Nel novembre 1965 nel Nord-Est degli Stati Uniti si è verificato un blackou; nel 1967 se ne è verificato un altro che ha interessato per dieci ore gli stati di Pennsylvania, New Jersey e Maryland; nel 1966 nella zona di St. Louis un'ondata di caldo ha causato un'improvvisa richiesta di potenza per impianti di aria condizionata e la Union Electric Company è stata costretta a razionare l'energia elettrica alla città per giorni interi; Nel 1971 New York è rimasta al buio per 4 ore. Il black-out dell'America nord-orientale del 1965 si è verificato a causa di un guasto "in cascata" che si è concluso in 4 secondi dal momento in cui un interruttore mal tarato aveva tagliato fuori una delle linee a 230 KV che immetteva nella rete la potenza della centrale Sir Adam Beck, vicino alle cascate del Niagara.

Benjaminn Carreras
Dal 1967 Negli USA si è iniziato a registrare i casi più gravi di interruzione del servizio, in due anni se ne sono verificati 179; secondo dati attuali negli Stati Uniti si verifica un black-out ogni 13 giorni, per questo motivo, Benjaminn Carreras dell'Oak Ridge National Laboratory, che ha sede in Tennessee, ha studiato vari modelli matematici di una rete di generatori e consumatori. Secondo questi studi, quando la richiesta di energia cresce fino ad eccedere la capacità totale della rete, l'unico modo in cui il fornitore può gestire il problema è interrompere la fornitura. All'inizio il black-out cresce stabilmente per poi estendersi ad altri generatori che stanno ancora funzionando, in questo modo si verificano una catena di piccoli black-out.
Carreras pensa che il blackout su grande scala ricalca il fenomeno chiamato dai fisici punto critico. In una rete semplice le connessioni sembrano i rami di un albero ed è facile individuare i punti critici. I ricercatori hanno verificato le loro teorie utilizzando un modello di 118 generatori e consumatori, che rappresentano una versione semplificata della rete reale. Anche se il comportamento è un po' più imprevedibile, la rete mostra sempre le stesse proprietà di base. Carreras dice che è difficile cambiare la situazione perché le misure di sicurezza potrebbero rendere il problema ancora più grave. Se le reti vengono progettate per eliminare i blackout piccoli, esse potrebbero accelerare la cascata fino al punto il cui un blackout generale diventa inevitabile.

Anche in Giappone esiste una situazione critica simile a quella americana, i consumi di energia raddoppiano ogni 5 anni, le linee di trasporto di energia sono antiquate per cui hanno una resa bassa e sono poco sicure. È interessante notare che in Europa non si sono mai verificate grosse mancanze di energia elettrica perché gli europei consumano meno elettricità degli americani e soprattutto perché hanno scelto saggiamente di monitorare i sistemi di controllo automatico.
Istituzione scientifica citata nell'articolo:
Oak Ridge National Laboratory
Roberto Vacca "Medioevo prossimo venturo": http://www.printandread.com