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Clima

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Clima: previsioni tenebrose


di: Tom Bosco/Nexus Italia

Un rapporto segreto censurato dai responsabili della Difesa in Usa e ottenuto dall'Observer mette in guardia: i cambiamenti climatici dei prossimi 20 anni potrebbero portare a una catastrofe mondiale, con milioni di vittime, guerre e disastri. Ci saranno sollevamenti popolari e guerre nucleari; la Gran Bretagna avrà un clima “siberiano” in meno di 20 anni; la minaccia per il mondo è maggiore rispetto al terrorismo. Un rapporto segreto, censurato dai responsabili della Difesa, negli Stati Uniti, e ottenuto dall'Observer, mette in guardia le città europee avvertendole che presto affonderanno nei mari mentre la Gran Bretagna piomberà in un clima “siberiano” entro il 2020. Conflitti nucleari, siccità di dimensioni spaventose, carestie e sollevamenti popolari si avranno in tutto il mondo.

Il documento prevede che il brusco cambiamento climatico potrebbe portare il pianeta sull'orlo dell'anarchia, mentre i paesi ricorreranno alla minaccia nucleare per difendere e garantirsi i rifornimenti di cibo, acqua, energia. Il pericolo per la stabilità mondiale eclisserà il terrorismo, hanno dichiarato i pochi esperti informati sul contenuto del documento. “Conflitti e distruzioni diventeranno caratteristiche endemiche della vita” concludono gli analisti del Pentagono. “Ancora una volta il warfare contraddistinguerà l'esistenza degli esseri umani”. I fatti umilieranno la politica dell'Amministrazione Bush, che ha ripetutamente negato che anche solo esista un cambiamento climatico. Gli esperti affermano che in questo contesto è sconvolgente che vi sia un Presidente che mette la difesa nazionale come priorità. Il rapporto è stato commissionato dall'influente consigliere per la Difesa Usa, Andrew Marshall, che ha sempre mantenuto un'enorme influenza sulle scelte militari Usa, per tutte le tre decadi passate. È stato l'uomo che ha diretto il totale cambiamento mirato a trasformare completamente, sotto la direzione del Segretario della Difesa Donald Rumsfeld, l'esercito statunitense.

Il cambiamento climatico “dovrebbe andare oltre il dibattito scientifico interno alle preoccupazioni relative alla sicurezza nazionale Usa”, hanno dichiarato gli autori, tra i quali Peter Schwartz, consulente Cia ed ex responsabile delle pianificazioni al Royal Dutch/Shell Group, e Doug Randall, di Global Business Network con sede in California. Uno scenario catastrofico imminente, collegato al cambiamento climatico “è plausibile e modificherebbe gli obbiettivi della sicurezza nazionale statunitense in modi che dovrebbero essere considerati immediatamente”. Fin dall'anno prossimo inondazioni diffuse causate dall'innalzamento del livello dei mari produrranno cambiamenti radicali per milioni di persone. Recentemente l'Amministrazione Bush è stata messa sotto attacco da un gran numero di rispettati scienziati e ricercatori, che hanno dichiarato che la scienza addomesticata deve seguire l'agenda politica e che l'Amministrazione Bush ha censurato tutti gli studi non allineati. Jeremy Symons, un ex funzionario dell'EPA (Agenzia per la Protezione Ambientale) ha affermato che censurare il documento per 4 mesi è stato un ulteriore esempio del tentativo, da parte della Casa Bianca, di seppellire agli occhi dell'opinione pubblica la minaccia proveniente dal cambiamento climatico.

I principali climatologi, comunque, ritengono che il loro verdetto potrebbe dimostrarsi un catalizzatore che potrebbe indurre Bush ad accettare il fatto che il cambiamento climatico sia un fenomeno reale e in corso. Sperano anche che convincerà gli Stati Uniti a firmare trattati per ridurre la mutazione del clima. Un gruppo di eminenti scienziati britannici si è recentemente recato alla Casa Bianca per esprimere il proprio timore sul riscaldamento globale. Questa visita è parte di un tentativo che si sta intensificando di condurre gli Usa a considerare la minaccia più seriamente. Alcune fonti hanno dichiarato all'Observer che i funzionari americani sono apparsi estremamente sensibili sul tema quando hanno riscontrato che la protesta del popolo statunitense sta uscendo sempre più dal controllo.

