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di: Alessio Mannucci

DUMPING ON GAIA

Mentre i governi si stanno per riunire Londra per discutere se diffondere su larga scala limature di ferro sulla superficie degli oceani, in modo da nutrire il plankton e assorbire l'anidride carbonica, una compagnia privata australiana sta portando avanti un piano per scaricare tonnellate di urea - un composto chimico presente nel sangue e nell'urina - prodotta industrialmente nell'oceano del Sudest asiatico. Si tratta della Ocean Nourishment Corporation (ONC) di Sydney, autorizzata a compiere tale esperimento dal governo delle Filippine, in particolare nel mare Sulu tra le Filppine e il Borneo.

Una coalizione di gruppi della società civile ha fatto appello alla London Convention2 - stipulata nel 1972 dalle Nazioni Unite proprio con lo scopo di prevenire possibili discariche tossiche nelle acque - per fermare la ONC. La coalizione chiede anche una moratoria su tutti i progetti di geoingegneria finché non abbia luogo un ampio dibattito internazionale e un intervento intergovernativo che stabilisca i potenziali impatti sociali, economici ed ambientali. “Questa volta sono i nostri oceani ad essere presi di mira da schemi di geoingegneria ad alto rischio su cui non è stato avviato alcun consulto pubblico né un intervento intergovernativo”, dice Neth Dano del Third World Network malesiano.

Solo qualche mese fa, la Planktos Inc. aveva annunciato di voler scaricare nanoparticelle ferrose nell'oceano vicino alle Galapagos. “Quel che più fa rabbia”, dice ancora la Dano, “è che le corporations provano a far passare questi esperimenti come progetti umanitari volti a combattere i cambiamenti climatici”. “Si tratta di tecnologie molto pericolose e dunque inaccettabili, perché potrebbero impoverire di molto il nostro ambiente marino, che è la principale fonte di sopravvivenza per i più poveri che vivono nelle Filippine”, dice Ruperto Aleroza d Kilusang Mangingisda, un movimento formato da pescatori filippini. Wilhelmina Pelegrina, di Searice, concorda: “Lo scarico di grandi quantità di urea rappresenta una grave minaccia ai nostri ecosistemi marini, che già tanto bene non stanno. Non possiamo permettere che la ONC persegua i suoi profitti a danno della popolazione”.

Lo scorso giugno, gli scienziati che fanno capo alla London Convention avevano avvisato che i piani per fertilizzare l'oceano vicino alle Galapagos usando particelle ferrose pongono alti rischi ambientali e che non vi è alcuna prova scientifica sull'efficacia di tale strategia. La ONC dichiara invece che scaricare grandi quantità di urea disciolta nell'oceano provocherà una grande fioritura di plankton, che assorbe in teoria più gas serra di quanto ne emetta (ma non è stato dimostrato, ndr), e che quindi sarà utile per combattere gli effetti dei cambiamenti climatici. Mentre secondo l'International Panel on Climate Change (IPCC) contribuirà ad intossicare le acque e a decimare la vita marina.

“Il problema è che non esiste alcuna regolamentazione”, fa notare Jim Thomas dell'ETC Group, “che ponga dei limiti alle pratiche di geoingegneria, e non esiste nessun corpo intergovernativo con il potere di decidere su questioni così delicate”. David Santillo, della Unità Scientifica di Greenpeace International, che parteciperà al prossimo meeting della London Convention, dice: “Gli scienziati che fanno capo alla London Convention hanno mostrato una grave preoccupazione per i rischi ecologici che pone il progetto di fertilizzazione degli oceani. Occorrono subito delle decisioni politiche per prevenire speculazioni economiche come quella della ONC”

Data articolo: novembre 2007
Fonte: ETC Goup

Link correlati all'articolo:

Searice

Planktos

ETC Group

Greenpeace International

London Convention - Wikipedia

Ocean Nourishment Corporation

NASA Institute for Advanced Concepts

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E-mail: Alessio Mannucci




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