COPERTINA
Scie chimiche a Cuba - 41015 -3-4
 SCIENZA   TECNOLOGIA   ASTRONOMIA   SALUTE   <<ECOLOGIA>>   VARIE   POSTA 
  Acqua   |   Atmosfera   |   Ambiente   |   Biodiversita'   |   Bioagricoltura   |   Biotecnologie   |   Cronache   |   Clima   |   Elettrosmog   |   Energia   |   Effetto serra   |   Fonti alternative   |   Inquinamento   |   Mari   |   OGM   |   Ricerche   |   Riciclo   |   Scie chimiche   |

Effetto serra

Artico, la maxi spaccatura...NEW!
Scorte alimenti a rischio
Stato di emergenza 6
Eco-apocalypse (now) 2
Effetto serra: rapporto IEA
Eco-apocalypse (now)
Riscaldamento globale ?
Italia, caldo e boschi
L'Italia scotta
Eco-apocalypse (now)
La verità del ghiaccio 14
Resident evil: extinction
Clima, l'allarme degli scienziati
Il bario causa le alte temperature
Tempesta globale 5
Eco-apocalypse 12
Effetto serra alla sbarra 3
La verità del ghiaccio 13
La verità del ghiaccio 12
Eco-apocalypse 10
Stato di emergenza 5
I Poli sotto la lente del Cnr
Aprile più caldo dal 1800
Disastri climatici
Effetto del clima mutato 2
Stato di emergenza 4
Effetto serra alla sbarra 2
Eco-apocalypse 9
Sprofondano le Carteret
Clima in Bangladesh
La verità del ghiaccio 10
Tempesta globale 4
La verità del ghiaccio 9
La verità del ghiaccio 8
Tempesta globale 3
Stato di emergenza 2
Estinzione globale 2
Eco-apocalypse 8
An inconvenient truth
Dementi climatici 2
Effetti del clima mutato
La verità del ghiaccio 7
Oslo, caldo da record
Clima in Nord America
Polo Nord sempre più temperato
La verità del ghiaccio 6
Allarme clima in Groenlandia
Allarme siccità negli Usa
Terra: caldo e siccità estremi
Mutamenti climatici ai tropici
Allarme desertificazione
Eco-apocalypse 5
Un nuovo buco d'ozono
Little Green Data Book
La verità del ghiaccio 3
Eco-apocalypse 4
La verità del ghiaccio 2
Effetto serra ed ecosistema
La verità del ghiaccio
Tempesta globale II
Ghiacciai svizzeri in ritirata
Eco-apocalypse 3
Tempesta globale
Inverno polare e effetto serra
Estinzione di rane e rospi
Acque troppo calde
Africa a secco
I mari si stanno alzando
I primi rifugiati ambientali
Laghi africani a rischio
Mediterraneo e effetto serra
Eco-apocalypse 2
Eco-apocalypse
Estati calde in Alaska
Dementi climatici
Polo Nord, addio ghiacci
Uragani sempre più forti...
Vento divino
Up in smoke
Warning in the wind
Effetto serra, catastrofe Asia
Ghiacci artici in ritirata
I mari si innalzano
Ghiacciaio imballato
Sempre meno ghiaccio in Nepal
Il carbonio nel terreno
Deludere i nostri sogni
Climate prediction experiment
Ghiaccio/Secco...
Il Pack si spacca
Agricoltura contro l’effetto serra
Surriscaldamento e antartico
L'artico si sta sciogliendo
L'Antartide si sgretola
Cozze alle Svalbard
La terra rischia la catastrofe
Effetto serra controllabile
SOS Corallo australiano
Bromuro di metile tollerato
Una catastrofe innaturale
Piante e mutazioni del clima
I costi dei disastri naturali
Effetto serra e foreste (intro)
Il passato dei gas serra
Effetto serra e artico
Tropici e riscaldamento globale
Effetto serra e incendi forestali
Resident evil: extinction
Resident evil: extinction


di: Alessio Mannucci

«Per ogni grado in più, sopra una soglia limite, si assiste a un aumento del 3% nelle singole città della mortalità, legata alle ondate di calore». È l'allarme lanciato lo scorso agosto dal direttore del programma speciale Ambiente e Salute dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Europa, Roberto Bertollini.

