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r.s. a cura della redazione ECplanet

Stati Uniti fuori dagli accordi di Kyoto ancora per tanto tempo

Nonostante l'imminente cambio alla presidenza nella casa bianca, gli Stati Uniti non sembrano propensi ad aderire al protocollo di Kyoto. Questo è quanto hanno riportato i due advisors dei due candidati alla Presidenza, Mc Cain e Obama, a Corrado Clini, direttore generale del ministero dell’Ambiente italiano in una conferenza dal tema “Agire in tempo sulla politica energetica” svoltasi presso l'Università di Harvard.

È prevedibile che gli americani non aderiranno a un accordo globale sul modello del Protocollo di Kyoto, preferendo un programma trilaterale con India e Cina. Questo tipo di impegno sarà con tutta probabilità finalizzato allo sviluppo e al trasferimento di nuove tecnologie e alla protezione della competitività delle imprese americane. Non particolarmente entusiasta Clini, che ha sottolineato il fatto che i programmi dell'Unione Europea saranno davvero efficaci solo se gli Stati Uniti dovessero assumere analoghi impegni.

Secondo il direttore se tali impegni non verranno assunti anche dagli Stati Uniti, l’impegno di sacrificare l'1% del PIL dell'Europa per modificare il sistema energetico, avrà un effetto simbolico pari solo al 2% sulla riduzione delle emissioni globali. Solo un’iniziativa congiunta delle più forti economie come Usa ed Europa potrebbe non rendere perciò vano questo sacrificio. A questo proposito, nel corso della conferenza è emersa la situazione di perdita di competitività degli Stati Uniti in materia di ricerca e sviluppo di nuove tecnologie a basso contenuto di carbonio e l'assenza di sforzi significativi per aumentare l'efficienza energetica.

La presidenza americana entrante, infatti, avrà il compito di affrontare prioritariamente la congiuntura economica interna. La popolazione americana percepisce il tema dei cambiamenti climatici come un fattore di rallentamento della crescita, non come volano economico. Gli interessi economici interni la faranno da padrone e non è probabile aspettarsi a breve alcun segno di schiarita all'orizzonte.

Nonostante tutto questa strategia trilaterale degli Stati Uniti, che senza dubbio antepone grandi interessi di natura economica, potrebbe in parte anche rivelarsi vincente. Aspettiamoci qualche novità a proposito e speriamo che il quadro generale possa essere un po' più chiaro.

Data articolo: ottobre 2008
Fonte: www.ecoblog.it




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