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redazione ECplanet

L'uomo sta modificando la composizione dell'atmosfera a livelli e ad una velocità senza precedenti. È quanto ha stabilito un team di scienziati britannici da un'analisi delle bolle d'aria intrappolate nei ghiacci dell'Antartide: i livelli attuali di anidride carbonica e metano nell'atmosfera sono i più alti degli ultimi 800.000 anni. Gli studiosi britannici del British Antartic Survey (BAS) di Cambridge hanno scandagliato gli strati più profondi e antichi della calotta glaciale alla ricerca di bolle d'aria che potessero fornire informazioni sulla trasformazione dell'atmosfera.

Negli strati che si accumulano ogni anno nel ghiaccio, si formano bolle d'aria “congelate” che contengono preziose informazioni chimiche, elettriche e isotopiche che possono essere decifrate per misurare il livello di metano e anidride carbonica presente in un dato periodo nell'atmosfera. È la cosiddetta “paleoclimatologia”.

Dalle analisi hanno scoperto che negli ultimi 800.000 anni vi sono stati otto cicli di cambiamenti atmosferici in cui la concentrazione di anidride carbonica e metano è stata accompagnata da aumenti della temperatura nei periodi associati alle ere inter-glaciali. “Tuttavia”, ha affermato Eric Wolf, uno degli studiosi che hanno preso pate alla spedizione, “mai come ora i livelli di Co2 e metano sono stati così alti”.

Dalle analisi degli studosi è emerso infatti che la concentrazione di anidride carbonica negli ultimi 800.000 anni è oscillata tra le 180 parti per milione (ppm) e le 330 ppm, mentre oggi sta a 380ppm. Ancora più significativo l'aumento del metano, che non ha mai superato le 750 partti per miliardo, mentre negli ultimi 200 anni ha raggiunto le 1.780 parti per miliardo attuali.

Trattandosi di un'aumento senza precedenti, ha sottolineato Wolf, è perciò impossibile utilizzare i cambiamenti climatici del passato come un modello per il futuro. “Un'analisi della calotta glaciale permette di scoprire i cambiamenti climatici che si sono susseguiti naturalmente sulla Terra negli ultimi 800.000 anni. Quando i livelli di anidride carbonica cambiavano, cambiava anche il clima. Negli ultimi 200 anni l'attività umana ha spinto la concentrazione di CO2 a livelli ben più alti di quelli raggiunti in maniera naturale e non abbiamo perciò un punto di riferimento di ciò che potrebbe accadere dopo”, ha detto lo studioso.

“Ci aspettiamo un riscaldamento globale a livello mondiale”. L'esperto dell'Istituto di inquinamento atmosferico del Cnr, Antonello Pasini, ha risposto così all'allarme lanciato dai ricercatori britannici.

Pasini, autore del libro “Kyoto e dintorni; i cambiamenti climatici come problema globale”, ha quindi puntato il dito contro “la rapidità non naturale” con cui si è arrivati a questa concentrazione così elevata di uno dei maggiori imputati dell' effetto serra. “L'incremento dei gas serra degli ultimi decenni - ha detto Pasini - è stato non solo in termini assoluti ma anche in termini di rapidità. Una rapidità non naturale”.

La causa umana è quella preponderante per l'andamento così repentino dell'ultimo secolo. “Addirittura - sottolinea l'esperto del Cnr - secondo un nostro studio, nel caso non vengano considerate cause antropiche, è impossibile ricostruire correttamente la temperatura degli ultimi 150 anni”.

Fonte: ATS/Ansa / settembre 2006

Istituzioni scientifiche citate e correlate all'articolo:

British Antarctic Survey

Consiglio Nazionale delle Ricerche

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Ultima modifica = (12-09-2006:06:54)  EDIT ARTICLE Nr. 26270  


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