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Futuro postumano (parte 3)
Futuro postumano (parte 3)


di: Alessio Mannucci

“Siamo alla vigilia di nuove scoperte scientifiche che per la loro stessa essenza aboliranno l'umanità in quanto tale” (Francis Fukuyama, Le Monde, 17 giugno 1999). Nel corso di molti degli ultimi decenni è nato un movimento per la totale emancipazione del mondo progredito. Sono i postumanisti, o transumanisti, o estropici, adoratori delle nuove tecnologie, tramite cui vogliono niente di meno che liberare la razza umana dai propri limiti biologici, dai propri limiti naturali, per portare la specie ad uno stadio successivo.

Secondo i transumanisti, l'umanità è pronta alla prossima mutazione: ad usare la biotecnologia per diventare più forte, più intelligente, più longeva, perfino immortale. Il tecno-positvismo portato all'estremo dai transumanisti è già parte dei programmi di ricerca più avanzati della biomedicina contemporanea: manipolazione genetica, clonazione, ibernazione, chirurgia estetica e prostetica, nanotecnologia. Il progetto postumano, di fatto, è stato già avviato.

Siamo già oltre il punto di non-ritorno.

Ciò di cui questi neo-prometeici, neo-faustiani, neo-Frankenstein, paladini della tecno-scienza e del progresso, non sembrano rendersi conto, sono gli spaventosi “effetti collaterali” che questo terremoto culturale sta provocando: un'onda anomala di violenza irrazionale che travolge la società distruggendo le sue stesse fondamenta.

Se aggiungiamo il fatto che, essenzialmente, il movimento transumanista appartiene alla nuova borghesia, che taglia fuori i cittadini dei Paesi più poveri del mondo, per i quali le meraviglie delle nuove tecnologie rimarranno una chimera, si preannuncia un nuovo razzismo eugenetico che minaccia di lasciare indietro gli esseri limitati, mortali, naturali, prefigurando una società dell'avvenire che in fondo già conosciamo, tramite la fantascienza distopica.


Ora, però, dobbiamo fare i conti con la “fantarealtà”, che è ancora peggio.

TRANSUMANO (TROPPO TRANSUMANO)

T.S. Eliot descrisse in “The Cocktail Party” i rischi del viaggio umano verso l'illuminazione descrivendolo come “un processo in cui l'umano sarà transumanizzato”.

“Io credo nel transumanesimo: quando saremo in numeri sufficienti ad affermare ciò con convinzione, la specie umana sarà sulla soglia di nuovo genere di esistenza, tanto diverso dal nostro quanto il nostro è diverso da quello dell'Uomo di Pechino. È allora che vedremo la cosciente realizzazione del nostro reale destino”.

Il movimento chiamato “transumanesimo” comincia a prendere corpo grazie al libro di Julian Huxley del 1956, “New Bottles For New Wine”, contenente il saggio dal titolo “Transhumanism” che invitava il genere umano a migliorare le propri condizioni di vita attraverso la scienza e la modificazione della realtà circostante. Si alludeva già ad una nuova specie post-umana in divenire.

Tra i pionieri del transumanesimo, Joseph Fletcher, considerato un fondatore della bioetica, ha sostenuto l'idea di utilizzare la genetica e altre scienze in via di sviluppo per migliorare, e non solo urare, la condizione umana. Nel suo libro del 1974, “The Ethics of Genetic Control: Ending Reproductive Roulette” (“L'etica del controllo genetico: la fine della roulette riproduttiva”) chiese di dare ai genitori il controllo sulle caratteristiche genetiche dei propri figli: essi (o lo stato) dovrebbero utilizzare al massimo le possibilità offerte dalla scienza per dirigere la propria riproduzione ed evoluzione, piuttosto che affidarsi al caso. Egli suggerì anche la possibilità di creare esseri paraumani, geneticamente modificati e basati su genoma umano e di animali, a cui potessero essere affidati lavori pericolosi, da produrre secondo le specifiche necessità di una data impresa. Suggeriva che la scienza e la tecnologia potessero rendere la vita umana migliore e che gli esseri umani debbano ricercare questi miglioramenti.

