
Effetto serra
 Effetto serra: Europa a rischio I Paesi europei e i mari del nostro continente, si stanno rivelando pi ... Scritto il 08-10-2008:14:00 |
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 Metano nel permafrost marino Scoperte enormi quantità di metano nel permafrost marino: una vera ... Scritto il 06-10-2008:20:22 |
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 Errate le stime di gas serra... ...nel permafrost
Il ... Scritto il 21-09-2008:19:39 |
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 Africa: fermare il deserto Una Grande Muraglia verde africana per fermare il deserto
... Scritto il 20-09-2008:18:33 |
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 L'Apocalisse Rimandata Ovvero benvenuta catastrofe ! “Il dramma dell'inarresta ... Scritto il 05-09-2008:23:08 |
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 Artico, la maxi spaccatura... ...avanza: entro un anno gigantesca perdita di ghiacci
... Scritto il 24-08-2008:19:24 |
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 Scorte alimenti a rischio I cambiamenti climatici minacciano le scorte di cibo e acqua del mo ... Scritto il 13-07-2008:18:08 |
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 Stato di emergenza 6 Oltre ventimila morti, 22 mila secondo la Tv di Stato. Ancora ben 44mi ... Scritto il 11-06-2008:12:34 |
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  Eco-apocalypse (now) 2 |  Effetto serra: rapporto IEA L'IEA ha stimato quanto e come dimezzare le emissioni, servirà?Secondo ... Scritto il 08-06-2008:11:01 |
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 Eco-apocalypse (now) Una nuova ricerca, realizzata da un gruppo di fisici dell'atmosfera de ... Scritto il 21-05-2008:05:04 |
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 Riscaldamento globale ? L'ultimo Stato ad essere alluvionato, in queste ore, è l'Arkansas (1). ... Scritto il 15-04-2008:18:16 |
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 Italia, caldo e boschi PECORARO: CAMBIAMENTI CLIMATICI MINACCIANO BOSCHI E BIODIVERSITÀ ... Scritto il 06-04-2008:15:57 |
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 L'Italia scotta “La temperatura in Italia è aumentata quattro volte in più che nel res ... Scritto il 05-04-2008:21:00 |
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 Eco-apocalypse (now) Secondo un rapporto segreto del Pentagono, commissionato dall'influent ... Scritto il 04-03-2008:15:52 |
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 La verità del ghiaccio 14 Bali, 11 dicembre 2007 I ghiacciai si stanno sciogliend ... Scritto il 19-12-2007:20:34 |
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 Resident evil: extinction «Per ogni grado in più, sopra una soglia limite, si assiste a un aumen ... Scritto il 15-12-2007:20:16 |
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 Clima, l'allarme degli scienziati «Verso il riscaldamento globale irreversibile»
Non s ... Scritto il 20-11-2007:08:37 |
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 Il bario causa le alte temperature Clifford Carnicom: il bario è responsabile delle elevate temperatur ... Scritto il 10-11-2007:16:04 |
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 Tempesta globale 5
DEPRESSIONE LETALE
Men ... Scritto il 10-11-2007:13:59 |
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 Eco-apocalypse 12 Una delegazione della popolazione di Pigmei che abitano le foreste del ... Scritto il 01-11-2007:13:40 |
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 Effetto serra alla sbarra 3 La American Eelectric Power (AEP), la più grande società elettrica deg ... Scritto il 26-10-2007:07:51 |
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 La verità del ghiaccio 13 I ghiacci del Mare Artico, nell'emisfero nord, hanno raggiunto il live ... Scritto il 29-08-2007:15:50 |
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 La verità del ghiaccio 12 Il 5 giugno si festeggia in tutto il mondo la Giornata Mondiale per l' ... Scritto il 06-06-2007:06:21 |
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 Eco-apocalypse 10 “Nessuna regione del mondo sta diminuendo le sue emissioni di carbonio ... Scritto il 25-05-2007:11:00 |
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 Stato di emergenza 5 Nella notte tra venerdì e sabato scorsi, un tornado ha praticamente ca ... Scritto il 13-05-2007:16:23 |
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 I Poli sotto la lente del Cnr Arretramento dei ghiacciai, un problema planetario
L ... Scritto il 10-05-2007:03:27 |
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 Aprile più caldo dal 1800 Quello appena concluso è stato l'aprile più caldo dal 1800 ad oggi: 2, ... Scritto il 09-05-2007:14:33 |
