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redazione ECplanet

Rane, salamandre e tritoni, balenottere e delfini, tonni rossi e pesci spada ma anche gatti selvatici, lepri, orsi bruni, mufloni e lontre. Oltre a numerose rarissime piante delle nostre isole. In Italia, le specie a rischio di estinzione sono oltre 250. L'allarme è stato rilanciato da Legambiente in occasione della Giornata della Terra celebrata il 22 aprile in tutto il mondo. “I numeri riportati nella Red List dell'Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN) parlano chiaro” - dice in un comunicato Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente - “la varietà e la quantità delle specie stanno diminuendo a una velocità mai osservata prima d'ora. È degradato o sovrasfruttato il 60% dell'ecosistema del pianeta: gli equilibri sono delicati, mentre gli impatti antropici crescono a dismisura. E l'Italia è soggetta al declino generalizzato comune a gran parte della Terra, nonostante ospiti più della metà delle specie vegetali dell'intera Europa e un terzo della fauna del continente”.

L'aumento della concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera e i conseguenti mutamenti del clima, come l'avanzare della desertificazione e la frequenza sempre maggiore degli eventi meteorologici estremi, sono tra le cause principali di questo declino delle specie viventi. Ma a incidere pesantemente sono anche i cambiamenti nell'uso del suolo, le piogge acide e l'introduzione di specie aliene che s'insediano spodestando quelle autoctone. Non a caso, ricorda Legambiente, la nostra penisola è compresa in uno degli hotspot di biodiversità del pianeta, quello del bacino del mediterraneo, importantissimo per la ricchezza di specie endemiche, ma allo stesso tempo soggetto anche a una eccezionale perdita di habitat. Le specie vegetali attualmente censite nel nostro paese sono 6.711, (in tutta Europa sono circa 12.500), a cui bisogna aggiungerne 1.130 briofite, mentre le specie animali sono 55.600. Di queste, secondo la "lista rossa", quelle a rischio tra animali e vegetali sono 266, di cui 34 gravemente minacciate, e molte si trovano nelle nostre acque: squali, mante, delfino comune, foca monaca, tartarughe marine.

Il 22 aprile 1970 negli Usa il senatore democratico Gaylord Nelson invitò alla mobilitazione per la salvezza del nostro pianeta: risposero 20 milioni di cittadini americani. La manifestazione arrivò dopo una serie di interventi sul tema della salvaguardia, che si articolarono sui media nei mesi precedenti. Tra questi, il significativo contributo di Gladwin Hill, giornalista del New York Times, che, il 30 novembre del 1969, sulle colonne del quotidiano, tracciò un quadro desolante dei danni ambientali ed annunciò la manifestazione di Nelson. Da allora, il 22 aprile è diventato l'Earth Day a livello internazionale. «D'ora in poi ogni giorno, e non solo uno, dovrà essere dedicato alla salvaguardia del pianeta», ha detto il presidente onorario dei Verdi e capogruppo in Commissione Ambiente alla Camera, Grazia Francescato, sottolineando che «gli scienziati, Carlo Rubbia in testa, ci dicono che abbiamo ancora dieci anni per arginare i cambiamenti climatici: dei prossimi 365 giorni, dunque, non possiamo buttarne via nemmeno uno. Dobbiamo impegnarci quotidianamente nella battaglia per salvare il nostro pianeta».

Data articolo: aprile 2007




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