
Effetto serra
 Effetto serra: Europa a rischio I Paesi europei e i mari del nostro continente, si stanno rivelando pi ... Scritto il 08-10-2008:14:00 |
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 Metano nel permafrost marino Scoperte enormi quantità di metano nel permafrost marino: una vera ... Scritto il 06-10-2008:20:22 |
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 Errate le stime di gas serra... ...nel permafrost
Il ... Scritto il 21-09-2008:19:39 |
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 Africa: fermare il deserto Una Grande Muraglia verde africana per fermare il deserto
... Scritto il 20-09-2008:18:33 |
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 L'Apocalisse Rimandata Ovvero benvenuta catastrofe ! “Il dramma dell'inarresta ... Scritto il 05-09-2008:23:08 |
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 Artico, la maxi spaccatura... ...avanza: entro un anno gigantesca perdita di ghiacci
... Scritto il 24-08-2008:19:24 |
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 Scorte alimenti a rischio I cambiamenti climatici minacciano le scorte di cibo e acqua del mo ... Scritto il 13-07-2008:18:08 |
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 Stato di emergenza 6 Oltre ventimila morti, 22 mila secondo la Tv di Stato. Ancora ben 44mi ... Scritto il 11-06-2008:12:34 |
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 Eco-apocalypse (now) 2
BREATH OF A NATION
... Scritto il 09-06-2008:06:46 |
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 Effetto serra: rapporto IEA L'IEA ha stimato quanto e come dimezzare le emissioni, servirà?Secondo ... Scritto il 08-06-2008:11:01 |
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 Eco-apocalypse (now) Una nuova ricerca, realizzata da un gruppo di fisici dell'atmosfera de ... Scritto il 21-05-2008:05:04 |
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 Riscaldamento globale ? L'ultimo Stato ad essere alluvionato, in queste ore, è l'Arkansas (1). ... Scritto il 15-04-2008:18:16 |
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 Italia, caldo e boschi PECORARO: CAMBIAMENTI CLIMATICI MINACCIANO BOSCHI E BIODIVERSITÀ ... Scritto il 06-04-2008:15:57 |
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 L'Italia scotta “La temperatura in Italia è aumentata quattro volte in più che nel res ... Scritto il 05-04-2008:21:00 |
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  Eco-apocalypse (now) |  La verità del ghiaccio 14 Bali, 11 dicembre 2007 I ghiacciai si stanno sciogliend ... Scritto il 19-12-2007:20:34 |
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 Resident evil: extinction «Per ogni grado in più, sopra una soglia limite, si assiste a un aumen ... Scritto il 15-12-2007:20:16 |
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 Clima, l'allarme degli scienziati «Verso il riscaldamento globale irreversibile»
Non s ... Scritto il 20-11-2007:08:37 |
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 Il bario causa le alte temperature Clifford Carnicom: il bario è responsabile delle elevate temperatur ... Scritto il 10-11-2007:16:04 |
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 Tempesta globale 5
DEPRESSIONE LETALE
Men ... Scritto il 10-11-2007:13:59 |
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 Eco-apocalypse 12 Una delegazione della popolazione di Pigmei che abitano le foreste del ... Scritto il 01-11-2007:13:40 |
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 Effetto serra alla sbarra 3 La American Eelectric Power (AEP), la più grande società elettrica deg ... Scritto il 26-10-2007:07:51 |
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 La verità del ghiaccio 13 I ghiacci del Mare Artico, nell'emisfero nord, hanno raggiunto il live ... Scritto il 29-08-2007:15:50 |
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 La verità del ghiaccio 12 Il 5 giugno si festeggia in tutto il mondo la Giornata Mondiale per l' ... Scritto il 06-06-2007:06:21 |
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 Eco-apocalypse 10 “Nessuna regione del mondo sta diminuendo le sue emissioni di carbonio ... Scritto il 25-05-2007:11:00 |
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 Stato di emergenza 5 Nella notte tra venerdì e sabato scorsi, un tornado ha praticamente ca ... Scritto il 13-05-2007:16:23 |
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 I Poli sotto la lente del Cnr Arretramento dei ghiacciai, un problema planetario
L ... Scritto il 10-05-2007:03:27 |
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 Aprile più caldo dal 1800 Quello appena concluso è stato l'aprile più caldo dal 1800 ad oggi: 2, ... Scritto il 09-05-2007:14:33 |
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 Disastri climatici Tre ostacoli alla possibilità di fare qualcosa
Sono ... Scritto il 01-05-2007:10:12 |
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 Effetto del clima mutato 2 Gli effetti del riscaldamento globale, in atto sugli ecosistemi del pi ... Scritto il 27-04-2007:07:15 |
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 Stato di emergenza 4 L'inverno mite e privo di piogge, una primavera con temperature tipich ... Scritto il 26-04-2007:11:51 |
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 Effetto serra alla sbarra 2 La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che l'Agenzia Nazional ... Scritto il 07-04-2007:13:52 |
