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a cura della redazione GT

In Gran Bretagna tracce di plutonio

Secondo quanto emerge da uno dei più longevi e continui esperimenti scientifici del mondo, cominciato la bellezza di 160 anni fa, il nostro pianeta presenterebbe ancora oggi tracce di plutonio provenienti dai test nucleari effettuati negli anni ’50 nel Nevada. “Le quantità sono molto, molto piccole – ha detto Keith Goulding della Rothamsted Research, autore dello studio, a un convegno della British Association for the Advancement of Science – e non rappresentano un pericolo per l'uomo”.

Lo studio cominciò per l'appunto 160 anni fa quando John Bennet Lawes incaricò un ricercatore di prelevare e studiare campioni del suo terreno, che si trova a Rothamsted nell'Hertfordshire, per misurare l'effetto dei fertilizzanti sui raccolti. Dal giorno però, la ricerca non è stata più interrotta e ora gli scienziati possono studiare l'impatto dei cambiamenti ambientali derivati dalla rivoluzione industriale, dai test planetari delle armi nucleari e degli incidenti come quello di Chernobyl.

I dati raccolti non lasciano dubbi e dimostrano, per la prima volta in assoluto, che il plutonio proveniente dai test del Nevada del 1952-53 ha contaminato anche l'Europa nord-occidentale. Per giungere fino alla Gran Bretagna, e quasi certamente anche tutto il resto dell'Europa, il materiale radioattivo ha impiegato pochissimi giorni.

Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:

Rothamsted Research

British Association for the Advancement of Science

In collaborazione con la redazione GT




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