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di: Alessio Mannucci

Si chiama David Banda, ha un anno, e non ha mai conosciuto la sua vera mamma, deceduta in seguito al parto. È il figlio adottivo della popstar Madonna. Il primo anno di vita David l’ha passato in orfanotrofio. Ora ha lasciato il suo Paese natale ed è volato in Inghilterra insieme ai suoi celebri genitori. L'episodio ha suscitato le ire di due organizzazioni che militano nel campo della tutela dell'infanzia: la Eye Of The Child e la Civil Liberties Committe. “Non è come vendere una proprietà”, hanno tuonato in una dichiarazione congiunta contro la star, “riguarda la sicurezza del futuro di un essere umano che, per via della sua età, non può esprimere la propria opinione”.

Nessun aereo lussuoso come il jet privato di Madonna era mai atterrato sull'asfalto pieno di buche all'aeroporto di Lilongwe, scalo della capitale malawaiana. Capitale della miseria più nera, capitale del Paese più povero del mondo, dove o si muore di Aids o di fame. Un Paese in cui la generazione di mezzo (30-40 anni) non esiste: per le strade ci sono solo bambini e vecchi, quelli che il virus non ha ancora sterminato.

Qui, tra una popolazione che si ciba di cavallette chiamandole “chips”, patatine, dove il costo di un vero pacchetto di patatine equivale al redditto mensile di un contadino, Madonna ha generosamente offerto al governo tre milioni di euro per la costruzione di un orfanotrofio. In cambio, ha chiesto, e ottenuto, l'adozione temporanea per 18 mesi di un piccolo orfano del villaggio di Lipunga: David Banda, di 13 mesi.

Detto, fatto. Il tempo di staccare il superassegno, e ieri (dopo una permanenza-lampo di pochi giorni in Malawi) l'aereo privato della cantante ha lasciato Lilongwe con a bordo il neo figlioletto di colore. La procedura «anomala» ha scatenato la reazione dei 67 gruppi internazionali che formano la Commissione Consultiva per i Diritti Umani (HRCC) che ha definito «illegale» l'adozione del bimbo: «Madonna non ha vissuto almeno due anni in Malawi e, di conseguenza, non ha i requisiti previsti per chiedere l'adozione. Per Madonna il governo ha fatto un'eccezione che crea un pericoloso precedente».

Fatto sta che, vista la notorietà di Madonna (e considerata la sua donazione milionaria, ndr), è stato emesso un decreto temporaneo e una speciale esenzione dalla legge. «Una scelta assurda - ha detto Maxwell Madewere, direttore esecutivo dell'associazione umanitaria Eye of the Child - perché oggi ci troviamo dinanzi a una celebrità che adotta un bambino, ma domani potremmo avere a che fare con un trafficante di minori o un pedofilo».

In Gran Bretagna, l'iniziativa di Madonna, che ha due figli, è stata severamente criticata dai gruppi che si occupano di adozioni. Yvette Gayford di Parents and Children Together, associazione che aiuta coloro che chiedono adozioni internazionali, ha affermato: «È sbagliato in tutti i sensi. L'adozione non può mai essere considerata alla stregua di uno status symbol. Queste decisioni rapide per le celebrità non aiutano nessuno. Siamo fortemente contrari». E per Maxine Caswell, dell'organizzazione Overseas Adoption Support and Information Service, «questa vicenda fa sembrare tutto veloce e facile, come se fosse possibile sfrecciare attraverso un Paese e prendere ogni bambino che si vuole».

Contrario all'adozione è perfino il marito di Madonna, Guy Ritchie, che ha confessato al Sun come la scelta della moglie di adottare un bimbo africano non rappresenti altro che «il capriccio di una star». Secondo l'Unicef, nell'Africa occidentale e centrale sono circa 4,2 milioni i bambini orfani a causa dell'Aids. “Nei 24 Paesi dell'Africa occidentale e centrale, circa 680.000 bambini vivono con l'Hiv/Aids, mentre su 600.000 donne incinte sieropositive solo l'1,3 per cento hanno ricevuto gli antiretrovirali necessari alla prevenzione della trasmissione dell'Hiv ai loro piccoli”, dice Esther Guluma, direttrice dell'ufficio regionale Unicef per l'Africa occidentale e centrale, “220.000 bambini sono stati contagiati nel 2005 e 170.000 sono morti di Aids nello stesso periodo”.

