COPERTINA
Broccoli amici dei polmoni - 43470 -3-3
 SCIENZA   TECNOLOGIA   ASTRONOMIA   SALUTE   <<ECOLOGIA>>   VARIE   POSTA 
  Acqua   |   Atmosfera   |   Ambiente   |   Biodiversita'   |   Bioagricoltura   |   Biotecnologie   |   Cronache   |   Clima   |   Elettrosmog   |   Energia   |   Effetto serra   |   Fonti alternative   |   Inquinamento   |   Mari   |   OGM   |   Ricerche   |   Riciclo   |   Scie chimiche   |

Clima

L'economia del clima
Verso l'era glaciale
Uragani come le bolle
2007, anno molto caldo
Pericolo acqua alta a New York
Clima, la rete SHARE
Europa, scarsa vendemmia
Eco-apocalypse 11
Cronache da una catastrofe
Alluvioni India, oltre 1600 morti
I fabbricanti della pioggia
Pozzi di carbonio meno efficaci
Emergenza gelo negli Usa
Clima, il calore aumenta
Clima, il rapporto del WWF
Emissioni passate e future
Autunno da record...
Polo Nord, allarme clima
Gelo globale in 6–9 anni
Cina devastata dai tifoni
La fine della glacaizione
Allarme caldo in Europa
Uragani e riscaldamento globale
Cascate del Niagara offuscate
Antica registrazione climatica
Variazioni climatiche in Italia...
2020: rischio glaciazione
Siccità a sud delle Alpi
Il clima muta velocemente
Europa, cambiamenti climatici
Antartic ozone bullettin
Economia di un uragano
Genesi di un uragano
L'uragano Katrina
Dov'e' il calore ?
Una bolla scaldo' la Terra
Clima, folle la politica Usa
Spessore dei ghiacci artici
Cieli più puliti e clima
Prima che arrivi la tempesta
Clima artificiale
Estate apocalittica in Cina
Allergie provocate dal clima
Allarme siccità
Clima sempre più pazzo
NASA conferma allarme clima
Eolico offshore
Conto alla rovescia per la Terra
Sabbia del Sahara in Florida
Riscaldamento della troposfera
Nubi anomale
Regolare il clima con il mare
La Terra cambia frequenza
Onde temperate in aumento
La Terra ha la febbre
Prevedere El Niño
Antiche glaciazioni
Pioggia sempre meno frequente
I tropici influenzano il clima
Lo smog frena i raggi del sole
The day after tomorrow
Clima monitorato dallo spazio
Clima: previsioni tenebrose
Piogge tropicali in aumento
Clima: l'Era Quaternaria
Come si trasforma un uragano
Il bio favorisce il clima
Orsi e clima temperato
Un'altra estate bollente
Clima e placche continentali
Foreste e riscaldamento globale
Le nubi e la pioggia
Luce solare e clima artico
Previsioni del tempo più lunghe
Si allarga il buco dell’ozono
Le fluttuazioni di El Niño
Clima influenzato dai raggi cosmici
Temperature globali in rialzo
HAARP, un'arma climatica
CO2 e deserti verdi
Un laboratorio con le ali
Arriva La Niña
El Niño, le NOA e il clima
L'aereo ecologico
I ghiacci della Groenlandia
Siccità e cambiamenti climatici
Nicaragua: Tre multinazionali...
ARTICOLO NON PRESENTE
Allarme dagli Oceani!
Iceberg e effetto serra
Parte il progetto «carboitaly»
CO2: la Terra verso il baratro
Ozono pericoloso
Clima e raggi cosmici relazionati
Buco d'ozono più piccolo
Gas serra e glaciazioni
Prevedere le piogge
L'uragano Katrina
L'uragano Katrina


di: Alessio Mannucci

“Per i danni provocati e per il terribile impatto sulla popolazione, Katrina è un evento drammatico, paragonabile all'11 settembre. La potenza devastatrice di questo uragano è stata l'ennesima prova dei mutamenti climatici in atto”. È quanto ha affermato Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente in riferimento al ciclone che ha devastato in questi giorni New Orleans. Legambiente ha fatto appello al presidente degli Stati Uniti affinché riveda la sua posizione sui cambiamenti climatici e di conseguenza la politica energetica del paese americano.

L'associazione ambientalista ha ricordato che gli esperti dell'IPCC (gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici) già dal 2001 hanno decretato che gli eventi naturali estremi di questi ultimi anni, tra cui gli uragani, sono destinati a divenire sempre più frequenti e sempre più devastanti, come diretta conseguenza dei cambiamenti climatici. Secondo Meteo France, negli ultimi 30 anni si contavano in media 10-11 cicloni ogni anno, mentre dal 1995 in poi si è passati a 12-14. Secondo il modello di previsione elaborato da Meteo France, risulta che il numero degli uragani è direttamente proporzionale alle emissioni di gas serra.