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 Disastri climatici Tre ostacoli alla possibilità di fare qualcosa
Sono ... Scritto il 01-05-2007:10:12 |
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 Effetto del clima mutato 2 Gli effetti del riscaldamento globale, in atto sugli ecosistemi del pi ... Scritto il 27-04-2007:07:15 |
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 Stato di emergenza 4 L'inverno mite e privo di piogge, una primavera con temperature tipich ... Scritto il 26-04-2007:11:51 |
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 Effetto serra alla sbarra 2 La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che l'Agenzia Nazional ... Scritto il 07-04-2007:13:52 |
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 Eco-apocalypse 9 Alla metà di questo secolo, centinaia di milioni di abitanti della Ter ... Scritto il 05-04-2007:06:17 |
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 Sprofondano le Carteret Ed è solo l'inizio... Gli abitanti delle Isole di Carte ... Scritto il 02-04-2007:17:23 |
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 Clima in Bangladesh Secondo un recente studio, in Bangladesh, i forti cambiamenti climatic ... Scritto il 10-03-2007:08:27 |
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 La verità del ghiaccio 10 Lo scioglimento dei ghiacci dell'Artico prosegue a ritmi sempre più ve ... Scritto il 22-02-2007:17:41 |
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 Tempesta globale 4 George Bush ha recentemente dichiarato lo stato di emergenza in quattr ... Scritto il 18-02-2007:17:38 |
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 La verità del ghiaccio 9 Nuovi studi americani lanciano l'ennesimo preoccupante allarme sullo s ... Scritto il 15-02-2007:15:23 |
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 La verità del ghiaccio 8 Un'isola di ghiaccio grande come una cittadina - un maxi-iceberg della ... Scritto il 09-02-2007:17:56 |
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 Tempesta globale 3 Lo scorso 18 gennaio 2007 in Europa e negli Usa si svilupparono deg ... Scritto il 04-02-2007:11:45 |
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 Stato di emergenza 2 L'aumento delle temperature “è un' emergenza ambientale, economica e s ... Scritto il 02-02-2007:15:49 |
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 Estinzione globale 2 Proprio due giorni fa, lo scienziato della NASA James E. Hansen, parla ... Scritto il 26-01-2007:22:54 |
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 Eco-apocalypse 8 Secondo lo scienziato tedesco Gerald Haug, la fine della grande dinast ... Scritto il 25-01-2007:12:05 |
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 An inconvenient truth Se la maggior parte degli scienziati del mondo ha ragione, ci restano ... Scritto il 30-12-2006:07:43 |
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 Dementi climatici 2 Ogni giorno che passa nuovi segnali dal clima impazzito sembrano mette ... Scritto il 03-12-2006:09:07 |
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 Effetti del clima mutato Orsi affamati che vagano per le steppe, costretti a rimandare il letar ... Scritto il 30-11-2006:02:15 |
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 La verità del ghiaccio 7 Al largo delle coste neozelandesi sono stati avvistati, lungo le princ ... Scritto il 23-11-2006:06:57 |
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 Oslo, caldo da record Secondo i meteorologi norvegesi la capitale Oslo ha avuto il settembre ... Scritto il 07-10-2006:08:49 |
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 Clima in Nord America Una cosa strana è avvenuta giusto prima della recente cerimonia per l' ... Scritto il 05-10-2006:14:27 |
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 Polo Nord sempre più temperato Il ghiaccio del Mare Artico in inverno si scioglie molto più veloce ... Scritto il 21-09-2006:12:04 |
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 La verità del ghiaccio 6 L'uomo sta modificando la composizione dell'atmosfera a livelli e ad u ... Scritto il 12-09-2006:06:54 |
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 Allarme clima in Groenlandia Gli ultimi dati satellitari mostrano che lo scioglimento dei ghiacci d ... Scritto il 21-08-2006:09:04 |
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 Allarme siccità negli Usa Più del 60 per cento degli Stati Uniti è in stato di siccità
... Scritto il 18-08-2006:14:27 |
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 Terra: caldo e siccità estremi Lo scorso mese di luglio sembra esser stato il più caldo della storia ... Scritto il 11-08-2006:08:12 |