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 Eco-apocalypse 9 Alla metà di questo secolo, centinaia di milioni di abitanti della Ter ... Scritto il 05-04-2007:06:17 |
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 Sprofondano le Carteret Ed è solo l'inizio... Gli abitanti delle Isole di Carte ... Scritto il 02-04-2007:17:23 |
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 Clima in Bangladesh Secondo un recente studio, in Bangladesh, i forti cambiamenti climatic ... Scritto il 10-03-2007:08:27 |
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 La verità del ghiaccio 10 Lo scioglimento dei ghiacci dell'Artico prosegue a ritmi sempre più ve ... Scritto il 22-02-2007:17:41 |
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 Tempesta globale 4 George Bush ha recentemente dichiarato lo stato di emergenza in quattr ... Scritto il 18-02-2007:17:38 |
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 La verità del ghiaccio 9 Nuovi studi americani lanciano l'ennesimo preoccupante allarme sullo s ... Scritto il 15-02-2007:15:23 |
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 La verità del ghiaccio 8 Un'isola di ghiaccio grande come una cittadina - un maxi-iceberg della ... Scritto il 09-02-2007:17:56 |
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 Tempesta globale 3 Lo scorso 18 gennaio 2007 in Europa e negli Usa si svilupparono deg ... Scritto il 04-02-2007:11:45 |
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 Stato di emergenza 2 L'aumento delle temperature “è un' emergenza ambientale, economica e s ... Scritto il 02-02-2007:15:49 |
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 Estinzione globale 2 Proprio due giorni fa, lo scienziato della NASA James E. Hansen, parla ... Scritto il 26-01-2007:22:54 |
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 Eco-apocalypse 8 Secondo lo scienziato tedesco Gerald Haug, la fine della grande dinast ... Scritto il 25-01-2007:12:05 |
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 An inconvenient truth Se la maggior parte degli scienziati del mondo ha ragione, ci restano ... Scritto il 30-12-2006:07:43 |
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 Dementi climatici 2 Ogni giorno che passa nuovi segnali dal clima impazzito sembrano mette ... Scritto il 03-12-2006:09:07 |
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 Effetti del clima mutato Orsi affamati che vagano per le steppe, costretti a rimandare il letar ... Scritto il 30-11-2006:02:15 |
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 La verità del ghiaccio 7 Al largo delle coste neozelandesi sono stati avvistati, lungo le princ ... Scritto il 23-11-2006:06:57 |
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 Oslo, caldo da record Secondo i meteorologi norvegesi la capitale Oslo ha avuto il settembre ... Scritto il 07-10-2006:08:49 |
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 Clima in Nord America Una cosa strana è avvenuta giusto prima della recente cerimonia per l' ... Scritto il 05-10-2006:14:27 |
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 Polo Nord sempre più temperato Il ghiaccio del Mare Artico in inverno si scioglie molto più veloce ... Scritto il 21-09-2006:12:04 |
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 La verità del ghiaccio 6 L'uomo sta modificando la composizione dell'atmosfera a livelli e ad u ... Scritto il 12-09-2006:06:54 |
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 Allarme clima in Groenlandia Gli ultimi dati satellitari mostrano che lo scioglimento dei ghiacci d ... Scritto il 21-08-2006:09:04 |
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 Allarme siccità negli Usa Più del 60 per cento degli Stati Uniti è in stato di siccità
... Scritto il 18-08-2006:14:27 |
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 Terra: caldo e siccità estremi Lo scorso mese di luglio sembra esser stato il più caldo della storia ... Scritto il 11-08-2006:08:12 |
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 Mutamenti climatici ai tropici Ricercatori dell'Ohio State University hanno svolto accurati studi per ... Scritto il 24-07-2006:09:17 |
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 Allarme desertificazione Alla Giornata Mondiale dell'Ambiente promossa dall'ONU è stato lanciat ... Scritto il 02-07-2006:12:32 |
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 Eco-apocalypse 5 Il riscaldamento climatico e quindi l'innalzamento della temperatura d ... Scritto il 25-05-2006:12:54 |
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 Un nuovo buco d'ozono Con il protocollo firmato a Montreal nel 1987, i cfc, gas che intaccan ... Scritto il 21-05-2006:11:45 |
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 Little Green Data Book Le emissioni di anidride carbonica sono cresciute del 15% in dieci ann ... Scritto il 19-05-2006:14:16 |
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 La verità del ghiaccio 3 Secondo una recente analisi delle attuali temperature nella regione de ... Scritto il 01-05-2006:20:26 |
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 Eco-apocalypse 4 Morti, carestie, siccità: questo l'effetto dell'ormai inevitabile surr ... Scritto il 30-04-2006:09:08 |