“È chiaro - ha aggiunto Della Seta - che l'obiettivo principale è ora quello di assistere gli sfollati, risanare la città e ricostruire case e infrastrutture. Ma è tempo che Bush riveda drasticamente la propria posizione sui cambiamenti climatici. Gli Stati Uniti sono infatti i principali produttori di gas serra nel mondo, responsabili di oltre un terzo delle emissioni globali e non hanno voluto sottoscrivere il Protocollo di Kyoto”. Che qualcuno provi a spiegarlo agli ex-abitanti di New Orleans, almeno quelli rimasti.

“Non condividemmo - ha concluso il presidente di Legambiente - e continuiamo a non condividere, la risposta del presidente degli Stati Uniti all'attacco terroristico dell'11 settembre, ma non si può negare che la reazione fu immediata. È necessaria ora una risposta altrettanto pronta, per far fronte all'aumento e alla violenza degli eventi climatici”.

Le cifre che danno la misura della progressione del disastro sono contenute in un rapporto della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) degli Stati Uniti distribuito alla Conferenza sul Riscaldamento Globale di Buenos Aires del 1998. L'istituto americano aveva censito 37 catastrofi climatiche da almeno un miliardo di dollari di danni avvenute a partire dal 1980. Ebbene, 31 di questi 37 flagelli si sono concentrati nel decennio '88- '98, il decennio più caldo dal 1880.

Il 1998 è stato un succedersi ininterrotto di alluvioni (50 mila senzatetto in Russia, 80 mila in Corea, 2 mila morti in Cina), siccità (180 milioni di dollari di danni a Cuba, il 90 per cento delle riserve di riso distrutto nelle Filippine), incendi (centinaia di migliaia di ettari di foresta bruciati in Borneo, 10 mila focolai in Messico), uragani (oltre un miliardo i dollari di danni in Perù).

Una concentrazione di eventi in linea con le previsioni dell'Intergovernamental Panel on Climate Change delle Nazioni Unite. Alex Alusa, responsabile del settore atmosfera dell'UNEP, il programma ambiente dell'ONU, dichiarò. "Il periodo preso in considerazione è troppo breve. Non possiamo affermare con certezza scientifica che l'uragano Mitch sia una conseguenza dei processi fisici causati dall'uomo bruciando combustibili fossili e deforestando il pianeta. Anche se i sospetti continuano a crescere. Nella lista dei “sospetti” figuravano Andrew, l'uragano che nel 1992 ha devastato la Florida e la Louisiana provocando danni per 27 miliardi di dollari, la siccità che nel '97 ha prodotto negli States 6 miliardi di danni e almeno 200 morti, gli effetti devastanti causati dal Niño del '97-'98.

Secondo l'UNEP, il livello del rischio era già allora così alto da rendere urgente una contromossa: limitare i consumi di petrolio e la deforestazione, investendo in tecnologie per migliorare l'efficienza energetica e in fonti alternative come il solare, l'eolico, le biomasse. La situazione, secondo gli ambientalisti, non consentiva ulteriori rinvii del piano di riconversione energetica. Un gruppo di attivisti di Greenpeace ha scalato l'obelisco davanti al teatro Colon chiedendo di non bruciare più di un quarto delle riserve di combustibili fossili. Il WWf ha rinnovato la richiesta di misure immediate: “Ogni anno la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera aumenta dell'1 per cento”, affermava Aldo Jacomelli, “se non passiamo a una forma di energia meno inquinante dovremo fronteggiare ogni anno fenomeni catastrofici”.

Sono passati 6 anni e non è stato fatto nulla di concreto. A settembre dello scorso anno si è pronunciata Meteo France: “Attenzione, gli uragani sono in crescita del 40%”. “I fattori che contribuiscono alla formazione di questi fenomeni meteorologici”, ha provato a spiegare il meteorologo Jean-Noel Degrace, responsabile del centro, “temperatura delle acque superficiali superiore ai 26 gradi e forte umidità, sono sicuramente favoriti dal riscaldamento globale. La crescita degli uragani di classe 4 o 5, ovvero i più distruttivi, è dovuta all'aumento del livello del vapore acqueo nei Caraibi, in media il 15% in più negli ultimi 20-30 anni”.

Dice il saggio: “Uomo avvisato, mezzo salvato”. Ma nessuno vuole più ascoltarlo.

Istituzioni correlate all'articolo:

Intergovernmental Panel on Climate Change

National Oceanic & Atmospheric Administration (NOAA)

United Nations Environment Programme - UNEP

Meteo France

E-mail: Alessio Mannucci




VERSIONE STAMPA  VERSIONE STAMPA     INVIA QUESTA NOTIZIA AD UN AMICO


N.B.: gli eventuali indirizzi di recapito presenti nell'articolo possono cambiare senza che la redazione di ECplanet ne venga a conoscenza.
Ultima modifica = (07-09-2005:08:10)  EDIT ARTICLE Nr. 19505  



Mailing List
Richiesta iscrizione

Mailing List
Richiesta cancellazione


Copyright © 1997 - 2008 ECplanet - tutti i diritti riservati , disclaimer
Admin PPK-Webbased Content Management System (C) by PPK-Webprogram
Benchmark timer:stop( 0.2600)