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Polo Nord, allarme clima
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di: Bruno Chastonay

Le immagini satellitari dell'ultimo mese hanno rivelato una vasta apertura, su grandi aree, del ghiaccio perenne Artico.

Il ghiaccio è retrocesso cosi tanto che una nave potrebbe navigare dal Nord Siberia o dall'isola norvegese di Spitzbergen fino al Polo Nord senza difficoltà, dicono gli scienziati. “Questa situazione è una cosa mai vista in tutte le precedenti registrazioni stagionali del ghiaccio”, sostiene Mark Drinkwater dell'ESA Oceans / Ice Unit. “Se questo trend anomalo continua, il Passaggio di Nord-Est o la Strada del Mare del Nord, entro l'Europa e l'Asia, saranno aperte per periodi di tempo molto più lunghi e d'estate potremmo vedere, entro i prossimi 10-20 anni, tentativi di navigazione attorno al mondo direttamente attraverso il mare Artico”.

Le immagini satellitari acquisite, dal 23 al 25 agosto, dagli strumenti a bordo del satellite EOS Aqua, hanno dimostrato dei buchi nel ghiaccio del mare Artico perenne più ampi dell'area delle isole Britanniche. Il ghiaccio perenne normalmente sopravvive durante l'estate, stagione dello scioglimento, e rimane per tutto l'anno. Le aperture, viste dai satelliti lo scorso mese di agosto, sono situate al nord di Svalbard, un arcipelago che include Spitzbergen, situato nell'Oceano Artico tra la Norvegia e il Polo Nord che si estende nell'Artico Russo fin su al Polo Nord.

Il sistema di rilevazione AMSR-E ha confermato che l'area entro Spitzebergen, il Polo Nord e Severnaya Zemlya ha una concentrazione di ghiaccio molto più limitata rispetto a quella rilevata negli ultimi anni. Le immagini satellitari dimostrano, basandosi su un calcolo stimato nell'arco degli ultimi 25 anni, un significativo calo che porta la coltre del ghiaccio ad un livello esiguo, una flessione da record negativo su base annua: era sui 8 milioni di chilometri quadrati agli inizi degli anni 1980 per scendere nel 2005 a meno di 5.5 milioni di chilometri quadrati. Secondo gli scienziati dell'ESA, questi cambiamenti potranno verosimilmente dare adito ad un aumento delle temperature e le immagini satellitari confermano pure un calo dei ghiacci perenni negli ultimi anni. Le ragioni di questo drammatico cambio climatico sono ancora sconosciute anche se i ricercatori credono che gli uragani di agosto abbiano giocato un ruolo significativo.

Altri studi, fatti da scienziati della NASA, indicano che il ghiaccio del mare Artico è in fase di scioglimento a velocità straordinaria. Uno di questi studi conferma che il totale della massa di ghiaccio del mare Artico è calata del 6 per cento durante gli ultimi 2 inverni, comparato ad una perdita dell'1,5 per cento nell'arco di 10 anni dal 1979. Un secondo studio conferma che il ghiaccio perenne dell'Artico si è ridotto del 14 per cento tra il 2004 e il 2005, confrontato a -9 per cento durante il periodo entro il 1979 e il 2003.

Le perdite del ghiaccio del mare Artico potrebbero avere un impatto drammatico sull'ambiente globale. Ciò causerebbe un'alterazione delle correnti oceaniche con una conseguente messa in pericolo della vita marina. Alcuni ricercatori statunitensi e canadesi hanno recentemente riportato che la riduzione del ghiaccio del mare Artico sta già avendo degli impatti avversi sugli orsi polari che dipendono dal ghiaccio polare per cacciare le foche e altri mammiferi marini. Il ghiaccio polare Artico è il primo habitat per l'orso polare e rompendosi anticipatamente, dicono i ricercatori, forza gli orsi a muoversi più rapidamente, più frequentemente e per periodi più lunghi, il tutto a scapito della loro abilità di sopravvivenza e di riproduzione.

Fonte: European Space Agency / settembre 2006




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