“I bambini sono la faccia nascosta della pandemia, anche nei Paesi in cui la diffusione è debole (...) questa parte della popolazione non ha realmente accesso ai servizi di prevenzione e cura”, ha sottolineato Meskerem Grunitzky-Bekele, direttrice regionale di Unaids.

In Sri Lanka, all'indomani della catastrofe tsunami, girarono voci sulla “compravendita dei bambini” dispersi. Bambini rapiti, venduti illegalmente e immessi nel commercio sessuale, sfruttati come servitù domestica o, peggio ancora, impiegati come bambini-soldato.

Ad Aceh, in Indonesia, una delle zone più colpite dallo Tsunami, ad un anno di distanza dalla catastrofe sono continuati traffico di minori e adozioni illegali. A denunciarlo, dopo un'indagine condotta sul territorio, è stato il Center for Child Protection and Study (PKPA). Achmad Sofian, direttore esecutivo della Ong, ha dichiarato che numerosi bambini dello tsunami sono finiti in mano a bande criminali in Malaysia e che molti altri sono stati adottati illegalmente a Medan, Jakarta e Bandung.

Nel mondo, sono circa 1,2 milioni i minori di 18 anni vittime di tratta. Il 30 per cento di questi bambini hanno un'età che può variare generalmente dagli 8 ai 18 anni, ma la tratta arriva a coinvolgere anche neonati venduti - con prezzi che possono variare dai 7.000 ai 15.000 euro - a scopo di adozione illegale. Bambini e adolescenti che vengono venduti o comprati; rapiti o adescati per essere poi utilizzati prevalentemente nell'industria del sesso e della prostituzione ma anche nell'accattonaggio; in attività illegali quali furti; nell'ambito delle adozioni illegali e del traffico di organi; in lavori irregolari.

Spesso sono sottoposti a violenze ed abusi perpetrati fin dall'inizio del viaggio verso i paesi di destinazione. Le vittime, soprattutto quelle che vengono coinvolte nel giro della prostituzione, possono essere vendute più volte, come nel caso di una ragazza rumena di 15 anni messa in vendita ben 22 volte. Un reclutamento che avviene su base locale, nelle zone più povere e svantaggiate dei paesi di origine e secondo tecniche ripetitive e collaudate. Le vittime vengono attirate anche con annunci pubblicitari sui giornali, con false promesse di lavori che si annunciano interessanti come quello di ragazze “alla pari” o di baristi. Altri “specchietti per le allodole” sono gli annunci di matrimonio: la donna straniera viene sposata e poi costretta a prostituirsi.

“Nel reclutamento delle giovani vittime - si legge nel rapporto dell’associazione Save The Children - non è raro il coinvolgimento di genitori, parenti e amici. Il tutto viene gestito accuratamente da organizzazioni criminali molto ben strutturate ed efficienti”. Nulla è lasciato al caso o alla improvvisazione: esistono, infatti, ruoli precisi e divisioni di compiti: “c’è un reclutatore” che si occupa di individuare e adescare la vittima; la persona che si occupa di “organizzare il viaggio e procurare i documenti necessari”; il trasportatore e l'incaricato di ricevere e sfruttare il minore nel paese di destinazione.

In Italia, luogo di transito e di destinazione, la tratta dei minori è strettamente legata allo sfruttamento sessuale anche se negli ultimi 10 anni si sono aggiunte altre forme di sfruttamento e abuso: l'accattonaggio, le adozioni illegali, attività di micro-criminalità, il lavoro minorile. Albania, Moldavia, Romania, Ucraina, Russia, gli stati del Baltico e la Nigeria sono le nazioni di provenienza della maggior parte delle giovani vittime: film pornografici, prostituzione, pedo-pornografia su Internet gli ambiti dello sfruttamento sessuale.

Un giro che, tra il 2001 ed il 2002, ha interessato circa 13.000 persone, con un'incidenza di minori del 5% circa. “Si tratta di cifre esigue rispetto ad un fenomeno che resta in gran parte sommerso”, spiega Carlotta Sami che aggiunge: “una delle ragioni di ciò, valida soprattutto per il nostro paese, sta nel mancato riconoscimento dei minori vittime di tratta in quanto tali”.

Fonte: Il Giornale, Ticinonline, Asia News, Save The Children

Istituzioni umanitarie citate nell'articolo:

UNICEF

Parents and Children Together - PACT

CRIN - Child Rights Information Networ

Save the Children Italia ONLUS lotta per i diritti dei bambini

HumanTrafficking.org A Web Resource for Combating Human Trafficking in the East Asia Pacific Region

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E-mail: Alessio Mannucci




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