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 Mutamenti climatici ai tropici Ricercatori dell'Ohio State University hanno svolto accurati studi per ... Scritto il 24-07-2006:09:17 |
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 Allarme desertificazione Alla Giornata Mondiale dell'Ambiente promossa dall'ONU è stato lanciat ... Scritto il 02-07-2006:12:32 |
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 Eco-apocalypse 5 Il riscaldamento climatico e quindi l'innalzamento della temperatura d ... Scritto il 25-05-2006:12:54 |
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 Un nuovo buco d'ozono Con il protocollo firmato a Montreal nel 1987, i cfc, gas che intaccan ... Scritto il 21-05-2006:11:45 |
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 Little Green Data Book Le emissioni di anidride carbonica sono cresciute del 15% in dieci ann ... Scritto il 19-05-2006:14:16 |
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 La verità del ghiaccio 3 Secondo una recente analisi delle attuali temperature nella regione de ... Scritto il 01-05-2006:20:26 |
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 Eco-apocalypse 4 Morti, carestie, siccità: questo l'effetto dell'ormai inevitabile surr ... Scritto il 30-04-2006:09:08 |
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 La verità del ghiaccio 2 Il riscaldamento globale in Antartide progredisce ad un ritmo tre volt ... Scritto il 09-04-2006:12:13 |
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 Effetto serra ed ecosistema Un oceano artico riscaldato significa meno cibo per uccelli, pesci, ba ... Scritto il 20-03-2006:11:57 |
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 La verità del ghiaccio Eco-apocalypse update Dopo i dati che avevano confermat ... Scritto il 13-03-2006:15:53 |
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 Tempesta globale II Venti forti, tempeste di neve e colonnine di mercurio che segnano temp ... Scritto il 08-03-2006:08:21 |
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 Ghiacciai svizzeri in ritirata BERNA, 8 feb (ats) Continua il lento ritiro dei ghiacciai svizzeri: ne ... Scritto il 21-02-2006:16:23 |
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 Tempesta globale Un pò come nello scenario “fanta-realistico” immaginato dal film “The ... Scritto il 02-02-2006:14:57 |
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 Inverno polare e effetto serra Le temperature polari registrate in questi giorni in Europa, soprattut ... Scritto il 02-02-2006:11:54 |
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 Estinzione di rane e rospi Il surriscaldamento del pianeta sarebbe alla base della moria di centi ... Scritto il 21-01-2006:15:52 |
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 Effetto serra, catastrofe Asia Lo scioglimento dei ghiacciai himalayani causato dai cambiamenti clima ... Scritto il 13-09-2005:12:59 |
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 Ghiaccio/Secco... la Verità sul Riscaldamento Globale
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 Effetto serra e foreste (intro) Il cambiamento climatico e le foreste (introduzione) ... Scritto il 18-12-2003:13:09 |
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 Il passato dei gas serra Jim Kasting dell'università della Pensilvania ha misurato i livelli de ... Scritto il 17-12-2003:08:18 |
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 Effetto serra e artico Il Wwf internazionale con il rapporto "Effetto serra e biodiversità te ... Scritto il 05-08-2003:05:57 |
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 Tropici e riscaldamento globale In una foresta pluviale in Costa Rica si è scoperto, nelle annate più ... Scritto il 14-05-2003:11:10 |
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 Effetto serra e incendi forestali Ricercatori dell'Università di Leicester, in Inghilterra, assieme a co ... Scritto il 15-12-2002:15:14 |
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Eco-apocalypse (now) 2
Eco-apocalypse (now) 2
di: Alessio Mannucci
BREATH OF A NATION

(courtesy of The Vulcan Project)
La NASA, insieme al Department of Energy (DOE), nell'ambito del North American Carbon Program (NACP), ha finanziato “The Vulcan Project”, con lo scopo di dettagliare le emissioni inquinanti prodotte negli USA (un'area totale di 9 milioni di chilometri quadrati). Scienziati della Purdue University, della Colorado State University e del Lawrence Berkeley National Laboratory, hanno realizzato la mappa che consente di visualizzare la situazione reale delle emissioni nocive, che specie nella zona Sud-Est appaiono in concentrazioni molto maggiori rispetto a tutte quelle in precedenza stimate.