Idee simili riguardo l'umanità e la sua evoluzione sono state esplorate da Julian Huxley nei suoi scritti sull'umanesimo evoluzionario - “Evolution: The Modern Synthesis” - del 1942, e da Teilhard de Chardin, in “The Future of Man” del 1959.

Abraham Maslow ha fatto riferimento al transumanesimo in “Toward a Psychology of Being”, del 1968, Robert Ettinger in “Man into Superman”, del 1972. Nel Dizionario Enciclopedico del Reader’s Digest, “transumano” è definito come “sorpassante; trascendente; oltre”. Nel Nuovo Dizionario Universale Webster, come “superumano”; mentre “transumanizzare” come “elevare o trasformare in qualcosa oltre l'umano”. Oggi si tende diffusamente a intendere il termine come una transizione evolutiva dalla biologia umana tradizionale verso una nuova forma di biologia fusa con la tecnologia.

“Il Transumanesimo è una classe di filosofie che cercano di guidarci verso una condizione postumana. Il Transumanesimo condivide molti elementi con l'Umanesimo, inclusi il rispetto per la ragione e le scienze, l'impegno per il progresso ed il dare valore all'esistenza umana (o transumana) in questa vita. […] Il Transumanesimo differisce dall'Umanesimo nel riconoscere ed anticipare i radicali cambiamenti e alterazioni sia nella natura che nelle possibilità delle nostre vite, che saranno il risultato del progresso nelle varie scienze e tecnologie[…]”.

Max More, fondatore dell' Extropy Institute, è stato il primo a definire il termine anche come filosfia nel 1990. Mentre Huxley immaginava un'umanità che trascende i propri limiti, Max More vede più una effettiva trasformazione dell'essere umano in post-umano. Sono state suggerite anche altre definizioni come quella di Anders Sandberg - “Il Transumanesimo è la filosofia che afferma che noi possiamo e dobbiamo svilupparci a livelli , fisicamente, mentalmente e socialmente superiori, utilizzando metodi razionali” - o quella di Robin Hanson: “Il Transumanesimo è l'idea secondo cui le le nuove tecnologie probabilmente cambieranno il mondo nel prossimo secolo o due a tal punto che i nostri discendenti non saranno per molti aspetti 'umani'”.

Il Transumanismo dunque aspira al miglioramento della condizione umana attraverso le nuove tecnologie, come l'ingegneria genetica, la bionica, la crionica, la clonazione, la nanotecnologia, gli usi avanzati dei computer e delle comunicazioni, puntando ad arrestare l'invecchiamento e potenziare le capacità psico-fisiche dell'uomo. Seguendo una tradizione politica, morale e filosofica risalente al XIX secolo, influenzata dall'Illuminismo e dal Positivismo, il Transumanesimo si pone come obiettivo l'utilizzazione della scienza come mezzo per migliorare tutta l'umanità, ponendo l'essere umano al “centro” dell'universo, e sostenendo che non esistono forze sovrannaturali che guidino l'umanità, solo razionalità, scienza e tecnologia, tendendo ad escludere tutto ciò che è metafisica, compreso Dio.

Il “perfezionismo” dei transumanisti è il loro unico imperativo etico, volto ad approdare ad uno stadio post-darwinista in cui gli esseri umani potranno controllare l'evoluzione sostituendo alle mutazioni casuali la propria morale ultra-razionale. L'obiettivo dichiarato del transumanismo è la costruzione di un “oltre-uomo” tecnologico, in grado di superare le limitazioni naturali, biologiche, che in qualche modo si sostituisce a Dio. Riguardo la spiritualità, essa è considerata in termini prettamente scientifici. Alcuni transumanisti sono convinti che la futura comprensione della “neuroteologia” (la riduzione della religione a neurofisiologia, ndr) darà la possibilità agli umani di ottenere il controllo sugli stati di coscienza alterati, e quindi sulle esperienze spirituali, mentre i più materialisti rifiutano l'idea di anima, piuttosto parlano di coscienza, che equiparano ai software dei computer, e credono alla possibilità di poterne trasferire il contenuto da una mente all'altra tramite interfacce neuro-informatiche.

