COPERTINA
NO ALLE IMPRONTE DIGITALI ! - 41180 -4-4
 SCIENZA   TECNOLOGIA   ASTRONOMIA   SALUTE   <<ECOLOGIA>>   VARIE   POSTA 
  Acqua   |   Atmosfera   |   Ambiente   |   Biodiversita'   |   Bioagricoltura   |   Biotecnologie   |   Cronache   |   Clima   |   Elettrosmog   |   Energia   |   Effetto serra   |   Fonti alternative   |   Inquinamento   |   Mari   |   OGM   |   Ricerche   |   Riciclo   |   Scie chimiche   |

Cronache

Un gioco per salvare il mondo
Piastrelle ecologiche
Xeros, la lavatrice eco-friendly
Grano a rischio !
L'invasione dei ragni giganti
Clima: accordo Australia-Cina
Olimpiadi e controllo del clima
Fight the future
Salva il pianeta
Ikea, materassi nocivi
Gambling with gaia 2
Poco grano per il biocarburante
La febbre dell'oro verde
Pascoli per prevenire gli incendi
Terremoto a 100 km da Sumatra
Emergenza smog a Pechino
Cina, giocattoli tossici...
Forte terremoto in Africa
Forte sisma a Java
Balocchi con vernici al piombo
Rifiuti: Italia condannata
Rifiuti cancerogeni nei campi
Zoomafia 2
Riscaldamento globale...
L'arca di greenpeace
Ecomafia 2007
La mafia dell'ozono 2
Eco-crimini 2
Diritto all’Ambiente, alla Salute…
Mangiare carne inquina...
Public eye awards 2007
Progetto DAFNE
Eco-crimini
Gambling with Gaia
Africa: rischio esodo
I signori del clima
Tribal lands climate conference
Effetto serra alla sbarra
Il delirio del prof. Veronesi
CH, un milione e mezzo di gatti
Marcia sulla Luna
Tassa mondiale sul CO2
Incidente all'enea di Roma
Trenitalia condannata a pagare
Case automobilistiche a giudizio
Porti ripuliti e sviluppo
Casa antisismica in legno
Greenpeace a favore delle balene
Salvaguardare il tonno rosso
Polli messi al forno...
Greenpeace in azione a Ponza
Clima, tra emergenza e affari
Commercio di Kyoto
McAmazon
Piano per salvare il mondo 2.0
La storia di José Donizetti Pires
La strage degli innocenti
Public eye awards 2006
Greenpeace speronata
Sterminio di balene
Greenpeace contro baleniere giapp.
Romanzo criminale 2
Greenpeace assalta una portaerei...
A rischio previsioni del tempo USA
New Orleans: si poteva evitare...
Argentina, Tornano i giaguari
SOS ONU per i primati
I profughi ambientali
Parco Internazionale di Thayatal
Accordo segreto sui gas serra
La mafia dell'ozono
Italia-Cina: frutta sicura
Legalizzate le spadare
Monsanto e Pioneer indagate
Mafia e rifiuti tossici
Greenpeace contro Syngenta
Wired planet
Scrittori per le foreste
Cogema condannata
I broker del carbonio
Usa, addio tutela delle foreste
Chi è veramente Sam Bodman?
Il dono del cibo
Medici per l'Ambiente
Il libro nero dei verdi
Economia: spreco incontrollato
Strage di delfini e balene
Una foresta per regalo
Terre americane, poco conosciute
Emergenza ecomafia
Il meteo del Cnr in Africa
La morte di una città
Agrobusiness
Task force ambientalista
Italia bocciata in ecologia
Vernice mangiasmog
La FAO cede alle biotech
Greenpeace contro Syngenta
Greenpeace contro Syngenta


redazione ECplanet

Greenpeace ha attaccato duramente la Syngenta, colpevole di truffa verso i consumatori, che ha ammesso la contaminazione del mais OGM Bt10/Bt11 (come riportato da “Nature” del 24 marzo 2005) omettendo però di dire che, tra le altre cose, il Bt10 contiene un gene resistente ad un antibiotico, l'ampicillina, mentre la direttiva 2001/18 dell'Unione Europea obbliga all'eliminazione di questi geni da tutti gli OGM, perché possono avere effetti dannosi sia sulla salute umana che sull'ambiente. Perfino l'EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare), raramente critica nei confronti degli OGM, ha sottolineato che questi geni “non dovrebbero essere presenti nelle piante OGM messe in commercio”.

