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Inutile strage
Inutile strage


di: Enrico Loi

Ogni anno migliaia di topi e cavie vengono utilizzati nei laboratori per testare la tossicità delle sostanze chimiche. Una vera e propria strage inutile è stata definita da molti. Il test è di vecchia concezione visto che è stato sviluppato più di 50 anni fa: agli animali gli vengono somministrate dosi sempre più alte di una sostanza chimica finché muoiono.

Il nome del test in questione è Ld50. Viene impiegato per misurare il grado di tossicità di un singolo composto prima di immetterlo su mercato. Ad esempio, la tossicità di inchiostri, vernici, detersivi, oli industriali viene misurata con il test Ld50. L’attuale versione del test sacrifica 20 animali per ogni prova. Troppi per l’Ocse che ha deciso di abolirlo e di sostituirlo con analisi che utilizzano un numero minore di animali da sacrificare.

La decisione dell’Ocse, l’organismo con sede a Parigi che riunisce i 29 paesi più ricchi del pianeta fornendo loro orientamenti sulle politiche economiche e sociali, non è per il momento vincolante, però è un primo passo importante affinché i paesi membri di legislazioni diminuiscano l’utilizzo di animali nelle ricerche sui composti chimici.

La sigla Ld significa lethal dose, mentre 50 indica la misura della dose, che somministrata alle cavie risulta mortale per il 50%. In Italia, secondo stime approssimative, vengono sacrificati ogni anno 1 milioni di animali.

Gli animalisti e alcuni ricercatori osteggiano da anni questo test perché lo ritengono un mezzo di ricerca barbaro e incompleto in quanto offre poche informazioni. La maggior parte dei tossicologi ritengono che la sperimentazione su animali offre dati esaustivi e rappresenta l’unico metodo valido per verifica la pericolosità delle sostanze chimiche.

L’Ocse propone tre alternative che dovranno essere scelte dai paesi aderenti: un test tedesco, uno inglese e uno statunitense. Il test britannico utilizza quattro animali. Il test tedesco impiega un solo animale a cui gli viene somministrata una dose sempre più alta di una certa sostanza tossica. Nel test americano la dose iniziale viene alzata o abbassata a secondo di quel che succede al primo animale, che muore. In tutti e tre i casi non ne vengono sacrificati più di nove animali.

L’Ocse presenterà, ai laboratori italiani dall’Istituto superiore di Sanità, il prossimo autunno le nuove linee guida.

Poi c’è il problema dei test sui cosmetici. Il ministero della Sanità ha nuovamente rinviato al 2002 la data di divieto di sperimentazione sugli animali di questi prodotti. La motivazione: i metodi alternativi offrono scarse garanzie.

La sperimentazione dei primi test in vitro è certo la prospettiva che incoraggia tutti. In questa tipologia di sperimentazione non viene usato alcun animale.




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