Uno di loro ha persino dichiarato che la Casa Bianca aveva scritto una lettera di protesta riguardo ai commenti attribuiti al Professor Sir David King, il preminente consigliere scientifico del governo Blair, dopo che aveva definito la posizione del Presidente Bush sull'argomento come indifendibile. Tra gli scienziati presenti ai colloqui alla Casa Bianca vi era: il Professor John Schellnhuber, l'ex principale consigliere per l'ambiente per il governo tedesco e dirigente del principale gruppo di ricercatori britannici sul clima, appartenenti al Tyndall Centre per la Ricerca sui Cambiamenti Climatici. Egli ha affermato che i timori interni al Pentagono dimostrerebbero il “capovolgimento” della linea di condotta del Pentagono, con la persuasione di dover convincere Bush ad accettare la realtà del cambiamento climatico.

Sir John Houghton, ex direttore esecutivo dell'ufficio meteorologico - e la principale figura che ha paragonato il rischio climatico alla minaccia terroristica, ha dichiarato: “se il Pentagono sta inviando questo tipo di messaggio, è perché questo documento è effettivamente d'importanza cruciale”. Bob Watson, dirigente del gruppo di ricercatori della Banca Mondiale ed ex responsabile di “Intergovernmental Panel on Climate Change”, ha aggiunto che l’avvertimento proveniente dalla ricerca del Pentagono non può essere più ignorato. “Bush può ignorare il Pentagono? È difficile far sparire un documento come questo. L'imbarazzo sarebbe enorme. Dopotutto Bush ha una singola priorità ed è la difesa nazionale. Il Pentagono non è wacko, un gruppo di liberali, generalmente è conservatore. Se il cambiamento climatico viene percepito come minaccia alla sicurezza nazionale e all'economia, Bush dovrà agire. Ci sono due gruppi che l'Amministrazione Bush tende ad ascoltare: la lobby del petrolio e il Pentagono”, ha aggiunto Watson.

“Abbiamo un Presidente che ritiene che il riscaldamento globale sia una menzogna, e al di là del fiume Potomac abbiamo il Pentagono che si sta preparando alle guerre causate dalla modifica del clima. È piuttosto spaventoso che l’Amministrazione Bush inizi ad ignorare il suo stesso governo, riguardo a questo argomento”, ha affermato Rob Gueterbock, di Greenpeace. Già ora, secondo Randall e Schwartz, il pianeta ha una popolazione più alta di quanta potrebbe sostenerne. Entro il 2020 la scarsità di acqua e di energia sarà “catastrofica” e quasi impossibile da rimediare. Il risultato sarà di far piombare il mondo nella guerra. Avvertono che 8.200 anni fa le condizioni climatiche portarono alla distruzione dei raccolti, alla carestia, a tragedie per i popoli e migrazioni di massa. Avvenimenti che si ripeteranno molto presto.

Randall ha riportato all'Observer che le conseguenze a valanga di un rapido cambiamento climatico potrebbero creare un caos planetario. “È un argomento deprimente” ha detto. “È una minaccia unica alla sicurezza nazionale perché non ci sono nemici che puntino le armi contro di noi e non abbiamo alcun controllo sul pericolo”. Randall ha aggiunto che potrebbe già essere troppo tardi per evitare il disastro. “Non sappiamo esattamente a che punto del processo ci troviamo. Potrebbe iniziare domani e non lo sapremo per i prossimi 5 anni”. “Per alcune nazioni le conseguenze delle modifiche climatiche sono già inevitabili. È ovvio che interrompere immediatamente l'utilizzo di combustibili di origine fossile sarebbe utile”.

Gli scenari riportati nel documento sono così drammatici, ha dichiarato Watson, che potrebbero dimostrarsi vitali per gli esiti delle elezioni. Il democratico John Kerry ritiene che il cambiamento climatico sia un problema reale. Gli scienziati, disillusi dalla posizione tenuta da Bush, stanno minacciando di mettere a disposizione di Kerry il documento del Pentagono, per la sua campagna. Il fatto che Marshall sia così caustico e critico aiuterà la causa di Kerry. Marshall, 82 anni, è una leggenda all’interno del Penagono, che guida una think-tank che si occupa di soppesare i rischi per la sicurezza nazionale, denominato Office of Net Assessment. Chiamato 'Yoda' dai membri del Pentagono, che rispettano la sua vasta esperienza, è ritenuto essere il fautore della linea tenuta dal Dipartimento della Difesa sui missili balistici.

Symons, che ha lasciato l'EPA in segno di protesta per le continue interferenze politiche, ha sostenuto che il censurare il documento è un ulteriore esempio dei tentativi della Casa Bianca di insabbiare la questione climatica: “È l'ennesimo esempio del perché questo governo dovrebbe finirla di nascondere la testa sotto alla sabbia relativamente a questo argomento”. Symons ritiene che gli stretti collegamenti dell'Amministrazione Bush con le più potenti compagnie petrolifere siano di vitale importanza nel comprendere perché le questioni relative al cambiamento climatico siano state accolte sempre con scetticismo dall'Ufficio Ovale. “Questa Amministrazione sta ignorando l'evidenza solo per favorire un pugno di grandi aziende nel settore dell'energia e del petrolio”, ha aggiunto.

