di Fallujah: (parla in modo concitato)

“Questo bimbo ha perso una gamba, è stato ferito con la sua mamma ! Sono dei mujaheddin ? È forse lui al Zarquawi ?”

Voce maschile:

“Questo è mio figlio … dopo il primo bombardamento degli americani in aprile il suo corpo è cominciato a cambiare, il cranio è cresciuto”.

VOCE MASCHILE

Il dott. Mohammad Hadeed con una sua equipe entra a Fallujah autorizzato dagli americani, con il triste compito di riconoscere e seppellire i morti. Il filmato girato, come si vede dalla data, dopo i bombardamenti di novembre, mostra i corpi di civili uccisi, di donne sorprese a pregare con il misbaha in mano, il rosario islamico, i corpi mostrano strane ferite, alcuni sono consumati fino alle ossa, altri hanno la pelle staccata dalla carne …

Ma non si vedono segni di proiettili. I volti sono letteralmente fusi, così come alcune parti del corpo, i vestiti incredibilmente intatti, e così si riescono a distinguere gli insorgenti che indossavano giubbotti da combattimento, dai civili…

Anche gli animali sono morti senza segni apparenti di ferite.

Nel filmato c'è documentata anche l'inquietante storia del'Imam Hassan Nuymy (Noaimi’), di Baghdad, ricercato e arrestato dalle nuove milizie irachene, addestrate dagli americani, perché sospettato di essere troppo vicino alla resistenza di Fallujah, trovato morto con altre 5 persone. Sui corpi i segni di una tremenda tortura: la pelle ustionata di chi è stato messo su una graticola, i buchi praticati probabilmente da un trapano. Metodi tremendi, usati ci dicono, dai servizi segreti di alcuni paesi mediorientali per estorcere informazioni.

Mohamad Tareq Al-Deraji, laureato in biologia, è direttore del centro studi per i diritti umani, un'organizzazione nata a Fallujah nel 2004. Mohamad è stato invitato al parlamento europeo da alcuni deputati della sinistra, per raccontare ciò che accade nella sua città.

SECONDA VOCE MASCHILE : MOHAMED

“Signori e signore vi vorrei ringraziare per il vostro invito al parlamento europeo, io sono partito dalla mia città per denunciare la situazione in Iraq, c’era stato detto che sarebbe stata portata la democrazia, invece c’è un aumento della violenza, della violazione continua dei diritti umani, non solo a Fallujah, ma in tutte le città dell'Iraq”.

Domanda voce maschile: si aspettava più parlamentari presenti ad ascoltarla …?

Risposta Mohamed: “Non so… spero molto in voi giornalisti per raccontare ciò che accade nella mia città.

Mohamed apre il suo pc e ci mostra la foto di una vittima di Falluja: una donna coricata sul fianco, i vestiti intatti che nascondono un corpo bruciato, un velo che copre come una sindone un volto fuso dal calore.

Mohamed: “Nel quartiere di Al Skarj ci sono stati corpi di persone uccise sicuramente da armi particolari, non c'erano proiettili, si sono bruciati solo i corpi, solamente i corpi, non i vestiti…è strano ! Le ferite erano particolari… quale tipo di armi abbiano usato non lo sappiamo esattamente …”

In quale stato avete trovato i morti ?

“In differenti modi, molti sono stati uccisi nel sonno altri mentre cucinavano, altri ancora mentre pregavano… Quando siamo entrati a Fallujah ci hanno detto che i soldati americani hanno dato fuoco a corpi di iracheni morti per coprire le prove dell’utilizzo di armi chimiche e dei loro effetti. Testimoni hanno visto una pioggia di sostanze incendiarie di vario colore, quando colpivano la gente i corpi cominciavano a bruciare e anche quelli che non erano colpiti avevano difficoltà a respirare”.

D: Perché tanta durezza in questi bombardamenti ?

R:“Nella battaglia di aprile cercavano chi aveva ucciso i 4 contrattor americani. Nella battaglia di novembre hanno cercato Al Zarqawi, per me è stata una scusa per distruggere Fallujah. Io abito a Falluja, né io né altri hanno mai visto Al Zarqawi, i suoi luogotenenti, né ne abbiamo mai sentito parlare. Hanno distrutto più di cento case dove dicevano che c'era Al Zarqawi. Ebbene, perché non è stato ucciso Al Zarqawi ?“.

Il Colorado è un grande stato, uno di quelli che ha dato più uomini all’esercito americano nella battaglia in Iraq. A circa 150 chilometri a ovest di Denver, tra le montagne, incontriamo Jeff e Garret, due marines, insieme hanno gestito un sito web che dava informazioni sulla guerra dall’Iraq, ma quando l’intelligence l’ha scoperto, l'ha subito chiuso. Ci mostrano del materiale filmato a Falluja girato da un compagno.

D: Garret, lei faceva il cecchino ha mai ucciso civili ?

R: Si, li ho uccisi !

D: Quando ?

R: Durante gli scontri, la gente cercava di scappare anche con le macchine, nel panico venivano verso di noi, e io ho sparato. L'orrore provato per aver ucciso degli innocenti mi ha dato la spinta definitiva per raccontare quello che stava avvenendo in Iraq.

D: Jeff , invece lei ha partecipato all’attacco nel novembre del 2004, quello più terribile, sono state usate armi chimiche a Fallujah ?