TRANS-ART

Ad accrescere la popolarità del movimento ci hanno pensato poi le “Arti Transumaniste”, dedite all'esplorazione di nuove diavolerie elettroniche per implementare i sensi e sviluppare realtà alternative. Come teoria estetica, l'arte transumanista è stata introdotta nel 1982 (originariamente “TransArt”) dal manifesto di Natasha Vita-More. Ma già nel 1980, il film “Breaking Away” si può dire avesse già sancito l'inizio del movimento trans-artistico: un cortometraggio in 8 mm realizzato da Don Yannacito dell'Independent Film Dept. della University of Colorado, su un'idea della stessa Vita-More, che cerca di tracciare un quadro della nuova arte come riflesso delle aspirazioni visionarie dei transumanisti.

Rispetto ad altre arti futuristiche come la “space art”, la “science fiction art” o la “hi-tech art”, la “trans art” è arte prodotta da transumani. I Trans-Artisti si rifanno in parte al Futurismo e al Dadaismo. Al Futurismo, in quanto rinnegava la tradizione e glorificava il contemporaneo, enfatizzando la macchina (la tecnologia) e il movimento (la velocità), abbracciando la fusione di arte e scienza. Il Dadaismo, soprattutto per il suo fervore rivoluzionario, in quanto portatore di nuovi valori estetici e promotore di una radicale trasformazione dell'esistente. Anche se, mentre i dadaisti tendevano più all'irrazionale e al negativo, e i futuristi ebbero vita breve, i transumanisti sono razionali, esageratamente ottimisti e sono convinti di durare per sempre.

Sicuramente devono molto anche alle riflessioni sull'auto-espressione e sulla mente artistica dell'Espressionismo Astratto e dell'Arte Concettuale, secondo cui “l'atto di pensare è già una forma d'arte”. Della Performance Art ripropongono l'idea di forme d'arte aperte e comunicative. In questo filone si possono far rientrare gli artisti del corpo post-organico come Stelarc che sperimentano forme spettacolari di integrazione post-umana. Si tende a far rientrare tra i trans-artisti anche gente come Marvin Minsky, Timothy Leary, il video-artista Bill Viola, l'artista digitale Karl Sims, che non sono propriamente dei transumanisti.

“The UpWing philosophy is a visionary new thrust beyond Right and Left-wing, beyond conservative and conventional radical. Beyond all our age-old philosophies and ideologies. We UpWingers want to facilitate the flow to the emerging post-industrial world. We also want to accelerate humanity’s thrust to the next stage in evolution. Specifically we want to marshall humanity’s genius to overcome our supreme tragedies - aging and death. We want to help accelerate the colonization of our solar system and open up this infinite Universe of infinite space, infinite resources, infinite potentials. We want to speed up the thrust to post-industrial telespheres, such as teleduction and telemedicine which can instantly provide services to anyone anywhere. We want to help accelerate the surge to upcoming worlds of undreamed abundance. Clean, cheap, limitless energy. Limitless food. Limitless raw materials. We want to help spread the benefits of the Biological Revolution, the new genetics, the Brain Revolution giving each one of us control over our own bodies, our own minds, our own emotions. Allowing us biological freedoms never before possible...”