Tradotto da Nuovi Mondi Media

Fonte:http://observer.guardian.co.uk/international/story/0,6903,1153513,00.html

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Catastrofe climatica o semplice ammonimento? di: Marcello Pamio

Il presidente statunitense George W. Bush e la sua amministrazione, secondo il quotidiano britannico “The Observer”, hanno tenuto nascosto al mondo intero un rapporto commissionato quattro mesi fa sul mutamento climatico della Terra. Un rapporto catastrofico secondo il quale, dal 2020 cambiamenti climatici potranno mettere a repentaglio non solo la sicurezza dell'intero pianeta ma, come ha chiaramente espresso Peter Schwartz - un consulente della CIA – addirittura quella “degli Stati Uniti d'America”.

L'analisi scientifica lascia senza parole: l'Europa sarà interessata da una corrente del Golfo molto fredda che trasformerà la Gran Bretagna in una landa siberiana, l'Olanda sarà devastata dalle tempeste e moltissime altre città europee «spariranno» perché inghiottite dall'innalzamento dei mari in seguito allo scioglimento dei ghiacciai. Non finisce qua, perché oltre ai disastri appena elencati, il mondo sarà sconvolto da innumerevoli conflitti e guerre innescati dalla scarsità di cibo, acqua ed energia!

Cosa dire? Assolutamente nulla! L'unica cosa che dovrebbe far riflettere è che tale rapporto è stato commissionato da Andrew Marshall, un'influente e potente consigliere della Difesa statunitense! Significa semplicemente che il Pentagono stesso, su richiesta di un suo eminente guru strategico, ha dato il via ad una ricerca che avrebbe senz'ombra di dubbio sottolineato la situazione allarmante dell'ecosistema e la posizione contrastante dell'America. Banale autogol intergovernativo, oppure c'è qualcos'altro sotto la superficie? La politica ambientale di Bush figliolo e del suo ristretto entourage è risaputa mondialmente: sono stati proprio loro infatti ad aver affossato nel 2002 il Protocollo di Kyoto sulle emissioni dei gas serra! E allora, qual è la spiegazione?

Le ipotesi in merito sono molteplici:

1. Madornale errore politico degli strateghi militari a pochi mesi dalle elezioni? Poco probabile;

2. Una manovra del gruppo sinarchico (i Burattinai), proprio in vista delle prossime elezioni, di abbandonare definitivamente il guerrafondaio Bush, divenuto oramai una zavorra ingombrante e controproducente, per fare spazio a qualcun altro alla Casa Bianca? Abbastanza probabile;

3. Al contrario, proprio per via delle imminenti votazioni, potrebbe essere questa un'astuta manovra per far cambiare apparentemente strada al presidente e trasformarlo di conseguenza nell'eroe che salverà il mondo dalla distruzione? Basterebbe firmare a questo punto un nuovo Protocollo ambientale e il gioco è fatto! Molto probabile;

4. Semplice propaganda mediatica che attraverso un vero e proprio terrorismo psicologico - amplificato dai media mondiali - inocula nella popolazione ignara il virus della paura. La paura, ricordiamolo sempre, è la principale arma dei Burattinai: rende le persone controllabili e manipolabili!

5. L'ultima ipotesi - quella più tremenda e inverosimile - rientra nella guerra climatica vera e propria. Da molti anni infatti esiste un programma militare denominato HAARP che attraverso il bombardamento di energia sulla ionosfera sarebbe in grado di provocare cambiamenti climatici a comando su determinate e specifiche aree geografiche. Le informazioni in merito sono poche e frammentarie, ma la tecnologia esiste eccome. In questo contesto allora le dichiarazioni - veicolate appositamente dal rapporto – non potrebbero raffigurare un ammonimento preciso all’Europa sul futuro che le spetta se non dovesse assoggettarsi all’imperatore americano? No comment.

Detto questo, l'unica cosa certa che rimane, oltre alla situazione allarmante dell'ambiente prescindendo dal rapporto degli esperti climatologi, sono le pericolosissime affermazioni di Ronald Reagan (quando ovviamente era presidente), riprese ahimé dal Segretario di Stato Colin Powell (colomba o falco?), proprio l'estate scorsa a Johannesburg: «lo stile di vita americano non è negoziabile». Parole pesanti come macigni che non lasciano spazio a molti dubbi sulle politiche ambientali dell'Impero!!!




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N.B.: gli eventuali indirizzi di recapito presenti nell'articolo possono cambiare senza che la redazione di ECplanet ne venga a conoscenza.
Ultima modifica = (12-03-2004:16:36)  EDIT ARTICLE Nr. 11355  


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