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Pulire le acque con la luce UV
Pulire le acque con la luce UV


di: Donata Allegri

I raggi U.V., invisibili all'occhio nudo, vengono generati ed intensificati da apposite sorgenti luminose; fisicamente sono simili a quelli naturalmente prodotti dal Sole. La capacità germicida dei raggi ultra violetti è massima alla particolare lunghezza d'onda di circa 2540 angstrom (equivalenti a circa 254 nanometri), che è quella esattamente prodotta dai vapori di mercurio a bassa pressione.

È da prendere in considerazione che, a tutt'oggi, la gran parte, se non la quasi totalità, delle acque superficiali sono contaminate, sia chimicamente sia batteriologicamente, e che cresce sempre di più il numero di pozzi e di sorgenti acquifere inquinate da colibatteri. Da qui emerge la necessità di trovare efficienti mezzi per depurare le acque. Numerosi sono i vantaggi che si possono ottenere nel processo di sterilizzazione mediante l'utilizzo della tecnica a raggi U.V in quanto l’azione è immediata, le acque non vengono inquinate con altre sostanze chimiche, non occorre riscaldare o raffreddare, non vi è rischio di sovradosaggio.

Scienziati del National Institute of Standards and Technology (NIST) degli Stati Uniti e dell'Università del Maryland in uno studio, pubblicato sul numero di settembre della rivista “Environmental Science & Technology”, hanno scoperto che la luce ultravioletta può essere utilizzata per ridurre in modo sostanziale la concentrazione di sostanze chimiche tossiche nei sedimenti dei letti dei fiumi.

Utilizzando i fasci di elettroni e la luce ultravioletta sono stati in grado di detossificare con efficacia le sostanze chimiche proibite note collettivamente come bifenili policlorurati, o PCB, che penetrando nella catena alimentare e aumentano il rischio del cancro negli esseri umani. Si è visto che i fasci di elettroni ed i raggi UV sono in grado di decontaminare da Cl (cloro) i PBC; se questa tecnica potrà essere utilizzata dipenderà dai costi e bisognerà trovare il sistema di portare i fasci di elettroni sul posto.

Istituzioni scientifiche citate nell'articolo:

National Institute of Standards and Technology (NIST)

University of Maryland

Donata Allegri
E-mail: donata.allegri@ecplanet.com
Sito personale: Crocevia




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