L'attuale concetto di “transumanesimo” come transizione evolutiva fu espresso per la prima volta da FM-2030, alias F.M. Esfandiary, mentre predicava le sue visioni futuristiche durante il corso “New Concepts of the Human” tenuto alla New School for Social Research di New York City. Concetto poi sviluppato nella sua trilogia - “Up-Wingers”, “Telespheres” e “Optimism One” - del 1973. I primi transumanisti si incontrarono formalmente all'inizio degli anni 1980 alla University of California di Los Angeles, che divenne il loro centro principale. Fu qui che FM-2030 (in precedenza “FM Esfandiary”) insegnò l'ideologia futurista degli “Upwingers”. John Spencer alla Space Tourism Society organizzò molti eventi transumani legati allo spazio. Natasha Vita-More (in precedenza Nancie Clark) esibì “Breaking Away” al EZTV Media, un luogo dove i transumanisti e altri futuristi potevano incontrarsi. FM, John e Natasha si incontrarono e presto iniziarono a tenere riunioni per i transumanisti di Los Angeles, che includevano gli studenti provenienti da FM-2030, spettatori delle produzioni artistiche di Natasha e la comunità spaziale ed astrofisica. Nel frattempo in Australia, Damien Broderick, autore di fantascienza, scrisse “The Judas Mandala”. Nel 1982, Natasha scrisse Transhumanist Arts Manifesto (“Manifesto delle arti transumane”) e più tardi produsse lo spettacolo televisivo via cavo “TransCentury UPdate”, che ebbe oltre 100.000 spettatori. FM, successivamente, in “Are You A Transhuman ?” (1989), definirà transumano come “la primitiva manifestazione di un nuovo essere evoluzionario”. In questa ottica, possiamo annoverare tra i profeti del transumanesimo anche il noto mass-mediologo Marshall McLuhan, quando annuncia che: “la tecnologia produce simultaneamente un'esplosione dell'uomo e un'implosione del mondo: i mezzi di trasporto e di comunicazione estendono infatti il raggio di azione dei nostri sensi all'intero pianeta, riducendolo ad un villaggio”.

L'informatica e le biotecnologie stanno partecipando attivamente e congiuntamente a questa ridefinizione tecnologica dell'uomo e del mondo. La convergenza di scienze quali la cibernetica, la robotica, l'intelligenza artificiale, la telematica, l'ingegneria genetica, la nanotecnologia, nasconde un “Progetto” che per la sua portata, promette o minaccia, a seconda dei punti di vista, il perseguimento della sintesi artificiale del corpo e della mente umani. Per l'evoluzione personale e l'autocreazione, i transumanisti tendono a utilizzare tecnologie e tecniche che migliorino le proprie condizioni fisiche e cognitive, e si impegnano in esercizi e stili di vita specificatamente progettati per aumentare la salute ed estendere la durata della vita (alcuni usano il neologismo “fyborg” che sta per “cyborg funzionale” - “functional cyborg” - per indicare l'individuo che incrementa le proprie capacità tramite mezzi tecnologici non innestati sul proprio organismo. In pratica, in un modo o nell'altro siamo tutti fyborg, chi più, chi meno, chi porta occhiali, chi usa un telefono, etc.).

EXTROPY INSTITUTE

Nel 1987, Max More si trasferì a Los Angeles dalla Università di Oxford in Inghilterra, dove aveva fondato la prima organizzazione crionica europea, conosciuta come Mizar Limited (più tardi Alcor-UK), per lavorare al suo Ph.D. in filosofia alla University of Southern California. More incontrò Tom Bell alla USC, e insieme svilupparono idee sul futuro. Nel 1988, fu pubblicato “Extropy: The Journal of Transhumanist Thought”, che raccolse pensatori per scrivere di intelligenza artificiale, nanotecnologia, ingegneria genetica, life extension, mind uploading, Idea Futures, robotica, esplorazione spaziale, e della politica ed economia del transumanismo. I media alternativi iniziarono presto a recensire la rivista e questa attrasse l'interesse di pensatori con simili attitudini. Più tardi More e Bell co-fondarono l'Extropy Institute, una organizzazione culturale non-profit. “ExI” fu fondato come centro di informazione e di lavoro in rete per l'utilizzo delle conoscenze scientifiche disponibili insieme al pensiero critico e a quello creativo per definire un piccolo insieme di principi e valori che potessero aiutare a dare un senso alle nuove possibilità che si aprivano all'umanità.

La mailing list dell'Extropy Institute fu lanciata nel 1991 e nel 1992 l'istituto iniziò ad organizzare le prime conferenze sul transumanismo, e i membri affiliati in tutto il mondo cominciarono ad organizzare gruppi transumanisti locali. Extro Conferences, incontri, feste, dibattiti online e documentari continuano a divulgare il transumanismo al pubblico. Internet divenne presto il terreno ideale per le persone interessate ad esplorare le nuove tecnologie con siti web come Extropy Institute, Alcor Life Extension Foundation, Foresight Institute, Transhumanist Arts & Culture, and BetterHumans.

