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redazione ECplanet

Greenpeace denuncia un “killer” dell'Amazzonia

Brasile — Si chiama José Donizetti Pires de Oliveira. Di professione fa il presidente dell'Associazione dei coltivatori diretti di Santarém, in Brasile. È accusato dall'Ibama (Agenzia brasiliana per la protezione dell'ambiente) della distruzione di 1.645 ettari di foresta primaria. Il taglio illegale è avvenuto nella zona di Glebe Pacoval, nello stato del Parà, conosciuto per la ricca diversità biologica, ora sotto l'assalto dei coltivatori di soia e delle aziende del legno.

Attivisti di Greenpeace hanno occupato oggi l'area deforestata, aprendo uno striscione di 2.500 metri quadri con il messaggio “100% Forest crime”. Erano presenti anche rappresentanti degli indios che hanno simbolicamente piantato degli alberi nell'area. Secondo l'Ibama, questo è il maggior caso di deforestazione registrato negli ultimi sette anni. Doninzetti ha distrutto un'area grande come 2.303 campi da calcio: nonostante sia stato sanzionato due volte dall'Ibama, continua ad operare nell'area e il fatto che intenda proseguire in questa direzione lo indica la costruzione illegale di una strada che collega Santarém alla Transamazzonica, attraverso la foresta tropicale.

“L'Amazzonia è un patrimonio dell'umanità. Ci sono voluti migliaia di anni per far crescere questo polmone verde, ma una volta distrutto è per sempre” sostiene Paulo Adario, coordinatore di Greenpeace in Amazzonia. “Bisogna bloccare i criminali che tagliano illegalmente e proteggere la foresta”. Il tasso di deforestazione annuo in Brasile è il più alto al mondo. Negli ultimi tre anni più di 7 milioni di ettari di foresta amazzonica sono stati trasformati in pascoli e campi di soia.

La deforestazione ha subito un'impennata da quando, tre anni fa, la multinazionale statunitense Cargill ha annunciato che la regione di Santarém è in grado di produrre fino a un milione di tonnellate di soia, mettendo a coltura 300.000 ettari di terra. Da allora la perdita di biodiversità ed i conflitti sociali per il controllo della terra sono all'ordine del giorno.

È stato arrestato

SAN PAOLO - Il latifondista considerato responsabile del maggior disboscamento mai effettuato in Amazzonia, latitante da mesi, è stato arrestato dalla polizia a Santarem.

Josè Donizett iPires, presidente dell'associazione dei produttori agroindustriali di Santarem, è stato accusato della devastazione di oltre 100mila ettari di foresta protetta e sfruttamento illegale del legname, dopo rilevamenti dell'Istituto dell'ambiente, dall'istituto della riforma agraria, da Greenpeace e da foto satellitari dell'agenzia spaziale: ruspe e incendi hanno abbattuto o ridotto in cenere 20 milioni di alberi in 4 località dello Stato del Parà.

Foto: Greenpeace Fonti: Greenpeace & La Repubblica del 21 marzo 2006 n. 66




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