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redazione ECplanet

Sul Monte Ararat, a 2.500 metri sopra il livello del mare, una nuova Arca di Noè sta prendendo forma per richiamare l'attenzione dei Grandi del mondo sui cambiamenti climatici. Attivisti e volontari di Greenpeace costruiranno un'arca di 10 metri per 4, inviando così un segnale forte ai leader di tutte le nazioni. se non si interviene subito, il riscaldamento globale sarà causa di inondazioni, siccità, eventi meteorologici estremi, perdita di ecosistemi, desertificazione, aumento incontrollato delle malattie, oltre che di migrazione di centinaia di milioni di persone. «I cambiamenti climatici sono una realtà. Se nel prossimo G8 i Grandi del pianeta non prenderanno misure urgenti, radicali e a lungo termine, i prossimi decenni saranno anni di una devastazione tale come l'umanità non ne ha mai vissuta in epoca moderna», ha affermato Hilal Atici, di Greenpeace Turchia.

Una carovana di 40 cavalli ha trainato fin sul Monte Ararat 12 metri cubi di assi di legno prefabbricato per iniziare la costruzione di supporti, chiglia e scheletro della barca. Nelle prossime settimane, una squadra di 20 carpentieri di nazionalità turca e tedesca completeranno la costruzione dell'imbarcazione, che verrà presentata ufficialmente al pubblico il 31 maggio prossimo, nel corso di una cerimonia durante la quale gli scalatori di Greenpeace saliranno sulla vetta alta 5.137 metri del Monte Ararat.

«Ad Heiligendamm saranno spese molte parole sui cambiamenti climatici, ma è il momento di agire», ha dichiaro Francesco Tedesco, Responsabile Campagne Clima di Greenpeace Italia. «Chiediamo ai leader del G8 di adottare gli obiettivi di riduzione indicati dall'IPCC, e non buttare al vento l'ennesima opportunità». In tutto il mondo occorre fermare gli incentivi alle fonti fossili e al nucleare, e dirottare queste risorse al rapido sviluppo delle fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica. Non possiamo più aspettare.

Data articolo: maggio 2007
Fonte: greenpeace

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Greenpeace

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