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 La verità del ghiaccio 2 Il riscaldamento globale in Antartide progredisce ad un ritmo tre volt ... Scritto il 09-04-2006:12:13 |
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 Effetto serra ed ecosistema Un oceano artico riscaldato significa meno cibo per uccelli, pesci, ba ... Scritto il 20-03-2006:11:57 |
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 La verità del ghiaccio Eco-apocalypse update Dopo i dati che avevano confermat ... Scritto il 13-03-2006:15:53 |
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 Tempesta globale II Venti forti, tempeste di neve e colonnine di mercurio che segnano temp ... Scritto il 08-03-2006:08:21 |
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 Ghiacciai svizzeri in ritirata BERNA, 8 feb (ats) Continua il lento ritiro dei ghiacciai svizzeri: ne ... Scritto il 21-02-2006:16:23 |
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 Eco-apocalypse 3 Tigri, elefanti, rinoceronti, balene, delfini, tartarughe marine, pand ... Scritto il 09-02-2006:09:52 |
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 Tempesta globale Un pò come nello scenario “fanta-realistico” immaginato dal film “The ... Scritto il 02-02-2006:14:57 |
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 Inverno polare e effetto serra Le temperature polari registrate in questi giorni in Europa, soprattut ... Scritto il 02-02-2006:11:54 |
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 Estinzione di rane e rospi Il surriscaldamento del pianeta sarebbe alla base della moria di centi ... Scritto il 21-01-2006:15:52 |
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 Acque troppo calde I pesci sono sempre più minacciati dalle conseguenze dei cambiament ... Scritto il 14-12-2005:13:31 |
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 Africa a secco Il Sahel diventerà molto più secco nei prossimi anni a causa del risca ... Scritto il 12-12-2005:09:41 |
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 I mari si stanno alzando Secondo una ricerca condotta da un team di ricercatori della Rutgers U ... Scritto il 08-12-2005:15:12 |
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 I primi rifugiati ambientali Sono gli abitanti delle isole Carteret, 6 atolli in Papua, Nuova Guine ... Scritto il 02-12-2005:20:42 |
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 Laghi africani a rischio I laghi dell'Africa non godono di buona salute, a causa dei cambiament ... Scritto il 01-12-2005:12:14 |
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 Mediterraneo e effetto serra Le regioni meridionali dell'Europa e quelle montuose saranno quelle pi ... Scritto il 24-11-2005:15:17 |
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 Eco-apocalypse 2 Il più vasto e comprensivo modello climatico mai sviluppato in precede ... Scritto il 03-11-2005:12:38 |
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 Eco-apocalypse Nuove evidenze provenienti da registrazioni climatiche del passato con ... Scritto il 28-10-2005:08:44 |
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 Estati calde in Alaska Il disgelo primaverile è sempre più anticipato, anche in Alaska. E i s ... Scritto il 25-10-2005:15:20 |
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 Dementi climatici La calotta polare si sta restringendo: non è mai stata così ridottao. ... Scritto il 20-10-2005:14:09 |
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 Polo Nord, addio ghiacci È ridotto al minimo storico, ma è facile prevedere che anche questo re ... Scritto il 07-10-2005:18:09 |
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 Uragani sempre più forti... ...negli ultimi 35 anni Gli uragani di categoria 4 e 5, ... Scritto il 06-10-2005:07:58 |
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 Vento divino Un altro studio, pubblicato i primi di agosto da Kerry Emanuel, uno sp ... Scritto il 22-09-2005:18:27 |
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 Up in smoke L'Intergovermental Panel on Climate Change, organismo costituito dall' ... Scritto il 22-09-2005:08:24 |
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 Warning in the wind Il giornalista britannico Mark Lynas, esperto di mutamenti climatici, ... Scritto il 15-09-2005:06:09 |
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 Effetto serra, catastrofe Asia Lo scioglimento dei ghiacciai himalayani causato dai cambiamenti clima ... Scritto il 13-09-2005:12:59 |
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 Ghiacci artici in ritirata I ghiacciai dell'Antartide sono in forte ritirata. Lo dimostra uno stu ... Scritto il 12-09-2005:09:02 |
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 I mari si innalzano Lo scioglimento dei ghiacciai innalza i mari di più di un centimetr ... Scritto il 16-08-2005:12:49 |
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 Ghiacciaio imballato Svizzera, ghiacciaio imballato contro i raggi ultravioletti
... Scritto il 08-06-2005:12:43 |
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 Sempre meno ghiaccio in Nepal Scioglimento dei ghiacciai catastrofico per l'Asia Lo s ... Scritto il 23-03-2005:13:27 |
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 Il carbonio nel terreno Da misurazioni fatte in laboratorio è emerso che la decomposizione del ... Scritto il 03-03-2005:14:10 |
