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di: Fabio Quattrocchi

La commissione europea ha approvato ieri il “Piano di azione europeo per l'agricoltura biologica e gli alimenti biologici”, finalizzato a promuovere un ulteriore sviluppo dell'agricoltura biologica nell'Unione Europea. Ne dà notizia una nota dell'ufficio del portavoce, spiegando che “la commissione ha presentato una lista di 21 azioni concrete da realizzare, che comprendono il miglioramento delle informazioni sull'agricoltura biologica, la razionalizzazione del sostegno pubblico nel quadro dello sviluppo rurale, il miglioramento delle norme di produzione e il potenziamento delle attività di ricerca. Il piano costituisce una risposta al rapido aumento del numero di aziende agricole biologiche e alla crescente domanda da parte dei consumatori, ed è stato elaborato sulla base di ampie consultazioni con gli stati membri e con le parti interessate, che hanno comportato, fra l'altro, una consultazione on line nel 2003, un'audizione nel gennaio 2004 e varie riunioni con gli stati membri e con i gruppi di interesse. Il piano di azione sarà presentato in occasione del prossimo consiglio agricoltura”, previsto per il 21 e 22 giugno. Più nel dettaglio, il piano si propone di:

- migliorare l'informazione, attraverso la realizzazione di campagne di informazione a livello comunitario cofinanziate dall'unione europea.

- accrescere l'efficacia del sostegno pubblico, utilizzando “pienamente gli strumenti disponibili nel quadro dei rispettivi piani di sviluppo rurale per sostenere l'agricoltura biologica”, e in particolare per stimolare la domanda attraverso il ricorso ai nuovi sistemi qualità; promuovere azioni destinate a preservare a lungo termine i benefici per l'ambiente e la protezione della natura; offrire incentivi ai produttori biologici affinché convertano l'intera azienda agricola all'agricoltura biologica, anziché limitarsi ad una conversione parziale; offrire incentivi ai produttori per migliorare la distribuzione e la commercializzazione; promuovere la formazione e l'educazione di tutti gli operatori del settore, nel campo della produzione, della trasformazione e della commercializzazione.

- potenziare la formazione e la ricerca.

- rafforzare le norme di produzione e il regime delle importazioni e dei controlli. in particolare le azioni raccomandate sono: definire i principi fondamentali dell'agricoltura biologica rendendo espliciti i servizi resi alla collettività; accrescere la trasparenza e la fiducia dei consumatori; costituire un gruppo di esperti indipendenti incaricato di formulare pareri tecnici; rafforzare e armonizzare ulteriormente le norme in materia di agricoltura biologica attraverso il canale delle organizzazioni internazionali; migliorare le norme, ad esempio in materia di benessere degli animali; definire le norme per i settori non ancora disciplinati, quali l'acquacoltura, e stabilire nuovi standard ambientali, ad esempio il consumo di energia fossile ecc.; chiarire le norme riguardanti il divieto di impiego di ogm; accrescere l'efficacia e la trasparenza del sistema di controllo; accrescere l'efficacia delle disposizioni in materia di importazioni. (Agrapress)

AIAB: PIANO D'AZIONE EUROPEO: LUCI E OMBRE

Il Piano d'Azione Europeo era un passaggio molto atteso dal mondo biologico dopo la cocente delusione della riforma della PAC fortemente punitiva per il settore. Ad una prima lettura, risulta un piano con luci e ombre. Alle indicazioni interessanti e innovative per il settore fanno da contrastare alcuni passaggi inquietanti soprattutto sugli OGM.

Molto apprezzabile e innovativo il riconoscimento del ruolo economico e sociale dell'agricoltura biologica come modello di sviluppo, attribuendogli non solo il ruolo economico di produzione ma anche il ruolo sociale ed ambientale per i quali deve esserci un riconoscimento pubblico. Altrettanto apprezzabile e importante il riconoscimento dell'importanza della filiera corta e del rapporto diretto tra produttori e consumatori. Importantissimo l'invito ad utilizzare l'articolo 69 della recente riforma della PAC di medio termine, a sostegno dell'agricoltura biologica per il quale ci attendiamo una revisione della posizione recentemente espressa dal nostro Governo. Rafforzato poi dall'invito ad utilizzare al meglio le risorse dello sviluppo rurale per l'agricoltura biologica, che suona come monito per molte Regioni che continuano a sprecare i fondi sostenendo anche forme di produzione molto lontane dai criteri di sostenibilità espressi dall'Unione Europea.

Debole però, se non inesistente, il passaggio sulla semplificazione dei sistemi di controllo e certificazione per le piccole aziende che oggi è un problema scottante vista la dimensione media delle aziende italiane. Inaccettabile il passaggio che stabilisce la possibilità di presenza di OGM anche nel biologico con le medesime soglie di etichettatura stabilite per il convenzionale. Gravissimo il mancato pronunciamento sulla presenza di DNA GM nelle sementi che lascia aperta la porta ad una ulteriore deriva di contaminazione, insicurezza alimentare e messa in discussione della sovranità alimentare di ogni Paese. Auspichiamo un sollecito recepimento sul Piano d'Azione Italiano per tutto ciò che riguarda il sostegno all'agricoltura biologica ed una forte mobilitazione contro l'accettazione passiva della possibile contaminazione delle sementi e l'omologazione del biologico alla truffa delle soglie che già colpisce i consumatori per i prodotti convenzionali. (AIAO)

a cura di: Fabio Quattrocchi




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