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a cura del CNR

Rimboschimento: la controtendenza parte dalla Cina

La Foresta Nera in Germania La deforestazione nel mondo prosegue a un ritmo allarmante. A evidenziarlo sono i dati del'Inventario forestale mondiale, Fra (Forest Resources Assessment), un'iniziativa della Fao, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e le foreste che mira a sostenere politiche forestali rivolte sempre più verso uno sviluppo sostenibile.

“Partendo dai dati del Fra 2005”, spiega Giuseppe Scarascia Mugnozza, direttore dell'Istituto di biologia agro-ambientale e forestale (Ibaf) del Cnr di Porano, “ci siamo occupati in maniera più dettagliata delle risorse forestali ottenute dagli interventi di rimboschimento. I risultati mostrano che le nuove foreste ricoprono una superficie totale di 271 milioni di ettari, corrispondente al 7% della superficie forestale mondiale, crescendo con un ritmo dell'1,9 % all'anno, nel periodo 2000–2005. Questi boschi serviranno soprattutto per la produzione di legname, il 76% del totale, mentre il rimanente 24% ha finalità di protezione del suolo”.

Il continente con la più elevata superficie di riforestazione è l’Asia, con 132 milioni di ettari, seguita dall'Europa (79 milioni di ha), dal Nord e Centro America (29 milioni di ha), Africa (15 milioni di ha), Sud America e Oceania (rispettivamente 12 milioni e 4 milioni di ha). “Un aspetto interessante”, sottolinea Alberto Del Lungo, dottore di ricerca Fao-Onu che ha partecipato al programma, “quello della proprietà di queste piantagioni forestali: a livello mondiale, la forestazione produttiva è per il 50% di proprietà privata e, di questi, il 32% è in mano ai piccoli proprietari mentre il 18% è delle grandi compagnie. Il ruolo dei piccoli proprietari si dimostra particolarmente forte in Cina dove il governo destina consistenti incentivi ai piccoli agricoltori per l'affitto di terreni da impiegare per forestazione produttiva”.

La sede della Fao a RomaLe nuove foreste, grazie alla loro elevata capacità produttiva, avranno un ruolo sempre più decisivo per far fronte al fabbisogno di legname, che a livello mondiale cresce del 2% l'anno. “È probabile che la richiesta di materia prima legno aumenti sempre più”, aggiunge il direttore dell'Ibaf-Cnr, “visto che si stanno affacciando sul mercato nuovi impieghi di questa preziosa risorsa: dai bio-combustibili all'impiego nell'edilizia eco-compatibile, fino alle bio-raffinerie per la produzione di un gran numero di composti chimici ad elevato valore aggiunto. Anche il ruolo ambientale di queste nuove foreste non è da trascurare: basti pensare che ogni ettaro di piantagione forestale consente di risparmiare almeno 10 ettari di foreste primarie naturali, favorendo la loro conservazione”.

“L'ultimo rapporto Fra del 2005”, conclude Scarascia Mugnozza, “ha stimato che nel mondo la superficie coperta dalle foreste è di circa 4 miliardi di ettari, il 30% del territorio mondiale, e che la perdita netta di area boschiva nel periodo 2000-2005 è stata di 7,3 milioni di ettari all'anno. L'Africa e il Sud America sono i continenti in cui la deforestazione è più elevata, seguiti dall'Oceania, il Nord America e l'America Centrale.

Al contrario, le foreste asiatiche sono in forte espansione, fenomeno dovuto soprattutto agli interventi di rimboschimento effettuati in larga scala in Cina e India, come anche in Europa, anche se più lentamente”. Per seguire il processo di espansione di queste nuove foreste, la Fao ha lanciato il Global Planted Forest Assessment, uno studio che ha visto la partecipazione anche dei ricercatori dell'Ibaf e dell'Università della Tuscia di Viterbo.

Autore: Anna Capasso

Fonte:

Giuseppe Scarascia-Mugnozza, Istituto di biologia agro-ambientale e forestale del Cnr, Porano (Tr)
Phone: +39 0763/374917
E-mail: giuseppe.scarascia@ibaf.cnr.it

Alberto Del Lungo, Forest Resources Division FAO-ONU, Roma
E-mail: Alberto.DelLungo@fao.org




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