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redazione ECplanet

Nessuna catastrofe era più evitabile di quella causata dall'uragano Katrina a New Orleans. Lo ricorda un lungo articolo comparso sulla sezione “news” del sito della rivista “Nature”, che elenca punto per punto quello che si sapeva e che cosa si poteva fare per evitare il disastro. “La conoscenza c'era, gli scienziati però non sono stati in grado di sensibilizzare adeguatamente i politici”, spiega l'articolo.

Anzitutto, era noto che gli argini a protezione della città non fossero in grado di sopportare un uragano di intensità 4 o 5 della scala Saffir-Simpson. E le conseguenze più tremende di un'inondazione della città erano state rese note già da tempo. Poi, tutti sapevano che le isole sabbiose e le paludi che proteggono la costa della Louisiana dalle tempeste si stanno erodendo anno dopo anno. Le paludi ad esempio scompaiono a un ritmo pari a 60 chilometri quadrati l'anno. Eppure il piano da 14 miliardi di dollari previsto per ricostruire la costa non è stato ancora finanziato.

Ancora, nonostante lo sviluppo di molti modelli previsionali accurati sugli effetti degli uragani, i politici non si sono fatti convincere. E così non solo non si sono impegnati a rafforzare le barriere a protezione della città, ma anche hanno dato troppo tardi l'ordine di evacuazione. Circa 100 000 persone così sono rimaste in città perché impossibilitate a scappare. E i sociologi lo avevano detto in anticipo: uno studio dell'Università della Louisiana aveva dimostrato che in caso di uragano il 21% della popolazione aveva intenzione di rimanersene a casa propria e il 32% di rimanere nella zona.

Eppure nonostante tutto i piani di soccorso non hanno tenuto conto di questa eventualità e i servizi di emergenza non hanno pianificato l'evacuazione di questa parte della popolazione. Questa notizia è stata diffusa dall'agenzia “ZadiG”.




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