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redazione ECplanet

Un nuovo rapporto di Greenpeace, “Cutting Edge Contamination”, rivela che l'industria hi-tech sta inquinando fiumi e falde acquifere in Asia e Messico: le fabbriche di componenti elettronici rilasciano sostanze tossiche che hanno un impatto disastroso sull'ambiente. Analisi condotte dai laboratori di ricerca hanno scovato diversi composti tossici nei pressi delle zone di produzione di semiconduttori: i PBDE, un gruppo di ritardanti di fiamma bromurati, gli ftalati, usati per ammorbidire le sostanze plastiche, composti volatili del cloro e metalli pesanti.

In uno dei siti esaminati da Greenpeace, nelle Filippine, l'acqua potabile conteneva concentrazioni di cloro anche 70 volte superiori ai limiti fissati dall'Agenzia statunitense per l'ambiente. In altri casi, sono state trovate forti concentrazioni di rame nell'acqua. In Messico, nelle acque di scarico dell'IBM a Guadalajara, è stato trovato tra i composti tossici il nolifenolo, potente interferente endocrino. Anche i lavoratori sono pericolosamente esposti a queste sostanze tossiche.

Mentre il profitto dell'industria hi-tech cresce, in Asia e Messico viene avvelenato il bene più prezioso, l'acqua. Intanto in Cina e India continuano ad accumularsi montagne di rifiuti elettronici altamente tossici. L'industria hi-tech deve assumersi la responsabilità dei danni che sta provocando. Dalla produzione alla fine del ciclo di vita dei prodotti, aziende come IBM, HP, Intel, Sony, Sanyo devono garantire misure efficaci per la tutela dell'ambiente e la salute dei consumatori. È necessaria una maggiore trasparenza: attualmente non si sa precisamente quali fabbriche di componenti riforniscano i marchi più noti di computer, fotocamere e videocamere.

L' “Eco-guida ai prodotti elettronici” lanciata da Greenpeace nei mesi scorsi si è rivelata uno strumento utile per valutare l'impegno di queste aziende nella sostituzione dei composti chimici pericolosi e nel riciclaggio dei rifiuti tecnologici.

Data articolo: marzo 2007
Foto: © Greenpeace
Didascalia: lo scarico di un impianto industriale in Thailandia

Per ulteriori informazioni:

Greenpeace Italia
Viale Manlio Gelsomini, 28
I-00153 Roma
Phone: +39 06 57299944
Mobil: +39 348/3988607

Greenpeace Italia

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