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Solare Archimede
Solare Archimede


di: Donata Allegri

I ricercatori Eric McFarland e Jing Tang dell'Università di Santa Barbara in California hanno condotto uno studio per cercare un'alternativa al silicio nella realizzazione dei pannelli solari, il motivo è dato dal fatto che il silicio così puro ha costi molto elevati e questo è uno degli ostacoli alla diffusione di sistemi fotovoltaici per la produzione di energia.

In questo nuovo studio i ricercatori hanno sperimentato un dispositivo costituito da uno strato molto sottile di oro steso su una base di ossido di titanio. Sull'oro viene applicata una pellicola di molecole fotorecettrici che, eccitate dalla radiazione solare, cedono elettroni che migrano attraverso gli strati metallici fino a entrare nel circuito esterno. L'oro cede elettroni allo strato di fotorecettori mantenendo il sistema in equilibrio.

La nuova cella fotovoltaica al titanio, secondo i suoi inventori, ha ancora un'efficienza molto bassa, meno dell'1%. Questo rendimento, che può essere facilmente migliorato, ha il vantaggio di essere molto più economica e resistente di quelli attuali. Anche in Italia vengono fatti studi per utilizzare l'energia solare, L'Enea sperimenterà un sistema a concentrazione per produrre vapore ad alta pressione.

Secondo Carlo Rubbia, presidente dell'Enea, si tratta di tornare alla vecchia idea utilizzata da Archimede dato che il Sole è una sorgente di calore ed energia. Se questa viene concentrata da uno specchio appropriato, la densità di energia calorica può essere moltiplicata. Negli esperimenti condotti da questi scienziati, si è ottenuta da 100 a 200 volte più energia calorica di quella presente in un posto soleggiato a mezzogiorno.

“Solare Archimede” è il nome dato a questa nuova tecnologia: la luce viene concentrata con un sistema di specchi e accumulata in un grande recipiente; l'energia termica raccolta servirà a produrre vapore ad alta pressione che verrà usato per la produzione di energia elettrica; c’è quindi una separazione tra la produzione del calore e la sua utilizzazione.

Secondo Rubbia costruire uno specchio di Archimede è molto più semplice e meno costoso che fare una cellula fotovoltaica e l'energia prodotta sarà pulita. Il prototipo, che si prevede operativo alla fine del 2007 ed al quale l'Enea ha lavorato per tre anni con circa 100 ricercatori, è unico al mondo nel suo genere. La sperimentazione sarà condotta nella centrale Enel di Priolo Gargallo (Siracusa) e il nuovo impianto solare incrementerà la potenza della centrale di circa 20 megaWatt.

Istituzione scientifica citata nell'articolo:

Enea

Donata Allegri
E-mail: donata.allegri@ecplanet.com
Sito personale: Crocevia




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