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redazione ECplanet

Proprio mentre, da Parigi, arriva l'ennesimo grido di allarme sul futuro del nostro pianeta dall'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) delle Nazioni Unite, l'ETC Group ha diramato un comunicato con cui mette in guardia dalla “geoingegneria”. Il termine si riferisce alla manipolazione, intenzionale e su larga scala, della biosfera per fronteggiare i cambiamenti climatici. Invece di sottoscrivere il protocollo di Kyoto, e ridurre le emissioni nocive di gas serra - che significherebbe ridurre drasticamente la produzione industriale - alcuni governi hanno già concluso che l'unica possibile soluzione allo sconvolgimento climatico globale è nella “ristrutturazione” artificiale della Terra.

Proprio per discutere della questione, la NASA ha organizzato un meeting rigorosamente a porte chiuse svoltosi in parallelo al World Social Forum di Nairobi. The Guardian (1) ha riportato che il governo americano ha esercitato pressioni sull'IPCC proprio per promuovere le attività di geoingegneria, come ad esempio inquinare deliberatamente la stratosfera per deflettere la luce solare e abbassare le temperature. Praticamente, invece di ridurre le emissioni, le si vuole aumentare, in modo da formare una barriera di smog ai raggi solari. Così le industrie verranno addirittura premiate per aumentare i livelli di inquinamento.

Una soluzione simile era stata paventata lo scorso ottobre da Paul Crutzen, Nobel 1995 per la chimica dell'atmosfera, che ha proposto esperimenti per calcolare quante particelle di zolfo bisognerebbe mandare nella stratosfera per raffreddare la temperatura globale di 0,5°. Crutzen ha detto di essere preoccupato per le emissioni di gas da effetto serra che continuano ad aumentare e per l'inerzia dei politici, e di temere che un giorno ci sia bisogno di “contromisure disperate”. Un'altra soluzione geo-ingegneristica, fu avanzata, ancor prima, nel 1997, da Edward Teller; l'autore di “Dr.Strangelove”, che propose la creazione di uno schermo solare introducendo delle particelle riflettenti in larga scala negli strati superiori dell’atmosfera. Un'operazione che, costerebbe 100 volte di meno della spesa necessaria per rispettare il Trattato di Kyoto.

Rispetto a Teller, Crutzen propone di utilizzare dei palloni ascensionali che verrebbero fatti esplodere nella stratosfera ad una altezza tale che il tempo di residenza delle particelle in quota sarebbe di 1-2 anni. Sarebbe quindi “sufficiente” mandare su un milione di tonnellate di robaccia all'anno, con un costo di 25-50 miliardi di dollari. “Conosciamo già le potenzialità della geoingegneria”, ha detto Pat Mooney, Direttore Esecutivo dell'ETC Group, “il riscaldamento globale e gli sconvolgimenti climatici sono frutto di manipolazioni deliberate da parte dell'uomo. Che ora, i governi che hanno causato il problema, sostengano di voler sperimentare nuove strategie geo-ingegneristiche al di fuori delle Nazioni Unite e senza la partecipazione del Sud del Mondo, che è quello che risente maggiormente degli effetti nefasti del cambiamento climatico, appare come un'altra follia”.

Secondo il rapporto “Gambling with Gaia” stilato dall'ETC Group, almeno 9 governi nazionali e l'Unione Europea hanno sostenuto esperimenti per diffondere limature di ferro sulla superficie degli oceani in modo da nutrire il plankton e sequester l'anidride carbonica. Almeno un'altra dozzina di paesi invece stanno portando avanti esperimenti di modificazione artificiale del clima, mentre i commercianti delle emissioni portano avanti la fertilizzazione degli oceani. Tutto questo in assenza di un dibattito pubblico.

Il rapporto dell'ETC Group conclude che la geoingegneria è una risposta sbagliata al cambiamento climatico. Tutte le sperimentazioni in corso per alterare la struttura degli oceani o della stratosfera devono essere interrotte e vietate senza l'autorizzazione delle Nazioni Unite e un dibattito pubblico sul tema. Le Nazioni Unite devono riaffermare, e se necessario rivedere, la Environmental Modification Convention (ENMOD) riconoscendo che ogni modificazione unilaterale del clima costituisce una grave minaccia all'intera comunità internazionale.

Della questione devono interessarsi subito agenzie ONU come l'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), l'UN Environment Programme (UNEP), la UN Convention on Biological Diversity (CBD) e l' UN Food and Agriculture Organization (FAO). L' IPCC, soprattutto, deve rivedere il concetto e la pratica del commercio delle emissionig e sostituirla con standards direttamente misurabili per ridurre le emissioni di CO2 alla sorgente.

Note:

(1) David Adam, "US Government answer to global warming: Smoke and giant mirrors," The Guardian, 27 January 2007.

Fonte: ETC Group 1 febbraio 2007

Link correlati all'articolo:

ETC Group

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