JEFF EGLEHART (EX MARINE) R: Da parte degli Stati Uniti? Assolutamente si. Sicuramente il fosforo bianco, probabilmente il napalm, chiamato mk 77

D: Ne è sicuro ?

R: Si

D: Come fa ad esserne certo ?

R:“ Ho sentito per radio l'ordine di fare attenzione perché veniva usato il fosforo bianco, nel linguaggio militare viene chiamato Willy Pete”.

Contrariamente a quanto detto dal dipartimento di stato americano, il fosforo non è stato usato in campo aperto per illuminare le truppe nemiche: per quello sono stati usati i traccianti. La pioggia di fuoco scaraventata dagli elicotteri americani sulla città di Fallujah, la notte dell'8 novembre, come mostrato da questo documento eccezionale, prova che l'agente chimico è stato usato in maniera massiccia e indiscriminata sui quartieri di Fallujah…

Nei giorni seguenti, la foto di un satellite americano così riprendeva Fallujaha: una città annerita, bruciata.

JEFF EGLEHART (EX MARINE) R:“Il fosforo bianco… quando esplode si disperde come una nuvola. Se colpisce un essere umano lo consuma fino all’osso, ma non necessariamente brucia i vestiti, perché agisce sulle molecole che contengono acqua. Brucia l'ossigeno e inalandolo si muore”

D: Lei ha visto l'effetto di queste armi ?

R: “Si, ho visto dei corpi bruciati. La differenza tra le altre armi e il fosforo bianco si vede. Brucia sciogliendo la carne e deformando il corpo, lo scioglie… Durante i bombardamenti sono stati colpiti sia civili che combattenti, sono stati uccisi… donne e bambini. Anche gli animali. L'effetto di questa nuvola colpisce fino a 150 metri di diametro e chi è in quel raggio è spacciato.”

D: Alcuni filmati testimoniano violazioni all'interno di moschee, di croci nere dipinte sui muri e sul corano, lei sa qualcosa in merito ?

R:“Ho sentito di molti vandalismi da parte di soldati frustrati da molti mesi di combattimento, soprattutto a Baghdad, Mosul…. Anche questo fatto di dipingere le croci e del corano buttato in terra è molto comune. Un nostro giornale militare, l'Army Times, parlava di questo.”

D: È vero che avete aspettato il risultato delle elezioni, la conferma della vittoria di Bush per bombardare Fallujah ?

“Sono contento che mi abbia fatto questa domanda, perché è andata esattamente così. Abbiamo avuto direttamente ordine dal Pentagono di non attaccare fino al risultato delle elezioni. Questo ha fatto innervosire molto i militari”.

Alice Mahon è stata parlamentare laburista dal 1987 fino a pochi mesi fa, a quando ha deciso di abbandonare i banchi di Wenstmiste. La Mahon aveva presentato fin dal 2003 numerose interrogazioni parlamentari chiedendo al ministero della difesa inglese se fosse vero che gli Stati Uniti avevano utilizzato armi chimiche, e il ministero, dopo aver negato più volte, nella risposta del 13 giugno 2005 risponde così…

“Ho il rammarico di dirvi che sono sinceramente dispiaciuto, che questa non è la verità e che ora dobbiamo correggerci. Gli USA hanno distrutto il loro arsenale di napalm usato in vietnam nel 2001, ma dai rapporti dei marines in servizio in Iraq nel 2003 si legge che è stato usato l'mk77. La bomba incendiaria mk77 non ha la stessa composizione del napalm ma ha lo stesso effetto distruttivo. Il pentagono ci ha informato che questi ordigni non vengono generalmente usati in aree dove sono presenti civili“.

ALICE MAHON ( EX DEPUTATO LABOUR PARTY)

“Ho deciso di non ricandidarmi perché non volevo più appoggiare un governo, un primo ministro, che secondo me si è reso protagonista di crimini di guerra… All'inizio avevamo sentito che l'esercito americano aveva usato sostanze simili al napalm, alla fine lo hanno ammesso”.

D: voce maschile: Una convenzione dell'ONU, che gli Stati Uniti non hanno firmato, aveva messo al bando il napalm. L'mk 77 è così diverso ?

“No, non è per niente diverso, ha esattamente lo stesso effetto del napalm, ha solo cambiato nome, brucia ugualmente i corpi delle vittime. Addirittura li scioglie. È una vergogna che gli Stati Uniti lo usino, è una vergogna che il nostro governo li copra”.

D: voce maschile: Questa guerra è cominciata perché si era alla ricerca di armi di distruzioni di massa. Non è paradossale sapere che le armi chimiche sono state usate proprio dagli Stati Uniti ?

“È assolutamente così, l'ipocrisia di questa guerra è sempre stata puzzolente. Era cominciata con la scusa di cercare le armi di distruzione di massa… Gli Usa volevano solo controllare il petrolio di quella regione. Però non si può scappare dalla verità, primo o poi il governo americano e quello inglese dovranno rispondere di questi crimini”.

Fonte: rainews24

Per vedere l'intero documento della strage di massa di Fallujah
effettuatta con armi di distruzione di massa dal regime statunitense:

INCHIESTA - IRAQ, LA STRAGE NASCOSTA - RAINEWS24




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