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Cervello artificiale per il clima
Cervello artificiale per il clima
a cura del CNR
Lo ha messo a punto l'Iia-Cnr, utilizzando un modello a reti neurali. In futuro studierà anche i mutamenti dei regimi delle precipitazioni e consentirà di fare previsioni a lungo termine su scala nazionale. “I fattori principali che guidano l'andamento della temperatura media globale negli ultimi 140 anni sono ascrivibili sia alle attività umane sia, per quanto riguarda la variabilità climatica che si riscontra da un anno a quello immediatamente successivo, al fenomeno di El Niño”.
Sono queste le conclusioni cui è giunto Antonello Pasini - in collaborazione con Massimo Lorè - dell'Istituto sull'inquinamento atmosferico (Iia) del Cnr di Roma, con uno studio da lui condotto con Fabrizio Ameli dell'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn). A rendere possibili questi risultati è stata la messa a punto, presso l'Iia-Cnr, di un modello a rete neurale, cioè di neuroni artificiali interconnessi tra loro, che simula semplici funzionalità del cervello umano, come l'apprendimento, e che è in grado di ricostruire la temperatura dell'aria a varie scale, a partire dai dati dei fattori di influenza esterna al sistema clima, siano essi naturali o di origine umana.
E le informazioni che il modello ha permesso di raccogliere non finiscono qui: “A livello di singola nazione”, precisa Pasini, “un caso di studio sugli inverni dell'Inghilterra centrale mostra che in questa zona, come in buona parte dell'Europa, la temperatura viene influenzata soprattutto da oscillazioni nella circolazione atmosferica sul Nord Atlantico”. E aggiunge: “Ulteriori approfondimenti sono comunque in atto per capire quanto l'andamento di questa oscillazione sia legato o meno al fenomeno del riscaldamento globale”. “Lo spunto alla realizzazione di questo sistema”, spiega Pasini, “lo hanno fornito alcune nostre ricerche precedenti che mostravano come un modello a rete neurale fosse in grado di stabilire legami e leggi fisiche in sistemi complessi come quelli ambientali. Il nostro obiettivo è stato allora quello di applicare tale modello alla ricostruzione del clima passato”.
Si tratta, senza dubbio, di una ricerca interessante in un momento, quale quello attuale, in cui il tema dei cambiamenti climatici è particolarmente scottante e si trova al centro di un ampio dibattito, non solo scientifico. E in cui sono proprio i modelli di simulazione del clima a essere spesso accusati di non ricostruire adeguatamente la complessità del sistema in esame. “I nostri risultati”, conclude il ricercatore, “sono particolarmente significativi perché non implicano l'uso di semplificazioni e di ipotesi fisiche simili a quelle inserite nei classici modelli di simulazione del clima”.
Il modello neurale messo a punto dall'Iia-Cnr e dall'Infn potrà essere applicato in futuro sia all'analisi degli elementi che stanno determinando un mutamento del regime delle precipitazioni sia alla previsione a scala nazionale dei cambiamenti climatici futuri. Lo studio dell'Iia-Cnr è disponibile on line sul sito della rivista Ecological Modelling:
(http://dx.doi.org/10.1016/j.ecolmodel.2005.08.012) e verrà pubblicato in uno dei prossimi numeri.
Scheda
Che cosa: messo a punto un sistema neurale per lo studio del clima
Chi: Istituto sull'inquinamento atmosferico del Cnr e Istituto nazionale di fisica nucleare, Roma
Per informazioni:
Antonello Pasini
Phone: +39 06/90672274
Mobil: +39 339/5836177
E-mail: pasini@iia.cnr.it
Rita Bugliosi
Phone: +39 06/49932021
E-mail: rita.bugliosi@cnr.it
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Per maggiori informazioni: WHO'S WHO IN ITALY
Annamaria Cappucci
Direttore Centro e Sud Italia
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