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di: Fabio Quattrocchi

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Science, il salmone allevato contiene maggiori quantità di diossine e altri inquinanti che causano il cancro rispetto al salmone pescato in mare. Il livello medio di diossine nei salmoni d'allevamento è risultato 11 volte più alto che nei salmoni selvatici: 1.88 parti per miliardo contro le 0.17 parti per miliardo. Per quanto riguarda i PCB, la media è risultata di 36.6 parti per miliardo nei salmoni allevati contro le 4.75 parti per miliardo degli esemplari selvatici. L'industria del settore sottolinea che tutti i livelli riscontrati rientrano nei limiti stabiliti dalla Food and Drug Administration, dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla Commissione Europea.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Science, il salmone allevato contiene maggiori quantità di diossine e altri inquinanti che causano il cancro rispetto al salmone pescato in mare. Lo studio ha esaminato 700 salmoni comprati in tutto il mondo e ha scoperto che i pesci allevati in Nord Europa (soprattutto Scozia e Danimarca) sono quelli che contengono più inquinanti, seguiti da quelli del Nord America e del Cile. Mangiare salmone allevato più di una volta al mese, a seconda della zona di provenienza, potrebbe aumentare il rischio di cancro, sostengono i ricercatori basandosi sui limiti di esposizione fissati dalla Environmental Protection Agency Americana.

I ricercatori Statunitensi dell'Indiana University hanno individuato nel mangime impiegato negli allevamenti la causa dell'alta concentrazione di inquinanti, e hanno quindi consigliato agli allevatori di cambiare i mangimi e ai consumatori di acquistare più pesce pescato. I salmoni allevati contengono concentrazioni significativamente più alte di 13 inquinanti organoclorinati, tra cui le diossine, rilasciate dalla combustione di rifiuti industriali, e i PCB. Il livello medio di diossine nei salmoni d'allevamento è risultato 11 volte più alto che nei salmoni selvatici: 1.88 parti per miliardo contro le 0.17 parti per miliardo. Per quanto riguarda i PCB, la media è risultata di 36.6 parti per miliardo nei salmoni allevati contro le 4.75 parti per miliardo degli esemplari selvatici.

Gli animali assorbono quegli inquinanti attraverso l'ambiente, accumulandoli nei tessuti che poi i consumatori mangiano. Alti livelli possono aumentare il rischio di certi cancri e, nelle donne incinte, danneggiare lo sviluppo celebrale dei feti. L'industria del settore sottolinea che tutti i livelli riscontrati rientrano nei limiti stabiliti dalla Food and Drug Administration, dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla Commissione Europea, e precisa che altri alimenti consumati più frequentemente, come il manzo, sono fonti di esposizione più significative.

I salmoni d'allevamento sono nutriti con farine e oli di pesce fatti con poche specie ittiche oceaniche, concentrando i contaminanti ai quali sono esposti; mentre i salmoni selvatici hanno una dieta più varia. Più della metà del salmone consumato nel mondo proviene da allevamenti. I salmoni allevati costano il 70 per cento in meno di quelli pescati. Molti allevatori negli USA, in Canada e Cile stanno gradualmente sostituendo alcuni oli di pesce nei mangimi con olio di soia e canola per ridurre le concentrazioni di inquinanti.

Il ricercatore nutrizionista della Perdue University, Charles Santerre, dice di condividere i dati rilevati dallo studio, ma non è d'accordo con la conclusione che i consumatori dovrebbero limitare l'assunzione di salmone allevato per il rischio di cancro, e sottolinea i benefici per il cuore dovuti alla presenza di grassi acidi omega 3. Lo studio dimostra che il rischio di cancro dovuto all'assunzione di salmone è significativamente più basso del rischio di sviluppare malattie al cuore. Santerre consiglia il salmone, sia pescato che allevato, alle donne incinte perché è fonte ideale di nutrienti utili allo sviluppo del feto e perché è uno dei pesci più sicuri sul mercato (contiene meno mercurio delle altre specie ittiche).

Friends of the Earth invece definisce lo studio allarmante, e chiede una chiara etichettatura sui salmoni oltre che una severa legislazione per proteggere l'ambiente dagli inquinanti organici persistenti.

fonte: Associated Press;
traduzione di: Fabio Quattrocchi




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