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di: Fabio Quattrocchi

OGM: La Banca Mondiale finanzia le piantagioni transgeniche. Secondo uno studio della Soil Association, in pochi anni dopo l'introduzione delle varietà GM, quasi tutte le esportazioni annuali di mais Statunitense e di colza Canadese verso l'UE sono scomparse. Le esportazioni annuali di mais ammontavano a 300 mln di dollari.


Al Summit Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile lo scorso mese, la Banca Mondiale ha annunciato il lancio di uno studio valutativo di tre anni sui "rischi e le opportunità dell'uso della scienza agricola per ridurre la fame e migliorare i mezzi di sostentamento nei paesi in via di sviluppo". Lo studio esaminerà una serie di tecnologie agricole compresa l'ingegneria genetica. Ciò che la Banca Mondiale ha omesso di dire è che sta già finanziando le piantagioni transgeniche nel Sud del mondo come in India o in Kenya.

Secondo un documento interno della Banca, datato 7 Gennaio 2002, i prestiti per l'agro-biotecnologia sono già in atto in alcuni paesi. Per esempio, la Banca sta fornendo 20 milioni di dollari all'India per i lavori di ingegneria genetica sulle piantagioni di cotone e riso Geneticamente Modificati. Secondo il Centro per la Ricerca Agricola Indiano (ICAR), uno degli scopi principali del "Progetto Nazionale di Tecnologia Agricola", finanziato dalla banca, è usare la biotecnologia per sviluppare nuove varietà che avrebbero dei raccolti più consistenti e sarebbero resistenti ai parassiti.

In Kenya, la Banca sta finanziando le patate dolci transgeniche attraverso il "Progetto Nazionale di Ricerca Agricola - Fase 2". Il documento interno della banca include una foto di piantagioni sperimentali di patate GM, già presenti in Kenya. Secondo il Pesticide Action Netork, la prima fase di questo progetto è iniziato con la collaborazione tra la Monsanto e l'Istituto Kenyano di Ricerca Agricola (KARI) e puntava alla ricerca e lo sviluppo di varietà GM. La seconda fase, parzialmente finanziata dalla Banca Mondiale, comprende la sperimentazione della patata dolce transgenica.

Il documento della Banca fa riferimento anche al finanziamento della ricerca biotecnologica in Etiopia, Brasile, Indonesia e Perù.

Secondo il Pesticide Action Network, la Banca Mondiale non sta neanche aspettando i risultati dello studio annunciato a Johannesburg prima di saltare dalla parte del transgenico. Il Pesticide Action Network chiede alla Banca di ritirare immeditamente l'appoggio agli attuali progetti di biotecnologia e ridirigere quei fondi a programmi che sono di basso costo ed ecologici come la fertilità del suolo e la gestione integrata dei parassiti. Accion Ecologica, una ONG Ecuadoregna, chiede alla Banca di adottare un approccio di precauzione su questa tecnologia rischiosa.

Ma il potere e l'influenza delle compagnie agro-bioctecnologiche sembra prevalere sugli interessi dei piccoli agricoltori. Nel caso dell'India, il progetto della BM comprende una partnership con la Monsanto, con l'Aventis e la Syngenta. Una ONG Indiana, la CWS, si è ritirata dal progetto di gestione dei parassiti dopo essere stata informata che avrebbe lavorato con la Syngenta.

Nel meeting dell'organismo gestionale della Banca avvenuto lo scorso Luglio, i rappresentanti Europei si sono uniti per chiedere che la Banca adotti un approccio precauzionale sulle biotecnologie nella sua nuova "strategia di sviluppo rurale". Il prof. Altieri, dell'Università di Berkeley in California, ha spiegato: "le piantagioni GM non sono la soluzione alla fame e alla povertà. Al contrario, peggiorano l'ineguaglianza che è causa della povertà. I piccoli agricoltori e i popoli indigeni in tutto il mondo ci stanno dimostrando che esistono già alternative meno costose ed eco-sostenibili per raggiungere la sicurezza alimentare, e allo stesso tempo preservare le risorse naturali.

La Soil Association Britannica recentemente ha pubblicato un rapporto sulle coltivazioni Geneticamente Modificate. Secondo lo studio, le promesse di raccolti più consistenti non sono state mantenute tranne che per un piccolo incremento del mais BT. Inoltre, la varietà transgenica più diffusa, la soia resistente al RoundUp, ha dei raccolti inferiori del 6-11% rispetto alle varietà convenzionali. La capacità di produrre profitti della soia GM e del mais BT è inferiore a quella delle varietà convenzionali, a causa dei costi extra dei semi GM e per i costi di mercato più bassi per i prodotti transgenici.

In pochi anni, dopo l'introduzione delle varietà GM, quasi tutte le esportazioni annuali di mais Statunitense e di colza Canadese verso l'UE sono scomparse. Le esportazioni di mais ammontavano a 300 mln di dollari.


fonte: PANNA; Soil Association;
traduzione di: Fabio Quattrocchi




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