Ondate di calore e umidità, che a tratti ci fanno sentire come ai tropici, aprono la via ad una «immigrazone» ancora più pericolosa. I cambiamenti climatici stanno portando nuove malattie, di cui bisogna tener conto, formulando nuovi piani epidemiologici. «Il virus Chikungunya che ha provocato l'epidemia in Romagna ne è un esempio (197 casi sospetti e 166 accertati) - ha spiegato Bertollini - la zanzara tigre è arrivata in Italia, ma anche in altri paesi, perché ha trovato un clima più favorevole. Come il Chikungunya possono arrivare altri agenti patogeni, ed è necessario predisporre sistemi di sorveglianza specifica».

Secondo gli ultimi dati disponibili, relativi al 2000, il clima risulta già responsabile del 2,4% di tutti i casi di diarrea nel mondo e il 2% di tutti gli episodi di malaria, per un totale di 150 mila morti. In Europa, l'ondata di calore del 2003 ha fatto 35 mila morti. Nello stesso anno, le alluvioni hanno causato 250 decessi, colpendo circa due milioni di persone. I casi di salmonella, poi, salgono del 5-10% per ogni grado di aumento di temperatura.

Quello che preoccupa di più è l'interazione tra ondate di calore e inquinamento da ozono. «Si è calcolato - riferisce Bertollini - che un'ondata di calore fa crescere la mortalità del 10%. Se a questo si aggiunge l'effetto ozono, la mortalità aumenta del 13% e, nella popolazione anziana, può raggiungere percentuali anche più elevate». In forte crescita sono anche le malattie gastroenteriche. Luciana Sinisi, responsabile del settore ambiente e salute dell'APAT, l'agenzia per la tutela dell'ambiente, dice: «il surriscaldamento cambia la qualità delle acque e negli alimenti si possono sviluppare micotossine.

Nel 2003, tonnellate di cereali andarono perse per questa ragione. Più aumenta il caldo, più si sviluppano fenomeni di fermentazione». Il clima causa anche il prolungamento della stagione dei pollini. «E siccome è cambiata la circolazione atmosferica - aggiunge la dottoressa - abbiamo nel nostro territorio molte varietà di piante allergeniche nuove che, trovando una temperatura più calda, attecchiscono». C'è, poi, il rischio chimico. «L'aumento della temperatura porta a una più veloce degradazione dei pesticidi che, così, perdono di efficacia. Questo fenomeno induce a un maggiore uso di prodotti. Il risultato è la contaminazione del suolo e delle acque. A medio termine, anche delle falde freatiche».

I dati parlano chiaro: ogni anno una nuova malattia, un ritmo inquietante che ha portato a scoprire, dal 1967 ad oggi, 39 nuovi agenti patogeni. Tra questi, i virus all'origine di Aids, Ebola (febbre emorragica) e Sars (sindrome respiratoria acuta severa). Inoltre colera, febbre gialla ed infezioni epidemiche a meningococchi sono riapparse negli ultimi decenni del XX secolo. Oltre 1100 eventi sanitari di natura epidemica si sono verificati solo negli ultimi cinque anni. I progressi compiuti nelle cure delle malattie risultano compromessi dalla generalizzazione della resistenza agli anti-infettivi. Particolarmente allarmanti, i casi di tubercolosi ultra-resistente contro la quale le medicine risultano inefficaci.

A questo punto, raccomandano gli esperti, il rischio di malattie non è più esclusivo campo d’azione del ministero della Salute. La prevenzione sanitaria e quella ambientale devono andare a braccetto. Il Governo italiano, ha risposto Prodi, «si farà promotore di altre iniziative con i paesi in via di sviluppo, specie nel Mediterraneo». In riferimento alla politica interna il premier spiega che si dovranno fare «subito ingenti investimenti con ritorni non immediati. È una questione di coraggio perché sono decisioni, come i limiti alle emissioni CO2, che provocano divisioni nella società». Il presidente della Commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci ha assicurato che «il Parlamento italiano darà il suo contributo al varo di nuove politiche per il contrasto dei cambiamenti climatici nel nostro Paese».

Da Bali, dove è in corso la Conferenza sui Cambiamenti Climatici dell'ONU, un rapporto elaborato da Germanwatch e CAN Europe posiziona l'Italia al 41esimo posto della lista dei 56 paesi più inquinanti, responsabili del 90% delle emissioni di CO2. I dati bocciano la poltica ambientale dell'Italia: le emissioni sono aumentate del 13% rispetto al 1990 - mentre, secondo Kyoto, dovevano essere ridotte del 6,5% - a causa della mancanza di politiche e strumenti incisivi, coerenti e continuativi provenienti dai settori energetici.