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 Deludere i nostri sogni di George Monbiot Dopo anni di negoziati, entra in vigore il p ... Scritto il 02-03-2005:07:53 |
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 Climate prediction experiment Le temperature globali sono destinate ad alzarsi di 20 gradi sopra ... Scritto il 10-02-2005:08:03 |
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 Ghiaccio/Secco... la Verità sul Riscaldamento Globale
Ciò che state pe ... Scritto il 31-01-2005:13:41 |
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 Il Pack si spacca Il fenomeno accade in Antartide, probabilmente a causa dei cambiame ... Scritto il 06-01-2005:12:07 |
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 Agricoltura contro l’effetto serra Gli studi effettuati dall'Istituto di biometeorologia (Ibimet) de ... Scritto il 25-11-2004:13:38 |
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 Surriscaldamento e antartico Il Krill (Euphasia superba), i crostacei che svolgono un ruolo peculia ... Scritto il 15-11-2004:08:01 |
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 L'artico si sta sciogliendo Il fenomeno dell'aumento della frequenza vibrazionale del campo energe ... Scritto il 19-10-2004:13:01 |
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 L'Antartide si sgretola Due distinti studi hanno utilizzato tecniche di ricerca del tutto diff ... Scritto il 29-09-2004:16:34 |
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 Cozze alle Svalbard Ecco un altro segno di come il surriscaldamento della Terra stia proce ... Scritto il 26-09-2004:09:29 |
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 La terra rischia la catastrofe Lo svela la geochimica isotopica Si fa il punto dello stato ... Scritto il 08-09-2004:06:40 |
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 Effetto serra controllabile Secondo alcuni ricercatori della Princeton University, attualmente son ... Scritto il 27-08-2004:13:19 |
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 SOS Corallo australiano Secondo un recente studio, la gigantesca barriera corallina australian ... Scritto il 20-04-2004:04:38 |
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 Bromuro di metile tollerato Nel contesto dell'Environment Programme delle Nazioni Unite, si è tenu ... Scritto il 07-04-2004:14:03 |
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 Una catastrofe innaturale I cambiamenti climatici potrebbero provocare entro il 2050 l'estinzion ... Scritto il 05-03-2004:07:40 |
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 Piante e mutazioni del clima Secondo il dottor Miles Silman, climatologo presso la Wake Forest Univ ... Scritto il 23-02-2004:03:44 |
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 I costi dei disastri naturali I disastri naturali sono costati 60 mld di $ nel 2003 I ... Scritto il 10-02-2004:05:22 |
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 Effetto serra e foreste (intro) Il cambiamento climatico e le foreste (introduzione) ... Scritto il 18-12-2003:13:09 |
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 Il passato dei gas serra Jim Kasting dell'università della Pensilvania ha misurato i livelli de ... Scritto il 17-12-2003:08:18 |
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 Effetto serra e artico Il Wwf internazionale con il rapporto "Effetto serra e biodiversità te ... Scritto il 05-08-2003:05:57 |
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 Tropici e riscaldamento globale In una foresta pluviale in Costa Rica si è scoperto, nelle annate più ... Scritto il 14-05-2003:11:10 |
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 Effetto serra e incendi forestali Ricercatori dell'Università di Leicester, in Inghilterra, assieme a co ... Scritto il 15-12-2002:15:14 |
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Eco-apocalypse (now)
Eco-apocalypse (now)
di: Alessio Mannucci
Secondo un rapporto segreto del Pentagono, commissionato dall'influente consigliere Andrew Marshall, censurato dai responsabili della Difesa USA e ottenuto dall'Observer, i cambiamenti climatici nei prossimi 20 anni potrebbero portare ad una catastrofe mondiale con milioni di vittime. Il rapporto mette in guardia in particolare le città europee, che rischiano di sprofondare nei mari, mentre per la Gran Bretagna si prevede un clima “siberiano” entro il 2020. Inoltre, conflitti nucleari, siccità di dimensioni spaventose, carestie e sollevamenti popolari in tutto il mondo potrebbero portare il pianeta sull'orlo dell'anarchia, costituendo un grave pericolo per la stabilità mondiale che eclissa quello del terrorismo. “Conflitti e distruzioni diventeranno caratteristiche endemiche della vita”, concludono nel rapporto gli analisti del Pentagono.

Il rapporto è uscito fuori proprio mentre un gran numero di rispettati scienziati e ricercatori accusano Bush di aver censurato tutti gli scientifici che provano la gravità della situazione. Jeremy Symons, un ex funzionario dell'EPA (Agenzia per la Protezione Ambientale) ha affermato che aver censurato il documento per 4 mesi è la riprova del tentativo, da parte della Casa Bianca, di seppellire agli occhi dell'opinione pubblica la minaccia proveniente dai cambiamenti climatici.