I ricercatori hanno usato un metodo per estrarre le informazioni relative alle emissioni locali di CO2 dall'inquinamento dell'aria, costantemente monitorato dall'Environmental Protection Agency (EPA), dal DOE e da alte agenzie governative. Il sistema quantifica tutte le emissioni di CO2 risultanti dalla combustione di combustibili fossili, sia che provengano da fabbriche, generatori, strade, quartieri, distretti commerciali. Nel complesso, i dati mostrano chiaramente come tutte le mappe realizzate in precedenza fossero inaccurate: in alcune regioni, le emissioni dello scorso inverno sono arrivate fino a 5 parti per milione; in pratica, l'equivalente di tre anni di emissioni globali in atmosfera (che crescono in media di 1 parte e mezzo per milione ogni anno).
È l'ennesima dimostrazione che i governi mondiali stanno, di molto, sottovalutando il problema del riscaldamento globale. James Hansen, responsabile del Goddard Institute for Space Studies della NASA, dice che il livello fissato dall’UE di 550 ppm per il CO2 - finora il più ferreo al mondo - andrebbe ulteriormente ridotto a 350 ppm. “Se si lascia il pianeta a 450 ppm per un tempo sufficiente”, dice Hansen, “i ghiacci si scioglieranno e si avrà un aumento del livello del mare di 75 metri, ovvero, un disastro garantito”. Il livello stabilito dall'Unione porterebbe inevitabilmente ad un aumento delle temperature medie del pianeta di quei famosi 6° C, raggiunti i quali il cambiamento sarà irreversibile. Le previsioni di Hansen non si basano su modelli teorici, ma sul passato geologico rivelato dai carotaggi condotti sul fondo dell'oceano, che permettono di ricostruire i livelli di CO2 presenti nell'atmosfera. È necessario pertanto imporre dei limiti più severi, se “l'umanità vorrà conservare un pianeta simile a quello dove si è sviluppata la civiltà”, dice Hansen.
Concordano alcune università nordamericane, secondo le quali il rapporto dell'IPCC, il pannello di esperti dell'ONU, sui cambiamenti climatici, ha sottovalutato l'urgente bisogno di ulteriori sforzi sui tagli delle emissioni di gas inquinanti. «Anziché un calo si prevede una crescita dell'intensità dell'energia e del carbonio». In un articolo, pubblicato su Nature dall'Università di Boulder, in Colorado, dall'Università canadese McGill di Montreal e dal Centro Nazionale Americano per gli Studi sull'Atmosfera (National Center for Atmospheric Research o NCAR), il rapporto dell'IPCC viene accusato di superficialità ed eccesso di ottimismo: gli scenari prospettati darebbero per scontato che si arrivi a significativi aumenti dell'efficienza energetica e allo stesso tempo si diminuiscano le emissioni inquinanti attraverso nuove tecnologie e strumenti avanzati (nello scenario di riferimento intermedio si assume che il 77% della riduzione delle emissioni arrivi spontaneamente, mentre il rimanente 23% richiederà specifiche politiche puntate sulla decarbonizzazione dell'economia).
In realtà, spiega l'articolo di Nature, dati gli ultimi trend dell'economia globale, che vedono una crescita, piuttosto che un calo, dell'intensità dell'energia e del carbonio e quindi delle emissioni inquinanti, gli scenari prospettati dall'IPCC sono da considerare del tutto irrealistici e irraggiungibili. Certo che l'innovazione tecnologica è necessaria, si legge nell'articolo, ma dipenderà da come agirà la politica. Non si può dare per scontato che gli avanzamenti tecnologici, da soli, riusciranno a realizzare l'obiettivo di tagliare le emissioni future, che nel frattempo vanno aumentando proprio a causa della mancanza di decisioni politiche.

Lo scorso dicembre, alla 13/a Conferenza Mondiale sui Cambiamenti Climatici di Bali, perfino gli Stati Uniti hanno concordato sul fatto che bisogna ridurre le emissioni per fermare i cambiamenti climatici. Nel frattempo, secondo le stime più recenti, la concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera è arrivata a 394 parti per milione, mentre a metà Ottocento era di 300 parti per milione.
