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redazione ECplanet

L'orso bianco, l'ippopotamo e la gazzella del deserto sono entrati a far parte degli animali in via d'estinzione, secondo la lista pubblicata dalla World Conservation Union (IUCN). Con queste tre specie diventano 16.119 quelle considerate a rischio. L'elenco comprende un terzo degli anfibi e un quarto delle conifere del nostro pianeta, anche se le più vicine alla scomparsa sono numerose specie di uccelli e mammiferi.

Ad oggi sono considerate ufficialmente estinte 784 specie e 65 sopravvivono solo in cattività. “La Lista Rossa del 2006 mostra una chiara tendenza: la perdita di biodiversità sul nostro pianeta sta aumentando”, ha spiegato Achim Steiner, Direttore Generale della World Conservation Union. La possibilità di invertire tale tendenza non è da escludere, sostengono gli esperti, perché vi sono stati numerosi casi in cui animali vicini all'estinzione su vaste aree sono stati salvati e il loro numero è tornato a crescere. Ma i tempi a disposizione sono molto stretti.

L'orso bianco è diventato il simbolo di una delle cause principali d'estinzione: l'aumento della temperatura globale. Il fenomeno sta avendo un impatto disastroso sulle regioni polari: ci si aspetta che entro i prossimi 50 anni i ghiacci del Polo Nord si ridurranno di almeno il 50%. Questo comporterà una diminuzione del 30% degli orsi bianchi entro i prossimi 45 anni.

Anche in prossimità dei grandi corsi d'acqua, soprattutto africani, numerose specie stanno soffrendo pesantemente l'azione dell'uomo sull'ambiente. Il comune ippopotamo, ad esempio, è entrato per la prima volta tra le specie “vulnerabili” (nella Repubblica Democratica del Congo il numero degli esemplari è sceso del 95%) a causa della caccia indiscriminata per la carne e l'avorio dei denti. La gazzella del deserto, che vive nel Sahara, considerata a rischio nel 2004, ha visto una riduzione del numero di elementi dell'80% in soli dieci anni perché viene cacciata dalle popolazioni che vivono ai bordi del deserto. Stando alla World Conservation Union, entro pochi anni farà la fine di una specie di orice (Oryx dammah) già considerata estinta. La stessa cosa sta accadendo alla gazzella subgutturosa, che vive in Asia e in Medio Oriente, sia per la caccia delle popolazioni locali che per la perdita dell'habitat.

Nei mari, sono gli squali e le razze gli animali maggiormente a rischio. Delle 547 specie note infatti, ben il 20% sono considerate vicine alla scomparsa. Il 56% delle 252 specie endemiche d'acqua dolce dell'area mediterranea sono a rischio d'estinzione e ben sette sono state classificate come estinte.

Ben pochi i casi opposti. Grazie all'azione compiuta in questi anni su molte specie ritenute a rischio d'estinzione, l'aquila dalla coda bianca, ad esempio, che vive in vari Paesi europei, è passata dall'essere un animale a rischio a dover essere tenuta sotto costante controllo. “Questo caso e molti altri - ha spiegato Steiner - dimostrano che con adeguate misure di protezione si può ancora salvare l'ambiente”.

Che cosa stiamo aspettando allora ?

Fonte: Repubblica Online / maggio 2006
Foto: Serenella Speziale

Istituzione scientifica citata nell'articolo:

IUCN - The World Conservation Union

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Ultima modifica = (07-06-2006:12:22)  EDIT ARTICLE Nr. 24535  



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