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di: Anna Ermanni

Partirà il prossimo anno la sperimentazione in Scozia di una macchina in grado di produrre energia elettrica dalle maree. Chiamata "the Snail" (la lumaca) il congegno sfrutta il salire e scendere delle acque e ha il grande vantaggio di poter essere spostato e ancorato in una varietà di siti diversi. L'energia ricavata dalle maree è potenzialmente una grande fonte rinnovabile e assolutamente priva di emissioni. Il problema è che i generatori anche piccoli tendono ad alterare l'equilibrio dell'ecosistema in cui sono inseriti, soprattutto se si tratta di estuari o baie. Invece, la macchina potrebbe funzionare in mare aperto, ancorata al fondo del mare, senza produrre un significativo impatto ambientale.

Si è calcolato che in Scozia circa 16 gigawatt di elettricità all'anno possono essere prodotte da impianti collocati nei mari che la circondano. Si tratta di una quantità di energia pari a quella prodotta da sette centrali nucleari. Il problema di fondo è trovare un metodo adeguato per ancorare la turbina al fondo. Fino a oggi si pensava o a generatori così pesanti da rimanere sul posto senza poter essere spostati dalla marea, dalle correnti o dalle tempeste. Si parla però di strutture da almeno 200 tonnellate di difficile trasporto. Oppure, di ancorarle con dei pilastri, cosa comunque costosa e difficile da realizzare in acque più profonde di 50 metri.

La "lumaca" invece, disegnata dagli ingegneri della Robert Gordon University di Aberdeen è piccola (circa 15 metri di altezza) e leggera (solo 20 tonnellate). Una serie di "ali sottomarine" genera una forza diretta verso il basso quando la corrente marina ci passa sopra, permettendo al congegno di ancorarsi al fondo senza necessità di preparazioni ulteriori. Il prototipo verrà provato nel Eynhallow Sound a Orkney.




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