La questione del cambiamento climatico “dovrebbe andare oltre il dibattito scientifico interno alle preoccupazioni relative alla sicurezza nazionale USA”, dichiarano gli autori del rapporto, tra cui Peter Schwartz, consulente CIA ed ex responsabile delle pianificazioni al Royal Dutch/Shell Group, e Doug Randall, di Global Business Network, “uno scenario catastrofico imminente, collegato al cambiamento climatico, è plausibile e deve modificare gli obiettivi della sicurezza nazionale statunitense”.
“Bush può ignorare il Pentagono ? È difficile far sparire un documento come questo. L'imbarazzo sarebbe enorme”, ha detto Bob Watson, dirigente del gruppo di ricercatori della Banca Mondiale ed ex responsabile dell'Intergovernmental Panel on Climate Change. “È spaventoso che l'Amministrazione Bush ignori il suo stesso governo, riguardo a questo argomento”, ha affermato Rob Gueterbock, di Greenpeace.
Symons, che ha lasciato l'EPA in segno di protesta per le continue interferenze politiche, sostiene che la censura del documento conferma la stretta vicinanza dell'Amministrazione Bush con le più potenti compagnie petrolifere: “Questa Amministrazione sta ignorando l'evidenza solo per favorire un pugno di grandi aziende nel settore dell'energia e del petrolio”.

Entro il 2020, la scarsità di acqua e di energia sarà “catastrofica” e quasi impossibile da rimediare, sostiene il rapporto. Il risultato sarà far piombare il mondo nella guerra. Gli esperti avvertono che è già successo: 8.200 anni fa, le condizioni climatiche portarono alla distruzione dei raccolti, alla carestia, a tragedie per i popoli e migrazioni di massa. Le conseguenze a valanga di un'accelerazione dei cambiamenti climatici potrebbero creare un caos planetario.
Il rapporto prevede che, già dall'anno prossimo, inondazioni diffuse causate dall'innalzamento del livello dei mari produrranno cambiamenti radicali per milioni di persone; violente tempeste si abbatteranno sulle barriere costiere rendendo inabitabile, ad esempio, gran parte dell'Olanda. Città come l'Aja verranno sommerse dalle acque e dovranno essere abbandonate. Tra il 2010 e 2020, l'Europa sarà la regione più colpita dagli effetti del clima: un rallentamento della Corrente del Golfo, che mantiene temperato il clima del Vecchio Continente, porterà ad un calo di 3,5 gradi centigradi della temperatura media contro 2,8 gradi in meno lungo la Costa Est del Nord-America. Il “Grande Freddo”, in meno di vent'anni potrebbe far apparire iceberg lungo la costa del Portogallo; in Gran Bretagna, nel migliore dei casi, il clima diventerà più freddo e più asciutto: Londra dovrà abituarsi a temperature siberiane.
Quello di un possibile indebolimento della corrente del Golfo è un allarme da prendere sul serio, soprattutto alla luce degli ultimi dati climatologici, che parlano di un incremento delle precipitazioni sul nord Atlantico e di un arretramento record della banchisa artica. Francesco Menguzzo, responsabile dell'Osservatorio del Clima, dice: “Il clima procede normalmente a salti, è sempre avvenuto nella storia del nostro pianeta, quando le pressioni sul sistema hanno superato certe soglie. Oggi queste pressioni sono forti come non mai, e le trasformazioni rovinose sono molto più probabili. Già ora, e non in un lontano futuro, siamo in pericolo per le terribili conseguenze sull'acqua e sul cibo di una avanzante desertificazione, per l'innalzamento del livello del mare e le tempeste che potrebbero sommergere le coste e le isole più basse, per i danni alla delicatissima catena alimentare che sostiene la vita. Nel Mediterraneo, stiamo già fronteggiando le terribili ondate di calore estive, le siccità e le alluvioni. In un futuro molto vicino, potremmo addirittura trovarci, come prospetta il rapporto del Pentagono, con una Europa spaccata in due: un Mediterraneo tropicale e un Nord Europa polare, e nel mezzo un'Europa centrale, compresa l'Italia, spazzata da tempeste di fronte alle quali potremmo trovarci del tutto impreparati. Questo se solo la corrente del Golfo dovesse rallentare o addirittura bloccarsi: un fenomeno non nuovo e altamente distruttivo [...] È necessario prepararsi al peggio, studiando forme di adattamento come la protezione delle coste, la protezione dalle alluvioni, la conservazione dell'acqua per l'irrigazione e gli usi civili e industriali, la creazione di grandi parchi per la conservazione delle specie e della biodiversità, una architettura per difendere i soggetti più deboli dalle ondate di calore, solo per citare alcune misure”.