“La Syngenta ha avuto il coraggio di sostenere che Bt10 e Bt11 fossero identici, prima di essere smentita. Chissà in quanti Paesi e in quali quantità è stato venduto il Bt10 negli ultimi 4 anni, senza che le autorità di controllo dicessero nulla. Cosa farà ora la Syngenta per assicurare il ritiro dei prodotti contaminati e chi pagherà i danni ?”, si è chiesta Federica Ferrario di Greenpeace.

Purtroppo, il Bt10 è stato venduto per 4 anni negli Stati uniti ed in altri paesi senza che fosse stato autorizzato. Greenpeace sottolinea come attualmente, sempre la Syngenta stia tentando di promuovere il “Golden Rice 2”, un riso arricchito di betacarotene presentato come la soluzione al problema della carenza di vitamina A nei paesi in via di sviluppo: “Dopo 5 anni di ricerca”, ha ricordato la Ferrario, “non ci sono ancora certezze sulla sicurezza del prodotto per l'ambiente e i consumatori. Inoltre, il problema della carenza di vitamina A, che è solitamente associato alla mancanza di altre vitamine e sali minerali, richiede soluzioni anche sociali, non solo tecnologiche”.

Secondo l'articolo di Nature, le autorità statunitensi hanno valutato la sicurezza del Bt10 per l'utilizzo umano solo a fine 2004, ovvero quando sono state informate della contaminazione. Ciò significa che per ben 4 anni, i consumatori che hanno mangiato prodotti contenenti il mais OGM potrebbero essere a rischio. “Questa è solo l'ultima di una lunga serie di contaminazioni e dimostra ancora una volta che gli Ogm non possono essere controllati, neppure dalle stesse aziende che li producono”, ha detto ancora la Ferrario, “il lungo lasso di tempo passato prima che la contaminazione venisse scoperta evidenzia la mancanza di effettive verifiche da parte delle aziende biotech e l'assenza di adeguati controlli governativi. Ancora più preoccupante e scandaloso è il segreto e il ritardo, anche da parte del governo USA, con cui sono stati informati i consumatori” (è invece perfettamente in linea con i piani globali di sperimentazione segreta su ignare cavie umane, ndr).

Syngenta fin'ora si è rifiutata di rivelare quali altri stati abbiano ricevuto i semi contaminati. E, ugualmente, ha tenuto sotto segreto quali stati abbiano inconsapevolmente ricevuto il mais non autorizzato, il volume di mais contaminato che è stato esportato, e a quanto ammonti la contaminazione nei prodotti alimentari. “Questo mais transgenico illegale potrebbe essere presente in molti alimenti a livello mondiale. Tutti i prodotti contenenti mais Bt10 devono essere ritirati dal mercato, e tutti i campi contaminati da Bt10 devono essere decontaminati e gli agricoltori rimborsati. È necessario bloccare qualsiasi rilascio ambientale di Ogm, dato che le aziende biotech non sono in grado di controllarli”, ha concluso la Ferrario.

Per ulteriori informazioni:

Greenpeace Italia
Viale Manlio Gelsomini, 28
I-00153 Roma
Phone: +39 06 57299944
Mobil: +39 348/3988607

Greenpeace Italia - OGM




VERSIONE STAMPA  VERSIONE STAMPA     INVIA QUESTA NOTIZIA AD UN AMICO


N.B.: gli eventuali indirizzi di recapito presenti nell'articolo possono cambiare senza che la redazione di ECplanet ne venga a conoscenza.
Ultima modifica = (02-05-2005:16:39)  EDIT ARTICLE Nr. 17640  


Mailing List
Richiesta iscrizione

Mailing List
Richiesta cancellazione



Copyright © 1997 - 2008 ECplanet - tutti i diritti riservati , disclaimer
Admin PPK-Webbased Content Management System (C) by PPK-Webprogram
Benchmark timer:stop( 0.3423)