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Aree indonesiane da proteggere
Aree indonesiane da proteggere


di: Fabio Quattrocchi

Continua a crescere l'opposizione nazionale ed internazionale alla proposta di permettere l'attività estrattiva nelle aree protette dell'indonesia. L'UNESCO esprime la sua preoccupazione per i siti che potrebbero essere nominati patrimonio dell'Umanità..

Continua a crescere l'opposizione nazionale ed internazionale alla proposta di permettere l'attività estrattiva nelle aree protette dell'indonesia. La decisione spetta alla Camera dei Rappresentanti Indonesiana che può mantenere l'attuale divieto stabilito da una legge del 1999, o eliminarlo permettendo in tal modo di aprire le aree protette all'industria estrattiva dominata dalle multinazionali. Nel Borneo, ad esempio, la compagnia Canadese Placer sta facendo lobby per estrarre l'oro presente nelle foreste protette delle montagne Meratus. In Borneo vivono i rari orangutan e gli indigeni Dayak che hanno già espresso opposizione ai progetti estrattivi della compagnia Canadese. Il governo provinciale ha anche chiesto di non permettere l'estrazione mineraria nelle aree protette della regione.

Indigeni Dayak

Nell'isola di Sulawesi le comunità indigene si stanno opponendo ai progetti estrattivi della compagnia Anglo-Australia Rio Tinto nella foresta protetta di Poboya. L'UNESCO ha espresso preoccupazione per i piani del governo di aprire le aree protette alle attività estrattive, in particolare nell'isola di Gag (West Papua) dove la BHP Billiton intende realizzare la miniera di nickel più grande del mondo, producendo rifiuti da scaricare in mare. L'arcipelago Raja Ampat, di cui Gag fa parte, è uno dei siti candidati per inclusi nella lista delle aree patrimonio dell'umanità. L'arcipelago ospita 505 specie di corallo (il 64% delle specie di corallo attualmente conosciute) e 1065 specie di pesce. La BHP in passato ha causato un disastro nel sito minerario di Ok Tedi (Papua Nuova Guinea) inquinando il fiume Fly.

fonte: Friends of the Earth International;
traduzione di: Fabio Quattrocchi
Photography by Alain Compost




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