In Africa, per combattere l'avanzata del deserto, si sta pensando di erigere un muro “verde” lungo 7000 chilometri, dal Senegal a Gibuti. Il progetto della “Grande Muraglia Verde”, nato quasi 3 anni fa, su proposta degli stati del Sahel (CEN-SAD), parte delle iniziative previste nel NEPAD per lo sviluppo sostenibile, è stato discusso recentemente a Saly Portudal (Senegal): dall'incontro è uscita l'idea di creare un’Agenzia Panafricana per le “Grandi Opere dell'Ambiente” con un appoggio finanziario dall'Unione Europea. La messa in opera è stata auspicata per la seconda metà del 2009 e prevede, grazie alla costituzione di comitati regionali scientifici, uno studio di fattibilità che coinvolga direttamente le popolazioni locali stanziate sui territori dove passerà il grande muro verde costituito da alberi, piante e vegetali. Lo ha affermato, davanti a 11 ministri di diversi paesi africani, il presidente senegalese Abdoulaye Wade.

In Brasile, il tasso di deforestazione dell'Amazzonia è tornato ad aumentare. Secondo stime rese pubbliche dal presidente del Brasile, Lula da Silva, risulta che tra il mese di agosto e il mese di dicembre 2007 sono stati abbattuti alberi della giungla amazzonica per circa 9.000 chilometri quadrati. Il ché significa un tasso annuo di deforestazione pari a circa 18.000 chilometri quadrati, con un incremento netto di circa il 35% rispetto all'anno precedente.
La nuova deforestazione interessa soprattutto tre stati (Mato Grosso, Para e Rondonia) ed è causata dalla crescente domanda mondiale di mais, soia e carne. Gli alberi vengono abbattuti prima dagli allevatori, per aumentare la superficie di pascolo, poi arrivano gli agricoltori, che utilizzano le nuove aree sottratte alla foresta pluviale per le loro coltivazioni. Il presidente del Brasile ha deciso di inviare nelle zone a rischio più polizia e più ufficiali per la protezione ambientale.
La deforestazione dell'Amazzonia non si traduce solo in una perdita ambientale ed economica per il Brasile, come ha sostenuto Lula, ma per il mondo intero. Le foreste in generale e la foresta amazzonica in particolare sono elementi strategici nella lotta ai cambiamenti climatici. Nel settore foreste, ci sono due punti critici: uno è l'Africa, che tra il 1990 e il 2005 ha perso – secondo i dati pubblicati dalla FAO – il 9% della sua area forestale; l'altro è l'America Latina, che tra il 2000 e il 2005 ha fatto registrare un tasso annuo di deforestazione pari allo 0,51%, più alto del tasso medio (0,46%) fatto registrare negli anni ’90 del secolo scorso.
Tra il 1990 e il 2005 il mondo ha perduto il 3% delle sue foreste. Il tasso annuale di deforestazione è stato pari allo 0,2%. Ciò significa che in Africa la perdita di foreste è stata tre volte superiore alla media mondiale. In America Latina è stata 2,5 volte superiore alla media mondiale. Mentre in Asia e nelle aree del Pacifico, a partire dal 2000, le aree forestali sono aumentate. A riprova che, con politiche fortemente determinate, “i polmoni del mondo”, gli “scrigni della biodiversità”, potrebbero essere salvaguardati.

La rivista Science ha pubblicato il primo atlante dettagliato dell'impatto umano sugli oceani. Ricercatori di diverse università americane hanno esaminato gli effetti di 17 attività, dalla pesca all'inquinamento al riscaldamento globale, su 20 ecosistemi marini. Una volta determinato come le diverse minacce influiscono su ogni sistema, gli oceani sono stati divisi in “spicchi” di un chilometro quadrato, e per ogni spicchio è stata calcolata l' “impronta ecologica umana”. È emerso che non c'è nessuna area che non risenta di una qualche influenza umana, mentre il 41% è stato classificato come “molto influenzato” e il 5% come “estremamente influenzato”.
Le situazioni più critiche si trovano nel mare del Nord e nelle acque tra la Cina e il Giappone, che nella mappa appaiono completamente rosse, cioè nella peggiore condizione. Nel Mediterraneo, l'impatto è risultato “medio” o “medio alto” dappertutto. A salvarsi, per ora, sono le zone del nord dell'Australia, del Pacifico centrale e intorno ai Poli, anche se in quest'ultimo caso gli scienziati avvertono che il progressivo scioglimento dei ghiacci potrebbe presto peggiorare la situazione. “Dallo studio si capisce che non ci si può occupare di una sola minaccia agli ecosistemi alla volta - spiega Andrew Rosenberg, dell'università del New Hampshire - perché gli effetti dell'uomo si sommano e si peggiorano a vicenda”.
Gli ecosistemi più minacciati nel pianeta sono risultati le barriere coralline, in via di estinzione, ma anche le foreste di mangrovie stanno soffrendo così come le montagne sottomarine. Le attività umane più dannose risultano essere gli effetti del riscaldamento globale, l'aumento delle temperature oceaniche e l'acidificazione delle acque, quelli che hanno un impatto sulle aree più vaste, seguiti a breve distanza dalla pesca industriale.
