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redazione ECplanet

È allarme sull'Europa centrale per l'assottigliamento (del 50%) della fascia d'ozono. Lo ha annunciato all'assemblea annuale dell'Unione Europea di Geoscienza (EGU) di Vienna il geologo Markus Rex: “Dall'Artico, il buco si è esteso fino a lambire la Mitteleuropa, il Nordamerica e l'Asia”. Il “buco dell'ozono” si sta dunque allargando a dismisura. In alcuni punti, sopra l'Europa centrale, la fascia protettiva di ozono, che funge da schermo contro i raggi ultravioletti emessi dal Sole, e che si trova nella parte superiore della stratosfera, tra 15 e 30 km di altezza, si è assottigliata del 50%.

Le prime avvisaglie dell'assottigliamento della fascia di ozono risalgono al 1974. Furono due scienziati nordamericani a lanciare il primo grido d'allarme contro i gas serra, conosciuti come cloro-fluoro-carburi (CFC), considerati prodotti chimici perfetti, perché inodori, non tossici né infiammabili, e chimicamente inerti. I CFC sono gas talmente stabili da poter restare sospesi nell’atmosfera anche più di un secolo, prima di arrivare alla stratosfera dove iniziano a distruggere le molecole di ozono che proteggono la Terra dalle radiazioni solari.

Fino al 1985, la comunità scientifica fu fortemente divisa sulla portata reale del fenomeno, ma la scoperta di un vero e proprio “buco” nella fascia di Ozono sovrastante l'Antartide spinse la comunità mondiale a prendere misure effettive di contenimento del fenomeno. Nel 1987, venne firmato a Montreal un protocollo in cui 23 paesi, tra cui l'Italia, si impegnavano a ridurre del 30% entro il 1999 il consumo di CFC. L'effetto di tali accordi si vedrà solo tra qualche anno, mentre l'ente spaziale americano NASA ha ipotizzato che l'assottigliamento dello strato di Ozono potrebbe procedere a ritmi più veloci di quelli finora ipotizzati.

La conferma alla ipotesi della NASA è venuta da più parti, fino alla più recente comunicazione di Rex, secondo il quale, tra le cause principali non c'è soltanto l'inquinamento da cloro-fluoro-carburi, ma anche il riscaldamento del clima mondiale. Rex ed altri esperti presenti al convegno hanno spiegato che gli sforzi per contenere la diffusione dei gas serra avranno effetto solo a lungo termine, lentamente, mentre si accentua sempre di più l'instabilità climatica. Cioè, mentre gli strati più bassi dell’atmosfera si vanno riscaldando, nella stratosfera l'effetto è inverso e le temperature diventano più fredde. Ma quanto più fredda è la stratosfera, tanto maggiore è l'effetto dei gas CFC, perché aggrediscono con forza ancora più devastante le molecole di ozono. Il risultato sono le crescenti minacce per l'Europa centrale, e, in prospettiva, anche per l'Italia.

Istituzione scientifica citata nell'articolo:

NASA




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