“L'Italia” - sottolinea la nota - “è rimasta immobile” sul fronte delle azioni da attuare per contenere e ridurre le emissioni. Per essere coerenti con le disposizione del Protocollo di Kyoto, continua la nota, ci vorrebbe una politica energetica nazionale, come già da tempo chiede l'Europa e il WWF. Anche nel settore dei trasporti l'Italia, non è messa bene: è il paese con la maggiore concentrazione di automobili per abitante e con la più alta percentuale del trasporto merci è su gomma. Non esiste una politica dei trasporti, dice il WWF, e per anni il nostro paese ha mascherato gli incentivi alla rottamazione delle auto come politiche per il clima.

“Entro il 2030, il processo di deforestazione in Amazzonia”, denuncia il WWF presente a Bali, “potrebbe rilasciare nell'atmosfera dai 55,5 a 96,9 miliardi di tonnellate di CO2 (96,9 miliardi vuol dire più di due anni delle attuali emissioni globali di gas serra a livello mondiale)”. “La conservazione della foresta amazzonica” - ha detto Dan Nepstad, Senior Scientist al Woods Hole Research Centre in Massachussets, autore dello studio, “è essenziale non soltanto per i processi di raffreddamento delle temperature globali, ma perché garantisce un'immensa fonte di acqua dolce in grado di influenzare alcune delle correnti oceaniche, e poi è un ingente serbatoio di carbonio”.

La produzione mondiale di gas e anidride carbonica non solo non è diminuita, ma è addirittura cresciuta in misura esponenziale. In Europa, si producono ogni anno più di 35 miliardi di tonnellate di anidride carbonica (CO2), di cui quattro provengono da camini, ciminiere, autoveicoli. Nel 2050, in assenza di contromisure, le attuali emissioni raddoppieranno. Ormai, dopo il fallimento del Protocollo di Kyoto - fallito ancor prima di essere applicato - si punta al “Kyoto Plus”, ma i Paesi fra i maggiori produttori mondiali di gas serra, come Brasile, India e Cina, non sono disposti a sostenere il peso economico di scelte ambientali radicali.

George Monbiot, giornalista ambientalista inglese , nel suo ultimo libro - “Calore” - spiega come si potrebbe ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili: non bastano gli sforzi individuali, perché per ognuno di noi che va in bici, non prende l'aereo, spegne le spie degli elettrodomestici e fa il bucato a basse temperature ci sarà sempre un Danny Meikle che a Natale decora la sua casa in Scozia con un milione e duecentomila lampadine; occorrono decisioni ad un livello più alto.

“Il riscaldamento globale causato dall’uomo non può essere controllato se non convinciamo i nostri governi a modificare il nostro stile di vita”. Soluzioni che devono investire ogni sfera della vita, dal modo in cui vanno concepiti gli edifici all'impiego intelligente delle fonti di energia rinnovabile, dalla creazione di un nuovo sistema di trasporti, al modo in cui facciamo la spesa.

Monbiot si augura invece che il suo libro convinca i lettori che vale la pena combattere, perché siamo l'ultima generazione che può salvare il mondo.

Data articolo: dicembre 2007

Link e correlati all'articolo:

APAT

GERMANWATCH

Climate Action Network Europe

The Woods Hole Research Center

World Health Organization Regional Office for Europe

United Nations Framework Convention on Climate Change

Altri articoli correlati:

Salva il pianeta

Estinzione globale 5

Inquinamento killer 4

Effetto serra alla sbarra 3

E-mail: Alessio Mannucci




VERSIONE STAMPA  VERSIONE STAMPA     INVIA QUESTA NOTIZIA AD UN AMICO


N.B.: gli eventuali indirizzi di recapito presenti nell'articolo possono cambiare senza che la redazione di ECplanet ne venga a conoscenza.
Ultima modifica = (15-12-2007:20:16)  EDIT ARTICLE Nr. 35700  


Mailing List
Richiesta iscrizione

Mailing List
Richiesta cancellazione



Copyright © 1997 - 2008 ECplanet - tutti i diritti riservati , disclaimer
Admin PPK-Webbased Content Management System (C) by PPK-Webprogram
Benchmark timer:stop( 0.4764)