Lo scorso anno, nei Paesi dell'Unione Europea, le emissioni inquinanti di anidride carbonica sono aumentate dell'1%, nonostante la crisi economica e il maggior ricorso al gas rispetto al più inquinante carbone. In Italia. “il termoelettrico diminuisce le emissioni di CO2, ma il carbone va in controtendenza”. Lo ha affermato Legambiente in occasione dell'ultima giornata di lavori della Conferenza sul Clima di Bangkok, dove 164 Paesi riuniti sotto l'egida dell'ONU hanno discusso della tabella di marcia per arrivare entro il 2009 al cosiddetto “post-Kyoto”, il nuovo accordo globale sulla riduzione dei gas a effetto serra, dopo il fallimento del protocollo originale, che dovrà entrare in vigore nel 2012. “Il carbone ci allontana dai nostri impegni di riduzione dei gas serra”, dice Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente. Nel 2007, riferisce ancora, “le 12 centrali a carbone attive nel nostro Paese hanno riversato nell'atmosfera 42,5 milioni di tonnellate di CO2”, 0,3 milioni in più dell'anno prima. L'impiego del carbone nella produzione di elettricità (aumentato secondo i dati Terna dal 2006 al 2007 dell'1,9%) è coinciso con livelli di inquinamento in crescita.
Nel 2007, il carbone è stato responsabile del 34% delle emissioni inquinanti del settore elettrico, nonostante sia servito a produrre solo il 16% dell'energia. Usando il termoelettrico, invece, le emissioni di anidride carbonica sono passate a 125 milioni di tonnellate rispetto alle 135 circa riversate in atmosfera appena un anno prima. Un taglio netto di quasi 10 milioni di tonnellate di CO2, che equivale a quanto in un anno emette una sola centrale a carbone di grosse dimensioni. Una diminuzione consistente, registrata nonostante i consumi elettrici siano aumentati dello 0,4% rispetto al 2006.

Secondo ricercatori della Gartner, il mondo virtuale - le comunicazioni online, i computers, i cellulari - sono responsabili per ben il 2% delle emissioni di CO2 in tutto il mondo (la stessa percentuale attribuibile all'aviazione civile). L'allarme, lanciato da Der Spiegel, spinge a un drastico ripensamento: bisogna ridurre il numero dei calcolatori e costruirne di nuovo tipo, se si vuole fornire al futuro una vita virtuale più ambientalista.
Le crude cifre illustrate dal professor Hegering, responsabile del supercomputer del centro di calcolo di Garching, la periferia ipermoderna dell'economia postindustriale alle porte della ricca Monaco di Baviera, fanno paura. Il nuovo supercalcolatore di The Rechenzentrum Garching (RZG), il centro computazionale del Max Planck Institute for Plasmaphysics (IPP), che dovrebbe entrare in servizio tra tre anni, avrà un consumo di energia elettrica pari a quello di un “Ice 3”, il più moderno treno ad alta velocità made in Germany, quando, con tutto il suo peso di 400 tonnellate a pieno carico, accelera in pochi minuti da zero a 330 all'ora. Il consumo di energia del centro di Garching è salito da 2 a quasi 8 megawatt, il bisogno di energia per gli impianti di raffreddamento vola, i costi delle bollette sono alle stelle. In appena cinque anni, dal 2000 al 2005, il consumo di energia elettrica dei grandi calcolatori è raddoppiato nel mondo. Nel 2006, nella sola Germania, i circa cinquantamila grandi centri di calcolo elettronico assorbono la produzione di una intera centrale nucleare.
Anche Internet incide fortemente sui consumi: bastano pochi secondi per una ricerca online, affidandosi a Google o a un altro moderno motore, per consumare tanta energia elettrica quanto basta per tenere accesa una delle nuove lampadine ecologiche a risparmio di elettricità per un'ora intera. All'inizio, le grandi aziende hanno comprato megacomputer a iosa, senza preoccuparsi del consumo. Mentre, parallelamente, è cresciuto il consumo e l'uso privato della rete, quindi dei personal computer per navigarvi. Nessuno si è preoccupato del consumo di elettricità necessario, e quindi della relativa produzione di energia e di inquinamento. Senza parlare del riscaldamento degli apparati elettronici di per sé: i grandi computer devono essere raffreddati, con sistemi che a loro volta consumano energia. Basta vedere come sale la percentuale media del consumo d'energia nelle bollette di abbonamento ai server: in pochi anni è arrivata al 50% del totale del conto pagato dall'utente. L'anno prossimo, ammonisce Thomas Meyer, esperto della IDC, salirà magari fino al 75%. L'unico rimedio, secondo gli esperti, è, paradossalmente, centralizzare: meno grandi calcolatori, meno centri di calcolo, ma molto più potenti. “Centralizzare la virtualizzazione”, come dicono all'IBM, potrebbe significare un risparmio energetico fino all'80%.

