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r.s. a cura di Michela

Imminente catastrofica inversione dei poli magnetici terrestri ?

Nuovi risultati di ricerca confermano una moderata fluttuazione del campo magnetico terrestre. Tale anomalia è un sintomo di un'imminente inversione dei poli o si tratta di normali fluttuazioni ?

Ricostruzione dello spostamento del polo nord magnetico a partire dal 1600 ad oggi. Elaborazione grafica di Luca Savorani – Meteolive.it. “Il polo magnetico terrestre, localizzato nel Nord del Canada a circa 600 km dalla città di Resolute Bayha, si sta spostando velocemente verso nord-ovest, ad una velocità media di circa 20 km all'anno. Considerando che tramite misurazioni effettuate con sofisticate strumentazioni il campo magnetico terrestre si sta indebolendo, conduce alcuni scienziati e pensare che potrebbe verificarsi l'inversione dei poli entro poche decine di anni”.

Nulla di catastrofico !

Non si tratta di un capovolgimento dell'asse terrestre o di un'inverosimile inversione del moto di rotazione terrestre, ma dell'inversione dei poli, cioè una lenta traslazione magnetica, dall'Artico, verso l'equatore, sino a raggiungere il continente Antartico. In termini pratici, inizierebbero ad impazzire le bussole, non indicando più i settori attualmente in prossimità del polo nord magnetico, ma zone molto distanti sino al momento in cui la lancetta punterebbe proprio verso sud in corrispondenza del Circolo Polare Antartico.

Purtroppo al momento non possiamo conoscere gli effetti di tale rivoluzione sulla vita animale, vegetale, sul clima terrestre e le implicazioni in campo meteorologico, ma un'inversione polare potrebbe deformare e affievolire il campo magnetico terrestre, almeno nella fase transitoria, permettendo ai raggi cosmici di penetrare nella stratosfera provocando un aumento nella concentrazione di ossidi di azoto. Tali ossidi assorbendo la radiazione solare potrebbero contribuire al raffreddamento dell'intero Pianeta.

Gli scienziati tuttavia hanno scoperto che in un periodo compreso tra la fine del Cinquecento e l'inizio delle misurazioni regolari, iniziate attorno al 1840, è rimasto fondamentalmente stabile. Per ottenere questi dati, i ricercatori della Leeds University in Inghilterra, coordinati da David Gubbins, hanno studiato antichi relitti risalenti al periodo compreso tra il 1590 e il 1840. Questi dati sembrano indicare che il recente declino registrato nel campo magnetico, non è altro che una variazione temporanea. I ricercatori spiegano di aver studiato alcuni manufatti e vasellame contenente minerali, che mantengono impressa nella loro struttura cristallina, la direzione del campo magnetico del momento in cui sono stati prodotti. Uniti ai rilevamenti dei marinai, necessari a tracciare le rotte e conservati sul giornale di bordo, questi dati hanno permesso di stabilire la direzione e l'intensità del campo magnetico terrestre anche nei secoli in cui non c'erano misurazioni dirette.

In pratica i dati hanno mostrato una notevole stabilità magnetica, contro una riduzione del 10 per cento registrata nell'ultimo secolo e mezzo. Tuttavia i dati raccolti su precedenti inversioni del campo magnetico avvenute in tempo remoti, indicano una serie di fluttuazioni piuttosto forti prima dell'evento.

Al momento la forza del campo magnetico è ancora piuttosto elevata con minime fluttuazioni, ancora lontane dai livelli critici e la posizione dei poli magnetici rispetto a quelli geografici è variata parecchio negli ultimi secoli, ma sempre all'interno dei circoli polari; un'inversione di polarità è quindi possibile, o per meglio dire è certa, ma solo in un lontano futuro.

Autore: Luca Savorani / 6 Ottobre 2006
Fonte: http://meteolive.leonardo.it/




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