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R.S. a cura di Anna Ermanni

Ecco la nuova agricoltura: così combatte Ogm e veleni Concimi naturali trattati per aumentare la fertilità e diminuire le malattie per regolare le semine e i trattamenti si rispetta il calendario astronomico

ANTONIO CIANCIULLO

A ottant'anni anni dalla sua nascita, la biodinamica, l'agricoltura basata su trattamenti naturali che rendono vitale il suolo, fa i conti. E scopre che nel frattempo, invece di diminuire, il rischio è cresciuto. Non solo gli inquinanti immessi in natura sono aumentati e i casi di allergia si sono moltiplicati, ma accanto all'impatto della chimica si profila una seconda profonda mutazione del sistema agricolo: l'uso di piante geneticamente modificate. Per fare il punto sulla situazione scienziati, agricoltori, medici si sono dati appuntamento all'hotel Kufra di Sabaudia dal 25 al 28 novembre per il convegno internazionale di agricoltura biodinamica dedicato al tema «Fertilità della terra, qualità del cibo. Salute della terra, salute dell' uomo».

Il punto di partenza del percorso biodinamico – ricorda Lapo Cianferoni, presidente dell'Associazione per l'agricoltura biodinamica - è il 1924, l'anno in cui un gruppo di proprietari terrieri tedeschi, preoccupato per l'impatto dell'industria chimica che cominciava a intervenire in modo sempre più marcato sul ciclo agricolo, chiese al filosofo naturalista Rudolf Steiner di offrire una soluzione alternativa. Con un ciclo di otto conferenze a Koberwitz, Steiner gettò le basi del metodo biodinamico che cura la terra in modo simile a quello usato dagli omeopati: vitalizzazione del suolo per prevenire le malattie delle piante, uso di concimi naturali trattati in modo da aumentare la fertilità del terreno, rispetto del calendario astronomico per regolare semine e trattamenti agricoli. «Questi suggerimenti sono più che mai d'attualità», continua Cianferoni. «L'agricoltura convenzionale, quella che sforna tutto in serie, come i bulloni in una catena di montaggio, sta infatti mostrando tutti i suoi limiti: dalla povertà organolettica dei prodotti all'impatto crescente sugli ecosistemi. E un numero sempre maggiore di consumatori vuole sapori e capacità nutrizionali, non lifting agricolo. L'educazione gastronomica è cresciuta e quando si è attenti agli aromi basta assaggiare un limone a marchio Demeter, quello biodinamico, per sentire profumi che si sono dimenticati. Tra l'altro le analisi tecniche confermano queste sensazioni: nei nostri agrumi, che possono essere conservati in frigo per due o tre settimane senza problemi, c'è una maggiore quantità di vitamina c».

Oggi a queste motivazioni se n'è aggiunta un'altra: la crescita dei casi d' intolleranza alimentare e di vera e propria allergia a determinati cibi. Matteo Giannattasio, ordinario di biochimica vegetale presso la facoltà di Agraria di Napoli e autore di un recente libro sul tema, sottolinea il nesso tra la progressiva artificializzazione del sistema agricolo e la crescita dei casi di allergia alimentare: non solo sono arrivati a interessare il tre per cento della popolazione, ma hanno un impatto in forte crescita che colpisce in particolare alcune categorie più esposte. Il sette per cento dei bambini nella fascia al di sotto dei tre anni è colpito da una forma di allergia alimentare.

«L'introduzione di alimenti geneticamente modificati potrebbe ulteriormente esasperare questa linea di tendenza già oggi preoccupante», sostiene Giannattasio. «Prendiamo ad esempio il caso di una pianta alimentare che sia stata modificata geneticamente per rafforzare le reazioni di difesa da attacchi patogeni condotti da batteri, funghi o virus. A questo scopo si aumenta la produzione di proteine di difesa che in alcuni casi sono allergizzanti. Queste proteine allergizzanti potrebbero anche trasferirsi nel polline. E a quel punto potremmo trovarci di fronte a un problema molto serio: chi soffre di allergia può evitare alcuni cibi, ma non può certo fare a meno di respirare».

Fonte: La Repubblica del 23-11-04




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