Uno studio della Stern, citato dal Fondo Monetario Internazionale, segnala che, entro il 2080, un miliardo di persone potrebbe soffrire di penuria d’acqua tra Africa e Asia, e che oltre 9 milioni potrebbero morire a causa di alluvioni nelle zone costiere, e che, nei prossimi 200 anni, il mondo potrebbe perdere tra il 3 e il 35% della sua ricchezza. È necessario agire subito, se si vogliono limitare i danni dell'inquinamento: i Governi devono cominciare ad avviare «politiche macroeconomiche solide» per non farsi cogliere impreparati.
«Il cambiamento climatico», sottolinea il rapporto, «è una forza globale potente che, assieme all'integrazione finanziaria e del commercio, avrà effetti profondi sulle economie e i mercati nei prossimi decenni». Provocherà cambiamenti nel modo di commerciare, nei flussi di capitale e migratori, nei prezzi di materie prime, beni e servizi.
Per questo, afferma il Fondo, «saranno necessarie politiche macroeconomiche solide e strategie di sviluppo e finanziarie innovative, affinché i paesi possano adattarsi con successo al cambiamento. I Paesi con il reddito più alto, i bilanci più in ordine, i mercati finanziari più sviluppati e la maggiore flessibilità strutturale», conclude il Fondo, «saranno i meglio posizionati per adattarsi alle conseguenze avverse del cambiamento».
RESIDENT EVIL: EXTINCTION
Al crescere dei livelli di biossido di carbonio in atmosfera, le difese dei vegetali dai parassiti diminuiscono. È quanto risulta da una ricerca condotta da biologi dell'Università dell'Illinois a Urban-Champaign, pubblicata sui Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). Gli elevati livelli di CO2 sembra infatti che finiscano per interferire con una componente chiave dei meccanismi di difesa della pianta dai parassiti che si nutrono delle sue foglie.
“Attualmente, la CO2 in atmosfera è pari a circa 380 parti per milione. All'inizio della Rivoluzione industriale era a 280 parti per milione, ed era su quei livelli da almeno 600.000 anni, forse da un milione”, ha detto Evan DeLucia, che ha partecipato alla ricerca. Si prevede che i livelli di CO2 in atmosfera possano toccare le 550 parti per milione entro il 2050. Dallo studio, è risultato che le foglie vengono aggredite con maggiore veemenza da diversi parassiti, in particolare dai bruchi di coleotteri come la Popillia japonica e la Diabrotica virgifera. Il maggiore contenuto di carboidrati consente inoltre un aumento della durata di vita degli adulti di tali parassiti, che si riproducono in misura maggiore.

In occasione della Giornata Mondiale della Sanità - World Health Day (7 aprile), l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) - World Health Organization (WHO) - ha invitato tutti i Paesi del mondo a trasformare i propri sistemi sanitari per via delle minacce relative ai cambiamenti climatici. “Il cambiamento climatico mette a rischio la nostra salute - dice Marc Danzon, direttore regionale dell'OMS Europa - ma saranno soprattutto le generazioni future a subirne le conseguenze. Attraverso sistemi sanitari più forti, la comunità globale deve prepararsi ad affrontare nuove sfide”.
A livello globale, la temperatura media della superficie terrestre è aumentata di circa 0,74 gradi negli ultimi 100 anni. Fra la fine del Ventesimo e l'inizio del Ventunesimo eccolo, l'incremento che varia dai 2,3 ai 6 gradi. Nei paesi della UE, la mortalità aumenta dell'1-4% per ogni grado in più della temperatura. L'ondata di calore dell'estate 2003, in 12 paesi UE ha fatto registrare oltre 70.000 morti in eccesso. La mortalità invernale invece, per la maggior parte dei paesi europei, oscilla tra il 5 e il 30% (le morti e le malattie associate alle ondate di freddo riguardano soprattutto i più poveri). Rischi per la salute derivano inoltre dall'uso di combustibili solidi fossili per il riscaldamento che, in almeno 14 paesi, causa la morte di 13.000 bambini ogni anno. Un'altra minaccia è quella delle inondazioni costiere, che mettono a rischio la vita di 1,6 milioni di persone (annegamenti, infarti, traumi, malattie infettive, avvelenamenti). C'è poi il problema della sicurezza alimentare (le infezioni da salmonella aumentano del 5-10% per ogni grado di aumento della temperatura settimanale) e della scarsità di acqua, che aumenterà nell'Europa del centro e del sud e in Asia centrale, colpendo un numero variabile tra i 16 e 44 milioni di persone in più entro il 2080. In estate, la diminuzione fino all'80% della portata dei corsi d'acqua determinerà una riduzione delle acque dolci e aumenterà il rischio di contaminazione, diminuendo ulteriormente l'accesso all'acqua potabile e ai servizi igienici.
