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Il Belgio è contro il nucleare
Il Belgio è contro il nucleare


di: Fabio Quattrocchi

Belgio: Il parlamento vota per la chiusura delle centrali nucleari.


Il parlamento Belga ha votato in favore della chiusura di tutti i sette reattori nucleari presenti nel paese. Con questo storico voto, il Belgio entra tra la maggioranza dei paesi dell'UE che non hanno energia nucleare o che intendono uscirne. Attualmente solo la Finlandia ha approvato la costruzione di un nuovo reattore (decisione che ha spinto i Verdi ad uscire dalla coalizione di governo), e la Gran Bretagna sta rivedendo la sua politica. La coalizione del governo Belga formata da liberali, socialisti e Verdi ha stabilito un divieto sulla costruzione di nuovi impianti nucleari e ha limitato la licensa dei 7 reattori attualmente esistenti a un massimo di 40 anni. Il Belgio soddisfa il 60% del suo fabbisogno energetico dal nucleare ed è il secondo maggiore consumatore in Europa, dopo la Francia. Il fatto che il Belgio abbia deciso di uscire dal nucleare manda un chiaro messaggio all'industria: l'energia nucleare e' morta e i nuovi investimenti devono andare verso le energie rinnovabili.

Secondo quanto prevede la nuova legge, tutti i reattori chiuderanno entro il 2025, ma ciò non impedisce all'autorità Belga per la sicurezza nucleare di chiudere i reattori prima del previsto. La chiusura dei 3 reattori più vecchi è prevista per il 2015. I documenti dell'industria resi pubblici all'inizio di quest'anno dimostrano che questi reattori hanno avuto perdite. Secondo Greenpeace, questi reattori potrebbero essere un obiettivo per attacchi terroristi. Al di la' della retorica industriale sulla rinascita del nucleare, la realtà è che l'Europa sta abbandonando questa tecnologia pericolosa, sostiene l'organizzazione ecologista. Il Belgio non ha bisogno dell'energia nucleare. La scorsa estate Greenpeace dimostrò che la quasi illimitata energia eolica off-shore nel Mar del Nord potrebbe coprire i fabbisogni energetici di tutti i paesi che vi si affacciano, anzi, la produzione potrebbe superare i consumi. Con l'energia eolica e altre nuove tecnologie come la cogenerazione e l'efficienza energetica, il Belgio potrebbe chiudere tutti i reattori entro 10-15 anni.

Intanto il governo Bulgaro ha annunciato che nel 2003 riprenderà la costruzione di un nuovo impianto nucleare in Balene per compensare la chiusura dei vecchi reattori nell'unico impianto del paese a Kozloduy. La Bulgaria è il maggior esportatore di energia nei Balcani e intende mantenere tale posizione anche dopo aver ceduto alle pressioni dell'Unione Europea sulla chiusura di 4 dei 6 reattori presenti a Kozloduy (che tutti insieme hanno una capacità di 3,760 megawatt). L'impianto produce più del 40% dell'energia del paese. L'Unione Europea, che ha fissato il 2007 come anno per l'entrata della Bulgaria nell'Unione, ha detto che i vecchi reattori di modello sovietico di Kozloduy non possono essere resi sicuri ad un costo ragionevole. Il completamento della costruzione dell'impianto di Balene (i cui lavori erano stati bloccati), costerà 1 miliardo di dollari e il governo cerca investitori esteri. Il ministero per l'energia ha già lanciato trattative con investitori in Canada, USA, Rep. Ceca, e altri paesi Europei. La costruzione dell'impianto di Balene era iniziata negli anni 80, in era sovietica, e il 40% dei lavori era stato completato, ma negli anni '90 la mancanza di denaro e le proteste degli ambientalisti bloccarono il completamento dell'impianto. Nel 2000, la Bulgaria accettò la chiusura dei due più vecchi reattori di Kozloduy entro il 2003, mentre quest'anno ha accettato di chiudere anche il terzo e il quarto reattore entro il 2006. Solo due reattori rimarranno operativi.

Gli Amici della Terra hanno lanciato una campagna per l'abolizione del Trattato Euratom. Secondo l'organizzazione, il trattato risalente al lontano 1957 è troppo datato, anti-democratico e favorisce l'energia nucleare a scapito delle altre fonti energetiche. C'è scarso controllo democratico sull'Euratom, per esempio il Parlamento Europeo ha pressocché nessun controllo sulle decisioni prese e il denaro fornito all'industria nucleare. I prestiti del trattato servono a favorire gli investimenti sul settore energetico nucleare. Attualmente i fondi dell'Euratom stanno finanziando il completamento del secondo reattore di Cernavoda, in Romania. Gli Amici della Terra chiedono alle altre organizzazioni della società civile di sottoscrivere una dichiarazione da presentare alla Convenzione sul futuro dell'Europa che si terrà il prossimo anno.

La dichiarazione chiede alla Convenzione Costituzionale Europea di esaminare urgentamente le opzioni per sostituire il trattato Euratom che non è ma i stato modificato dalla sua nascita. Un'Europa allargata ha bisogno di una strategia energetica comune che dia priorità alle fonti rinnovabili e al risparmio energetico, e allo stesso tempo non mantenga favori speciali per lo sporco e pericoloso settore nucleare, sostengono gli Amici della Terra. Le circostanze attuali offrono una storica opportunità per sbarazzarsi dell'Euratom. Greenpeace e Amici della Terra criticano anche le proposta della commissaria europea per l'energia di aumentare i fondi al trattato.

Per maggiori info sull'euratom: http://www.eu-energy.com/euratom.html.


fonte: Greenpeace Int.; REUTERS; FoE Europe;
traduzione di: Fabio Quattrocchi




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