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redazione ECplanet

Tigri, elefanti, rinoceronti, balene, delfini, tartarughe marine, panda, gorilla, oranghi: tutti animali a rischio estinzione per i quali gli ambientalisti combattono da sempre. Oggi la ricetta da adottare, secondo gli oltre 80 esperti dell'associazione WWF provenienti da 60 Paesi, riunitisi nella Capitale in occasione in occasione del meeting internazionale voluto per festeggiare i 40 anni dell'associazione italiana, è una sola: «Bisogna partire dalla collaborazione con le popolazioni nate e cresciute a fianco di questi animali, poter rispondere alle loro necessità – ha detto Fulco Pratesi, Presidente del Wwf Italia - laddove riusciamo a garantire le necessità del futuro delle popolazioni locali possiamo dare un futuro anche alle specie animali che condividono gli stessi ambienti naturali. Gli animali rappresentano spesso una ricchezza per queste popolazioni: salvare tigri ed elefanti vuol dire quindi offrire un futuro alle comunità di Paesi ancora in via di sviluppo o in rapido sviluppo».

Il rapido declino di alcune specie sta avvenendo proprio nelle aree dove lo sfruttamento intensivo delle risorse naturali supera i livelli di sostenibilità: balene, delfini e tartarughe marine sono minacciate dal cosiddetto “by-catch”, la pesca non selettiva, che uccide 300.000 cetacei l'anno. Per questo gli ambientalisti si battono contro lo sfruttamento illegale ed intensivo delle foreste che ha ridotto, ad esempio nel Borneo, gli oranghi a 7.500 individui sparsi in aree ormai frammentate dal taglio, dagli incendi, dalla sostituzione con piantagioni di palma da olio.

Vi sono poi le responsabilità del commercio del legname proveniente dalle foreste degli Oranghi, come il ramino, un legno pregiato che cresce nel Borneo e in altre aree del sud est asiatico, il cui commercio è stato regolamentato solo di recente. Gli esperti del Wwf hanno registrato anche in Italia il declino di specie importanti come il falco lanario, la lontra, il capovaccaio, la gallina prataiola, la pernice bianca, l'aquila del Bonelli, la foca monaca, ma anche di specie un tempo comuni come la starna e la coturnice.

«Il nostro paese è un consumatore vorace di risorse naturali e di territorio: la sfida quotidiana è quella di saper amministrare le nostre risorse e poter garantire gli obiettivi che l'Onu ci ha indicato e che l'Italia ha sottoscritto, ovvero, l'arresto del declino della biodiversità entro il 2010 - ha affermato Michele Candotti, segretario generale del Wwf Italia -.

Per concentrare risorse economiche e impegno sul territorio e svolgere i progetti di conservazione il Wwf ha identificato nel mondo 238 Ecoregioni, individuate insieme alla comunità scientifica. Sono grandi serbatoi di biodiversità, come la foresta Amazzonica, la Grande Barriera corallina ma anche l'ecoregione Mediterraneo e l'Ecoregione Alpi, che interessano la nostra penisola.

Fonte: La Nuova Ecologia 3 febbraio 2006 (http://www.wwf.it/)




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