COPERTINA
Farmaci su Internet... - 40985 -1-4
 SCIENZA   TECNOLOGIA   ASTRONOMIA   SALUTE   <<ECOLOGIA>>   VARIE   POSTA 
  Acqua   |   Atmosfera   |   Ambiente   |   Biodiversita'   |   Bioagricoltura   |   Biotecnologie   |   Cronache   |   Clima   |   Elettrosmog   |   Energia   |   Effetto serra   |   Fonti alternative   |   Inquinamento   |   Mari   |   OGM   |   Ricerche   |   Riciclo   |   Scie chimiche   |

Fonti alternative

Autocostruzione dei Pannelli
Solare: ci vuole tempo
L'energia arriva dal deserto
Impianti Fotovoltaici
Acqua marina per combustibile
PANTONE, questo sconosciuto
Impianti solari
Pannelli solari di plastica ?
Energy revolution 2
Impianti solari fotovoltaici (IV)
Energy revolution
Il fotovoltaico per tutti
Energia eolica
Energia solare in 2 mld di case
Gpl e metano per l'ecologia
Energia illimitata e gratis
Simposio sulle energie alternative
Etanolo, le sue proprietà
Energia dal sole
Fusione a doppi cristalli
L'energia del Sole
Eolico sufficiente per il pianeta
Eolico nel Mediterraneo
Il Mondo della Free Energy
La realtà della Fusione fredda
Eolico per la fame di energia
I cristalli di dilitio
No al nucleare...
Energia eolica in aumento
La sonofusione
Trasmutazione nucleare fredda
Celle fotovoltaiche
Energia solare in Svizzera
Eolico nel Mediterraneo
Eolico nel Mediterraneo


a cura del CNR

L’Isac-Cnr ha realizzato una nuova mappa dei venti che individua le zone del Mare nostrum più interessanti per lo sviluppo dell'energia eolica, la cui nuova frontiera è proprio il mare

Energia in poppa già qualche chilometro lontano dalle coste: dallo Stretto di Gibilterra alle Bocche di Bonifacio, dalla Sardegna alla Sicilia, fino alle isole dell'Egeo. È quanto evidenzia la mappa dei venti del Mediterraneo realizzata dall'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima (Isac) del Consiglio nazionale delle ricerche, in collaborazione con l'Agenzia per la protezione dell'ambiente di Roma e l'Università di Camerino. Uno studio che servirà ad individuare più facilmente le zone del Mare nostrum maggiormente ventose e quindi da privilegiare per lo sviluppo dell'energia eolica sul mare.

“Da alcuni anni”, spiega Alfredo Lavagnini, ricercatore dell'Isac di Roma, “l’interesse alla installazione dei generatori eolici si sta spostando sempre più dalla terra al cosiddetto eolico offshore; questo perché il vento in mare è più intenso e meno turbolento che sulla terra, con effetti vantaggiosi sia sulla energia prodotta, che è l'aspetto più importante, sia sulla durata delle turbine”. Tra l’altro, l’offshore consente di evitare i problemi di impatto paesaggistico e sulle rotte migratorie dei volatili sollevati dagli ambientalisti e causa di accese polemiche. “Le prospettive future fanno prevedere nei prossimi 10 anni installazioni poggiate sui fondali fino a qualche centinaio di metri di profondità (oggi si arriva ad alcune decine di metri) e, successivamente, centrali eoliche su piattaforme ancorate al fondo marino”.

Di qui la necessità di localizzare le aree di maggiore potenzialità eolica. “Non essendo disponibili sufficienti misure sul mare, neanche da satellite”, precisa Lavagnini, “la mappa del vento da noi realizzata deriva da prodotti modellistici, in particolare da 24 anni di analisi del modello di circolazione generale del centro meteorologico europeo di Reading (Ecmwf-European centre for medium-range weather forecasts). I risultati finali dello studio sono stati poi confrontati con le misure sperimentali rilevate su boe, isole e navi in varie regioni del Mediterraneo, mostrando differenze minime, in particolare nel confronto con le 9 boe disponibili, di cui tre spagnole e le altre francesi, italiane e greche”.

Dalla mappa si può osservare che la ventosità maggiore si trova, ovviamente, lontano dalle coste, con velocità medie annue che raggiungono 6.0-6.5 metri al secondo, a 10 metri dalla superficie del mare. “Poiché la velocità del vento cresce man mano che la distanza dalla superficie aumenta”, spiega Lavagnini, “a 70-80 metri, tanto è l'altezza in cui si trova il mozzo del generatore eolico, i valori arrivano a superare gli 8 metri al secondo”. Un ottimo risultato considerando che, per lo sfruttamento eolico, sono sufficienti anche 5 o 6 m/sec.

Le aree costiere che risultano di maggiore interesse, sempre ai fini energetici, sono quelle circostanti gli Stretti (Gibilterra, Bonifacio, Messina, ecc…), quelle intorno al Golfo del Leone, il versante Ovest e Sud-Ovest di Corsica, Sardegna e Sicilia, le coste del basso Adriatico e dello Ionio, le coste greche con la gran parte delle isole sparse nell’Egeo, le coste occidentali e meridionali turche e quasi tutte le coste nord-africane. Con la mappa del vento l'eolico avrà una carta in più da giocare nella scommessa per il futuro energetico alternativo.

Scheda

Che cosa: pubblicazione mappa del vento del Mediterraneo
Chi: Cnr - Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima
Per informazioni: Alfredo Lavagnini, Isac-Cnr
Phone: +39 06/49934272
E-mail: a.lavagnini@isac.cnr.it




VERSIONE STAMPA  VERSIONE STAMPA     INVIA QUESTA NOTIZIA AD UN AMICO


N.B.: gli eventuali indirizzi di recapito presenti nell'articolo possono cambiare senza che la redazione di ECplanet ne venga a conoscenza.
Ultima modifica = (14-09-2005:14:06)  EDIT ARTICLE Nr. 19615  


Mailing List
Richiesta iscrizione

Mailing List
Richiesta cancellazione


Copyright © 1997 - 2008 ECplanet - tutti i diritti riservati , disclaimer
Admin PPK-Webbased Content Management System (C) by PPK-Webprogram
Benchmark timer:stop( 0.2806)