A causa di tutto ciò, tre quarti delle riserve di pesce per l'alimentazione rischiano di sparire. Lo ha denunciato in un rapporto presentato a Monaco l'UNEP, l'agenzia dell'ONU. “Stiamo avendo sempre più segnali allarmanti dei cambiamenti drammatici degli Oceani - ha spiegato Christian Nellemann, principale autore del rapporto - ci vorranno milioni di anni per rimediare ai danni fatti finora”. Gli effetti principali già in atto sono il riscaldamento e l'acidificazione delle acque, insieme al cambiamento di alcune correnti oceaniche che garantiscono il ricambio delle sostanze nutritive, a danno del 75% delle riserve di pesce del mondo. Il modo migliore per salvare gli ecosistemi, suggeriscono gli scienziati, sarebbe quello di aumentare le riserve marine.

Alla conferenza annuale dell'American Association for the Advancement of Science (AAAS), svoltasi a Boston il 12 febbraio scorso, un pannello di scienziati ha fatto notare come gli oceani si stiano rapidamente trasformando a causa dell'aumento delle temperature e dell'acidificazione delle acque, alterando così la circolazione atmosferica e oceanica. “L'impatto che stanno avendo le profonde modificazioni chimiche, fisiche e biologiche dei nostri oceani”, ha detto Jane Lubchenco, della Oregon State University, “non vengono ancora percepite”. Secondo Gretchen Hofmann, un fisiologo molecolare della University of California di Santa Barbara, “gli ecosistemi degli oceani stanno subendo nuovi stress combinati: l'acqua che si riscalda, la circolazione che cambia e il tasso di acidificazione che aumenta”.
Gli ecosistemi maggiormente colpiti sono le barriere coralline. “Basta l'aumento di uno o due gradi sopra la norma per causare una rottura delle relazioni simbiotiche tra i coralli e le alghe”, ha sottolineato Nancy Knowlton, biologa marina della Smithsonian Institution. Il ché provoca lo sbiancamento dei coralli e ne riduce la crescita.
“Le emissioni di gas serra (che invece di diminuire aumentano, ndr) stanno creando dei drammatici aumenti di anidride carbonica nell'atmosfera che contribuiscono a rendere gli oceani più acidi”, ha detto Scott Doney della Woods Hole Oceanographic Institution. Gli attuali livelli di CO2, calcolati in circa 380 parti per milione, sono già ad un livello che supera del 30% i valori pre-industriali e molti modelli scientifici prevedono che, di questo passo, triplicheranno entro la fine del secolo. “L'acidificazione degli oceani minaccia anche altri organismi calcificanti, come plankton, pteropodi (lumache marine), vongole, ostriche e astici, che costituiscono fonti di cibo e habitat fondamentali per altri organismi”.
Michael Behrenfeld, un oceanografo della Oregon State University, studia le relazioni tra il clima e l'attività globale del fitoplancton, una specie marina composta da diversi tipi di alghe, che è alla base della catena alimentare nella stragrande maggioranza degli ecosistemi acquatici, di tremenda importanza anche per l'uomo poiché la sua fotosintesi produce l'ossigeno che respiriamo. “Usando i satelliti NASA”, dice Behrenfeld, “è possibile tracciare i cambiamenti globali del fitoplancton. Ci siamo resi conto che il riscaldamento degli oceani sta provocando ad una diminuzione della fotosintesi”.

Secondo l'oceanografo americano Charles Moore, nei nostri mari si trovano un centinaio di milioni di tonnellate di rifiuti (prevalentemente plastica). Moore ha scoperto sul fondo dell’Oceano Pacifico, a 500 miglia nautiche dalla costa della California, una immensa discarica che si estende dalle Hawaii al Giappone, grande il doppio degli Stati Uniti. “Secondo l'idea originaria”, dice il ricercatore Marcus Eriksen, della Fondazione per le Ricerche Marine Algalita, “doveva essere un'isola di rifiuti plastici, sopra la quale la gente avrebbe potuto quasi camminare. Ma non è così, assomiglia piuttosto ad una zuppa di plastica”.
L'oceanografo Curtis Ebbesmeyer ha comparato il “pacific trash vortex” ad una entità vivente: “si muove come un grande anima senza guinzaglio”. È un monumento vivente alla follia del genere umano, composto da ogni genere di rifiuti, tenuto assieme dalle correnti marine, che spesso riversa il suo contenuto sulle malcapitate spiagge circostanti ricoprendole di un manto di plastica. “I rifiuti che fluttuano nelle acque vengono spesso mangiati dai pesci”, dice ancora Eriksen, “e finiscono nei piatti che mangiamo”.
