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Deforestazioni a pieno ritmo
Deforestazioni a pieno ritmo


di: Fabio Quattrocchi

Le inondazioni in Indonesia del primo periodo dell'anno scorso hanno ucciso centinaia di persone, distrutto migliaia di case, danneggiato migliaia di ettari di coltivazioni a riso, e messo in crisi le compagnie di assicurazione.

La deforestazione, spesso illegale, ha distrutto foreste che stabilizzano i suoli e regolano i flussi dei fiumi, causando in tal modo inondazioni e frane. Negli ultimi 50 anni, la copertura forestale dell'Indonesia si è ridotta da 162 milioni di ettari a 98 milioni. Le infrastrutture frammentano oltre la metà delle rimanenti foreste. Quasi il 70% del legname in Indonesia è tagliato illegalmente, il taglio illegale ha distrutto 10 milioni di ettari di foresta. Il caso dell'Indonesia non è unico: le Filippine originariamente possedevano 16 milioni di ettari di foreste, adesso sono meno di 700,000 ettari: ciò ha causato disastri naturali e danni per milioni di dollari. Nel 1989 la Tailandia vietò il taglio di foreste in risposta alle devastanti inondazioni che avevano provocato la morte di 400 vite.

Sebbene il taglio illegale sia inferiore a quello precedente al divieto, esso è ancora diffuso. Più di recente, le grandi inondazioni del fiume Yangtze nel 1998 in Cina sono state attribuite alla rimozione dell'85% della copertura forestale nel bacino del fiume, ciò ha spinto la Cina a vietare la deforestazione e avviare una campagna di riforestazione nell'area. La Cina consuma circa 280 milioni di metri cubi di legno all'anno, ma la produzione domestica ammonta a 142 mln. Così, mentre la produzione interna si riduce, la Cina si affida alle importazioni e alla deforestazione illegale per colmare il vuoto. Nei prossimi anni le importazioni di legname in Cina potrebbero superare quelle degli USA e del Giappone. Il 57% del legname importato in Cina proviene dalla Russia, dove almeno un quinto del legname e' illegale o viola la legislazione. In Laos, dove il volume della deforestazione illegale equivale almeno ad un sesto della produzione legale, l'esercito taglia le foreste.

Adesso meno del 40% del paese è coperto da foreste, mentre nel 1940 era il 70%. Il legname in Camerun genera il 20% delle entrate statali da esportazioni, in Gabon ne genera il 13%. Purtroppo solo la metà delle compagnie in Camerun sono autorizzate a tagliare, e tra queste le violazioni della legislazione sono comuni. In Brasile, con il tasso di deforestazione più alto al mondo, l'80% delle operazioni di taglio sono illegali; il Messico sta perdendo 1 milione di ettari l'anno; in Etiopia negli ultimi 40 anni la copertura forestale si è ridotta da 40 mln di ettari a 2.7 mln. I paesi del G8 e dell'UE acquistano 280 mln di metri cubi di legname dall'estero ogni anno, corrispondenti al 74% delle importazioni mondiali di legname. Gran parte di queste provengono da paesi dove la deforestazione illegale è la norma. Se i paesi importatori insistesseso nell'acquistare i prodotti forestali certificati con standard ambientali e sociali come quelli dell'FSC (Forest Stewardship Council), la deforestazione illegale sarebbe più difficile.

Il riciclo e la riduzione dei consumi possono diminuire la domanda di legname tagliato illegalmente. Come ha riconosciuto il governo cinese, i servizi forniti dalle foreste possono valere molto di più del legno che contengono.

fonte: Earth Policy Institute
traduzione di: Fabio Quattrocchi




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