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Porti ripuliti e sviluppo
Porti ripuliti e sviluppo


di: D. Levacher & F. de la Chevalerie

“Porti ripuliti e Sviluppo Sostenibile : la sfida della valorizzazione della melma marina” !

Il Sindaco di Tianjin, il Sig. Dai Xianglong è stato ospite della Camera di Commercio di Parigi lo scorso 15 maggio. Nel corso di questo incontro, egli ha definito le grandi linee d'orientamento della città di Tianjin: l'investimento industriale e l'innovazione tecnologica nel settore portuale. La prossima installazione di un polo tecnologico sarà prioritariamente dedicato allo sviluppo delle attività portuali. Questo nucleo ospiterà non solo imprese ma, allo stesso modo, ricercatori e imprenditori stranieri che abbiano la volontà di creare insieme imprese innovative. Fra i progetti considerati: la valorizzazione della melma marina attraverso materiali di costruzione (riempimento delle strade e dei parcheggi – mattoni – lastroni per rivestimenti e pavimentazioni).

Oggi, in tutto il mondo, le risorse minerali sono in via di diminuzione, specialmente i materiali alluvionali, principale risorsa in materiale inerte. La stessa cosa si verifica per le miniere che chiudono, considerate inquinanti, talvolta pericolose, il loro tempo è contato. Dovremo andare a cercare i nostri materiali all'estero, peggiorando maggiormente il nostro deficit commerciale ? Piuttosto che rimanere totalmente dipendenti, è forse più opportuno riciclare i nostri rifiuti ! La fanghiglia costituisce una alternativa, un materiale cosiddetto “rinnovabile”. In Francia, da trent'anni, i ricercatori lavorano sulla valorizzazione della melma e i risultati si stanno delineando. Questo progetto industriale include diverse collaborazioni nello spirito stesso dei poli di competitività voluti dal governo Cinese.

Avidi di materiali da costruzione, i cinesi stanno oggi sviluppando progetti di valorizzazione della melma. È ovvio che i metodi rimangono artigianali, i processi aleatori, ma i cinesi hanno deciso di farne un importante metodo di sviluppo industriale. Alcuni esperimenti sono già in atto nel sud della Cina e si distinguono: fabbricazione di mattoni. Nel nord, è in corso il riempimento delle strade. Loro lo sanno, non vogliono aspettare. Se non uniamo le nostre forze con le loro, la concorrenza, ormai attiva, se ne impadronirà.

Oggigiorno, i Porti costituiscono la parte avanzata della mondializzazione e dei suoi rischi. In Italia, come in Francia, l'attività portuale è intensa: 80% degli scambi commerciali del paese, 350 milioni di tonnellate di merci, 33 milioni di passeggeri. Oggi, i porti francesi debbono confrontarsi con una doppia sfida: riprendere testa di fronte alla concorrenza accanita degli altri porti europei; giocare la carta dello sviluppo sostenibile.

Negli avamporti un miscuglio impressionante di rifiuti si aggrega alla sabbia, formando un materiale sgradevole denominato “melma marina”. Mai uniforme, spesso lavorata da micro-organismi, ricolmandosi a volte di idrocarburi, di azoto, di fosforo, di materiali pesanti, questa melma untuosa rappresenta un reale pericolo per l'ambiente cosi come le emanazioni nell'atmosfera.

L'insieme dei porti viene interessato, piccolo o grande che sia, più ancora per quanto riguarda gli arsenali. Oltre l'erosione naturale, il traffico favorisce l'accumulo di sedimenti. Ogni giorno, costose operazioni di dragaggio liberano l'accesso delle vie di navigazione. Il refluimento che genera un costo elevato, consiste in seguito a deportare i fanghi per rigettarli in acque profonde senza saper veramente come si organizza la curiosa miscela tra rifiuti portuali e l'ecosistema marino. Siccome i luoghi di scarico sono a volte distanti dai luoghi di dragaggio, lo stoccaggio viene eseguito anche a terra. Mobilitando superfici impressionanti, esiste un grande rischio ecologico se i rifiuti non vengono sepolti, serrati in casse impermeabili. In un caso come nell'altro, la soluzione ritenuta non risponde per niente all'idea di “porto pulito”.

Porto di Genova

Dragati o accumulati, queste operazioni sono senza controparte economica. Nei bilanci dei porti, partecipano della normale manutenzione vale a dire una perdita secca. Per di più, la carica è chiamata ad intensificarsi in base ad una legislazione sempre maggiormente puntigliosa in materia di ambiente e l'inesorabile aumento delle scorte. Difatti, il costo dovrebbe raddoppiare entro il 2015. Come immaginare la melma di mare in modo diverso ? Oggi, le operazioni di trattamento sono rare e riguardano piccoli volumi, principalmente sedimenti contaminati. Dopo essere stati bonificati o lasciati in abbandono, questi ultimi non vengono ottimizzati. Una risposta migliore è data dall'elaborazione di una unità mobile di trattamento permanente che integri una catena di operazioni che va dall'estrazione della melma sino alla consegna di eco-materiali di costruzione.

La cooperazione tra acquisizione di sapere europeo e determinazione cinese rappresenta una combinazione vincente che considera l'idea di porto ripulito come sfida importante dello sviluppo sostenibile.

Autori del comunicato stampa:
Daniel Levacher, Ingegnere, Dottore in scienze economiche
François de la Chevalerie, China Messengers & Paneurochina




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