Secondo Eriksen, vi sono almeno 100 milioni di tonnellate di spazzatura che circolano nella regione. Circa un quinto dei rifiuti - che comprendono di tutto, palloni, kayak, blocchi Lego, borse - provengono da navi e da piattaforme petrolifere. Il resto dalla terra. Secondo l'Environment Programme dell'ONU, i rifiuti plastici causano la morte di più di un milione di uccelli marini e di più di 100.000 mammiferi marini all'anno. Siringhe, accendini e spazzolini da denti sono stati spesso rinvenuti nello stomaco d questi animali, che scambiano tali oggetti per cibo.

Osservazioni effettuate con il SeaWIFs (Sea-viewing Wide Field-of-view Sensor), in dotazione al satellite della Nasa Seastar, condotte per oltre dieci anni dai ricercatori del National Marine Fisheries Service statunitense, hanno fatto notare che dal 1996 ad oggi le superfici marine prive di vita sono aumentate del 15%, che tradotto in valori assoluti significa circa 6,6 milioni di chilometri quadrati di aree marine senza più vita.
Visto dallo spazio, il mare privo di vita assume un colore blu cupo, contrariamente ai mari dove la vita è presente, che assume un colore verde-clorofilla. Anche in questo caso, il fenomeno della desetificazione degli oceani è da attribuire al surriscaldamento terrestre provocato dall'attività umana, che impedisce alle acque superficiali di raffreddarsi adeguatamente e di sprofondare negli abissi, e non consente in questo modo alle acque profonde più calde e ricche di nutrienti di risalire. Queste sostanze rimangono perciò imprigionate nel fondale restando inutilizzate, mentre in superficie sono indispensabili per i processi vitali marini.
Questo fenomeno, che non sembra arrestarsi o rallentare, provoca ogni anno la desertificazione di 800mila chilometri quadrati di oceani. La situazione appare ancora più grave se si considera che il processo di desertificazione dei mari sta procedendo ad un ritmo fino a 25 volte più veloce di quanto era stato calcolato dagli scienziati attraverso appositi modelli matematici.
Nel Mediterraneo, i problemi principali sono la presenza di specie aliene, la più massiccia del mondo, e l'assenza di trattamenti anti-inquinamento. «Il dato pubblicato sulla desertificazione degli oceani si concretizza in alcune aree del Mediterraneo - dice Silvio Greco, dirigente dell'Istituto Centrale per la Ricerca Applicata al Mare (ICRAM) - soprattutto in quelle meridionali, e in Adriatico si arriva addirittura alla riduzione di produzione primaria del 20%». I dati ICRAM rivelano che circa il 20% delle acque del Tirreno e dell'Adriatico sono desertiche.

II pinguino reale (Aptenodytes patagonicus) è a rischio estinzione. A lanciare l'allarme sono stati alcuni biologi marini del CNRS francese, autori di uno studio pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). Yvon Le Maho, Céline Le Bohec, e altri del Dipartimento di Ecologia dell'Istituto pluridisciplinare Curien di Strasburgo, hanno cominciato dieci anni fa a studiare la popolazione di pinguini nell'arcipelago delle isole Crozet, all'estremo sud nell'Oceano indiano. Grazie ad un indicatore elettronico inserito loro sotto la pelle dei pinguini, hanno potuto seguirli nelle migrazioni stagionali, constatando che nella zona dove usano svernare, la fauna marina è in declino, il chè li costringe a viaggiare più lontano per nutrirsi. Due terzi della popolazione mondiale di pinguini reali vive e si riproduce in una zona compresa tra sette gruppi di isole sub-artiche, le colonie più importanti sono alle Falklands/Malvine, le Macquarie, le Heard, le Marion e le Crozet, dove è cominciata la ricerca. Tutte queste colonie sono di fronte allo stesso problema: nel mare c'è sempre meno cibo.
Al polo Sud, in particolare nella zona nord-occidentale, chiamata Penisola Antartica, la temperatura è aumentata negli ultimi 50 anni di circa 2,5 gradi centigradi (media annuale), ovvero cinque volte di più della media dell'intero pianeta. La zona abitata dal pinguino reale non è vicina alla Penisola Antartica, ma il riscaldamento delle superfici marine si sta mostrando anche in tutta la zona sub-antartica. I ricercatori del CNRS hanno messo a punto un modello matematico con cui calcolano un declino del 9% della popolazione adulta di pinguini per ogni 0,26 gradi di aumento di temperatura della superficie marina. Se le previsioni sul clima globale si aggirano su un aumento di 0,4 gradi nei prossimi vent'anni, le chances di sopravvivenza del pennuto reale calano dal 95 all'80%. Insieme al pinguino reale, rischiano l'estinzione anche il pinguino imperiale e i «cugini» più piccoli.
Data articolo: marzo 2008
Link correlati all'articolo:
AAAS
CNRS
ICRAM
SeaWiFS Project
National Marine Fisheries Service
Pacific Trash Vortex (Greenpeace)
Intergovernmental Panel on Climate Change
The world's rubbish dump (The Independent)
First-ever Global Map Of Total Human Effects On Oceans (Science Daily)
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