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Effetto serra

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redazione ECplanet

Il più vasto e comprensivo modello climatico mai sviluppato in precedenza negli Stati Uniti ha previsto temperature sempre più estreme in tutto il paese e precipitazioni ancora più estreme lungo la costa del golfo nel Pacifico nord-occidentale e a est del Mississippi. Fatto girare sui supercomputers della Purdue University, il modello ha preso in considerazione un largo numero di fattori che in precedenza non erano stati completamente incorporati come gli effetti dell'energia solare riflessa nello spazio o il ruolo delle catene montuose rispetto alle perturbazioni che le attraversano.

Noah S. Diffenbaugh, a capo del team scientifico, ha detto che l'inclusione di questi fattori in un sistema più potente di elaborazione dati, hanno permesso al cervellone di generare una immagine molto più coerente di cosa attenderà gli Stati Uniti continentali nei prossimi decenni.

“Si tratta della più dettagliata proiezione dei cambiamenti climatici futuri mai realizza negli Stati Uniti”, ha dichiarato Diffenbaugh, che è professore di Scienze Atmosferiche e Terrestri al College of Science della Purdue University e anche un membro del Purdue Climate Change Research Center. “I cambiamenti predetti dal nostro modello saranno così vasti da distruggere sostanzialmente la nostra economia e le infrastrutture”, ha aggiunto.

Il team comprende anche Jeremy S. Pal e Filippo Giorgi dell'Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics di Trieste. I risultati della ricerca sono stati pubblicati il 17 ottobre sull'edizione on-line dei Proceedings of the National Academy of Sciences. I modelli climatici sono in pratica dei sofisticatissimi programmi per computer tesi ad incorporare il più possibile numero di dettagli riguardo le complesse dinamiche del nostro ambiente: correnti oceaniche, formazione delle nuvole, il ruolo della vegetazione, l'aumento nell'atmosfera dei gas inquinanti, ecc. ecc. Tutti input che poi il cervellone dovrà elaborare per formulare una previsione degli effetti sul lungo termine.

Sono talmente tante le variabili e le interazioni dinamiche che una analisi completa può richiedere anche dei mesi, e stiamo parlando di supercomputers, ovvero di processori dalle capacità eccezionali. Al team di Diffenbaugh sono serviti 5 mesi per far girare il loro modello sul supercomputer Sun del Rosen Center for Advanced Computing, all'interno del campus della Purdue. “I risultati ci hanno fornito una proiezione dei cambiamenti climatici ad una risoluzione senza precedenti”, ha detto Diffenbaugh.

Tra le previsioni più inquietanti:

- il deserto sud-ovest conoscerà ondate di calore di altissima intensità, insieme ad una diminuizione delle precipitazioni estive. Il che renderà sempre più drammatico il problema della scarsità di acqua che già oggi tormenta le popolazioni limitrofe.

-La costa del golfo diventerà sempre più calda mentre le precipitazioni aumenteranno di volume e si verificheranno ad intervalli sempre più brevi.

-Nel nord-est - a est dell'Illinois e a nord del Kentucky – le estati saranno sempre più lunghe e più calde.

- Similarmente, gli Stati Uniti continentali conosceranno un aumento comprensivo del riscaldamento e le temperature che attualmente si registrano durante le due settimane più fredde dell'anno saranno un ricordo del passato. Si avranno dunque inverni sempre più brevi. - Tutto questo si deve in larga parte al fatto che il modello ha assunto come punto fermo che i gas serra raggiungeranno una concentrazione pari al doppio degli attuali livelli.

“Appare chiaro che ogni qualvolta aumentiamo il dettaglio preso in esame, l'immagine risultante appare sempre più severa. Per migliorare questo modello avremo bisogno di un computer 100 volte più potente”, ha detto in conclusione Diffenbaugh.

A quando un modello che ci dica anche come correre ai ripari ?

Istituzioni correlate all'articolo:

Proceedings of the National Academy of Sciences

RCAC - Rosen Center for Advanced Computing Purdue University

Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics




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N.B.: gli eventuali indirizzi di recapito presenti nell'articolo possono cambiare senza che la redazione di ECplanet ne venga a conoscenza.
Ultima modifica = (03-11-2005:12:38)  EDIT ARTICLE Nr. 20405  



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