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redazione ECplanet

Era da 130 anni almeno che sulle regioni del Nord Ovest non si assisteva ad un autunno così caldo, da primavera avanzata. Da quando si catalogano, secondo criteri scientifici, le temperature, non era mai accaduto che l'autunno facesse registrare ovunque tra i 14 ed i 15 gradi di media, con una crescita, rispetto alla norma secolare, di circa tre valori. Di solito, l'autunno per la meteorologia finiva con Sant’Andrea, il 30 di novembre, con uno scarto di tre settimane di anticipo rispetto alla data astronomica, che si basa invece sul solstizio invernale del Sole.

Sono stati così bruciati primati storici, che negli osservatori meteo più antichi duravano a volte fin dalla fine dell’800. È il caso della stazione di Cuneo, fondata da padre Denza nel 1876, che aveva fatto segnare sui termometri del 1898 il valore massimo, per questa stagione, di 13,9°. In questi ultimi tre mesi, gli strumenti, collocati nel medesimo sito di allora, hanno raggiunto i 14,6°: molti, per un osservatorio posto a più di 500 metri sul mare e ai piedi delle Alpi. Per la storica torretta di Moncalieri, che fu la sede madre di Francesco Denza, padre Barnabita del Real Collegio (e che oggi ospita di nuovo gli strumenti ripristinati dalla Società Meteo Italiana di Luca Mercalli), il record precedente risaliva al 1997, anno della grande siccità e della Grande Cometa di Hale-Bopp.

Tuttavia, l'autunno record di quest'anno non ha stupito più di tanto gli esperti, dato che il trend termico degli ultimi due decenni è di una costante risalita dei valori sia massimi sia minimi. Ciò che colpisce è che finora l'autunno era stato, tra tutte, la stagione meno interessata dal fenomeno del riscaldamento, la più costante rispetto al passato. Negli ultimi cinque anni, invece, la colonnina di mercurio si è fermata in autunno a più di mezzo grado al di sopra dell'abituale.

Non è andata meglio con le precipitazioni: sono 260 i millimetri di pioggia caduti secondo la media storica, mentre quest'anno sono stati 190, concentrati per lo più in settembre. E se non piove, e non nevica, per l'agricoltura si apre un'altra emergenza siccità.

A lanciare il grido di allarme è la Confederazione Italiana Agricoltori (CIA), preoccupata per i problemi che i produttori agricoli, già alle prese con una persistente crisi strutturale, sono costretti ad affrontare a causa della crisi idrica provocata da questa anomala stagione autunnale. In molte zone del Paese non piove da mesi e la situazione nelle campagne si è fatta critica. In altre, invece, nelle scorse settimane si sono abbattuti violenti temporali che hanno causato solo danni, senza irrigare minimamente i terreni coltivati.

Il caldo di questi giorni - avverte una nota della CIA - ha fatto addirittura germogliare precocemente alcuni tipi di piante e di alberi da frutta che adesso rischiano di essere distrutti dalle possibili gelate che possono verificarsi un po' in tutte le regioni, da Nord al Sud. Stesso discorso per gli ortaggi a campo aperto. Repentini abbassamenti della temperatura possono determinare gravi danni.

Un'altra delle conseguenze di quest'autunno “tropicale” è - rilevano gli agricoltori - la scarsa produzione di castagne e di alcuni tipi di frutta secca, come noci e nocciole. Prodotti che hanno bisogno di molta acqua e temperature umide. Mentre le api, che in questo periodo dell'anno sono improduttive, continuano a lavorare e a produrre miele.

L'allarme siccità - sottolinea la Cia - riguarda anche le grandi colture. Tra ottobre e novembre nella stragrande maggioranza delle regioni si sono seminati cereali. Così interi campi di grano tenero e duro, proprio per la scarsità delle precipitazioni e della carenza idrica, corrono il pericolo di rimanere fortemente danneggiati. L'eventualità di una risemina non è, quindi, remota.

La mancanza, almeno per il momento, di neve è un altro elemento che preoccupa. Le precipitazioni nevose sono indispensabili non solo per la gioia degli sciatori, ma soprattutto per ricreare i bacini montani, rafforzare le falde acquifere e alimentare torrenti e fiumi, fondamentali per irrigare le campagne soprattutto in primavera ed in estate.

Fonti: La Stampa, Peacelink / novembre 2006

Sito citato all'articolo:

Confederazione italiana agricoltori

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E-mail: Alessio Mannucci




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