Oggi altre organizzazioni che si sono unite all'Extropy Institute per far progredire le idee transumaniste, come la Alcor Life Extension Foundation, Foresight Institute, Transhumanist Arts & Culture, l'Immortality Institute, Aleph in Svezia, TransVision in Europa, la World Transhumanist Association, Singularity Institute for Artificial Intelligence, e numerose altre organizzazioni che si stanno sviluppando in questo momento.

I PRINCIPI ESTROPICI

“L'umanità mi sembra uno splendido inizio, ma non sarà certo la fine”. (Freeman Dyson).

Estropia: il livello di intelligenza, informazione, ordine, vitalità, auto-evoluzione di un sistema (l'opposto di entropia, il livello di caos e disordine).

Estropici: coloro che perseguono l'incremento dell'estropia.

Estropianesimo: la filosofia, transumanista, in continua evoluzione, dell'estropia.

L'Estropianesimo è una filosofia transumanista caratterizzata da una serie di principi riguardanti l'estropia, definiti per la prima volta da Max More in “The Principles of Extropy”. L'Estropianesimo pone una forte enfasi sul pensiero razionale, nella promozione di una società aperta, e nell'ottimismo pratico. Estropia, coniata da T.O. Morrow nel Gennaio del 1988, è definita come l'insieme dell'intelligenza, dell'ordine funzionale, della vitalità, dell'energia, vita, esperienza, capacità e spinta al miglioramento e alla crescita di un sistema vivente o organizzativo. Estropia esprime una metafora, invece di essere un semplice termine tecnico, e quindi non significa semplicemente l'opposto di entropia.

Secondo More, questi principi “non specificano un credo particolare, delle tecnologie o delle politiche”. L'Estropianesimo sostiene una ottimistica visione del futuro, prevedendo considerevoli progressi della capacità computazionale, dell'aspettativa di vita, nella nanotecnologia e simili. Fieramente avversi al criticismo degli eco-luddisti, adorano il progresso tecnologico, da cui si aspettano solo cose buone (“we embrace the future”) e si rifiutano di considerarne il potenziale entropico e catastrofico. Molti estropici credono nella eventuale realizzazione di una vita illimitata e nella resurrezione (per coloro preservati per mezzo della crionica) attraverso mezzi tecnologici. Gli “extropiani” si raccolgono in piccole comunità (nexus) che rifiutano i valori della società tradizionale e ogni autorità politica. Odiano i limiti che il corpo (“wetware”) impone alle loro aspirazioni di immortalità e di trascendenza. Per rendere immortale il loro spirito si preparano a trasformarlo in software, in modo da poterlo trasferire nei corpi incorruttibili forgiati dalla tecno-scienza. In attesa che la carne possa così divenire logos, aspirano a prolungare indefinitamente la loro vita “terrestre” trasformandosi in cyborg.

I Principi Estropici descrivono una specifica versione del pensiero transumanista. I transumanisti sono per la ragione, il progresso e centrano i propri valori sul benessere materiale, piuttosto che su di una autorità religiosa esterna. I Principi Estropici non sono considerati verità o valori assoluti. I Principi codificano ed esprimono le attitudini di coloro che si descrivono come “estropici”. Il pensiero estropico rappresenta una piattaforma filosofica da cui affrontare la condizione umana.

La filosofia estropica rappresenta una visione del mondo ottimista e serena, in cerca di un continuo auto-miglioramento, basato su motivi scientifico-razionali: progresso continuo, la continua ricerca di maggiore intelligenza, saggezza, efficacia e longevità, nonché la rimozione dei limiti politici, culturali, biologici e psicologici alla realizzazione personale; il continuo superamento di ogni barriera al proprio progresso e alla realizzazione delle proprie potenzialità; l'espansione infinita dell'universo; auto-trasformazione, la continua crescita morale, intellettuale e fisica, attraverso razionalità, creatività, responsabilità e sperimentazione; la ricerca dell'accrescimento biologico e neurologico, insieme allo