I cambiamenti climatici sono in particolare una delle cause principali dell'aumento di malattie come la malaria e la dengue (una malattia virale acuta che viene trasmessa all'uomo principalmente dalla zanzara “Aegis aegypti”): le zanzare portatrici si sono diffuse in aree dove prima le malattie non esistevano, spostandosi da zone più fredde a quelle tropicali. La malaria uccide almeno centomila persone ogni anno, mentre, secondo gli studi dell'OMS, ci sono almeno 50 milioni di casi di infezione di dengue nel mondo ogni anno, di cui 12.500 mortali. Recentemente, un'epidemia ha colpito Rio de Janeiro, con una media di 80 nuovi casi all'ora. Per far fronte all'emergenza è stato addirittura chiamato in causa l'esercito brasiliano.
Secondo l'OMS, molti di questi problemi potranno essere controllati attraverso interventi come la sorveglianza delle malattie e una preparazione alla gestione delle emergenze attraverso le cure base. Ma sarà necessaria anche una riduzione del consumo di energia e l'utilizzo di tecnologie per ridurre le emissioni di CO2.

Mentre gli apicoltori dell'Osservatorio Nazionale Miele sono imegnati nella campagna per la lotta all'endometriosi, causata dai pesticidi utilizzati in agricoltura, con la semina del mais, appena iniziata nel nord-ovest, è cominciata anche la moria delle api bottinatrici (la denuncia è partita da Legambiente e dall'Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani (UNAAPI).
Il nemico sono gli insetticidi sparsi sulle sementi - Gaucho, Poncho e Cruiser - che hanno un effetto devastante sugli insetti impollinatori. «Le perdite degli allevamenti apistici italiani assommano quest’anno al 30-40% degli alveari – dice Francesco Panella, presidente di UNAAPI - senza api da campo, gli apiari non producono più miele e per qualche apicoltore si tratta veramente di ricominciare da zero». Un rischio che impone un vero e proprio esodo verso le colline e la montagna, dove la fioritura arriverà più tardi, nel tentativo di mettere in salvo gli apiari.
«Sono ormai anni che, nel nostro paese e in Europa, gli apicoltori lanciano un pressante allarme sull’utilizzo dei nuovi principi attivi e dei nuovi formulati in agricoltura – dice Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente - ma, ad eccezione di quanto avvenuto in Francia, questo allarme è rimasto inascoltato. Le api sono importanti sentinelle ambientali. È pericoloso e stupido, per la nostra salute e per la nostra economia, continuare a sottovalutarne la morte».
A fare ignobilmente affari sulla pelle delle api, e dell'ecosistema, sono le holding della chimica, le multinazionali Bayer e Syngenta, che producono gli insetticidi neonicotinoidi di seconda generazione vendendoli come trattamenti sistemici “preventivi”. Le sementi trattate con queste sostanze rilasciano l'insetticida sotto forma di polvere nell'ambiente, contaminando rugiada e fioriture circostanti e uccidendo tutti gli insetti con cui entrano in contatto, anche a diversi chilometri di distanza. Per questo motivo, la Francia ha sospeso l'utilizzo o autorizzato in maniera condizionata questi insetticidi: Gaucho e Fipronil solo sulle colture visitate da pronubi, Cruiser in maniera condizionata e il Poncho non è autorizzato. In Italia, invece, che è il paese che distribuisce nelle sue campagne il 33% della quantità totale di insetticidi utilizzati nell'intero territorio comunitario, la procedura di valutazione che autorizza l'uso dei neonicotinoidi non considera gli effetti subletali nel tempo; inoltre, per verificare le conseguenze dei pesticidi è necessario che il danno sia constatato da un pubblico ufficiale. A niente serve la testimonianza degli apicoltori sulla morte delle api di campo e sul rapporto di causa-effetto con le semine. Se poi si aggiunge lo scarso tempismo dei servizi veterinari e la mancanza di fondi delle Asl per le analisi chimiche ufficiali, il risultato è che si continuano a spargere pesticidi senza porsi troppo il problema degli effetti che questi hanno sull'ambiente dove vengono utilizzati.

Dopo le api, i pipistrelli. La moria dei pipistrelli è stata notata nei nordici e nevosi stati di New York, Vermont e Massachusetts, le cui caverne o vecchie miniere sono siti d’ibernazione dei mammiferi volanti. I biologi dell'Environmental Conservation Department hanno tentato un censimento in quattro grotte e miniere dello Stato di New York, calcolando che il 90% degli animaletti che vi avevano svernato in letargo sono morti. Li si è visti uscire d'inverno in pieno giorno dalle caverne, mentre di solito volano solo di notte e d’inverno vanno in letargo - e morire sbattendo le ali nella neve. La malattia che li uccide - chiamata “Sindrome del Naso Bianco” - ha causa sconosciuta: si suppone sia un virus o un batterio, una intossicazione da inquinamento o un disordine metabolico. Dieci laboratori americani stanno studiando tutte le ipotesi, ma per ora senza esito.
In una sola caverna presso Albany, dove erano stati contati 15.584 pipistrelli nel 2005, ne sono stati trovati 6.735 nel 2007 e appena 1.500 quest’inverno. Alcuni studiosi sospettano che possa essere un pesticida, introdotto di recente per stroncare il virus del Nilo, la causa della strage, sia per intossicazione diretta sia per cause indirette, riducendo la popolazione di insetti di cui i mammiferi volanti si nutrono. Altri gruppi stanno monitorando il comportamento degli insettivori durante il letargo nella caverne con telecamere ad infrarossi, per vedere quante volte si svegliano durante l'ibernazione, e misurare la temperatura corporea del branco.
Il professor Thomas Kunz, biologo della Boston University, ha studiato i resti dei pipistrelli uccisi dal misterioso male ed ha notato che sono anormalmente magri, mancanti del grasso - specie del cosiddetto «grasso bruno», una sorta di accumulo che si trova tra le scapole, e che fornisce l'energia per il primo volo agli animali che escono dal letargo. Le femmine, così magre, non raggiungono l'ovulazione e quindi, anche se sopravvivono, non partoriscono (nelle razze studiate, ogni femmina genera solo un figlio l'anno, il che rende più vicina la prospettiva di estinzione).<!--[endif]--> «La presenza dei pipistrelli nel Texas consente ai coltivatori di cotone di salvare da un sesto a un ottavo del raccolto, perché divorano gli insetti nocivi», dice la dottoressa Elizabeth Buckles, specialista in mammiferi della Cornell University: «La morìa in corso - mezzo milione di insettivori scomparsi nel solo Vermont - avrà di sicuro effetti economici. Li constateremo la prossima stagione, come sovrabbondanza di insetti infestanti».
Riguardo la moria delle api, ben poche ricerche sono state finanziate e avviate. I proprietari di 22 apiarii di dieci Stati americani si trovano ogni anno in California dove portano i loro alveari durante la fioritura dei mandorli, sia per aiutare l'impollinazione che darà i frutti, sia per ottenere un miele pregiato. Scambiandosi le informazioni, hanno scoperto che il 37% delle 230.500 colonie che allevano è scomparso; l’anno scorso, la perdita era stata del 30%. Ma pochi vedono le api morire. Apparentemente, la malattia, chiamata “Colony Collapse Disorder”, induce un comportamento anomalo e distruttivo: le api operaie se ne volano via, abbandonando nell'alveare la regina con le larve nei favi, e non si trovano più. «Se morissero le mucche la gente scenderebbe in piazza a chiedere finanziamenti per lo studio del male», dice Jerry Hayes, l'entomologo del Dipartimento dell'Agricoltura della Florida, «la gente crede che il cibo gli venga dalle industrie. Ma le api impollinano un terzo delle colture degli USA, che danno raccolti per 15 miliardi di dollari».

Secondo uno studio pubblicato dal BMC Neurological Journal, l'esposizione prolungata a pesticidi aumenta significativamente il rischio di contrarre il morbo di Parkinson. Tale conclusione si basa sulle analisi di un campione di 600 persone: è stata rilevata una maggior incidenza del morbo in coloro che erano entrati in contatto durante il corso della loro vita con i pesticidi. Più precisamente, questi soggetti hanno mostrato l'1,6% di probabilità in più di ammalarsi, rispetto agli altri. Benché si tratti di una malattia genetica, insetticidi, erbicidi, disserbanti e altri prodotti | |