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L'ambiente dei Territori Occupati
L'ambiente dei Territori Occupati


a cura di Fabio Quattrocchi

ONU: Rapporto Unep sullo stato ambientale dei Territori Occupati


Uno studio dell'UNEP (United Nations Environment Programme) ha valutato lo stato del degrado ambientale nei Territori Palestinesi, e ha fatto 136 raccomandazioni per proteggere l'ambiente. Il rapporto sottolinea come la pressione della popolazione sia raddoppiata con la scarsità di terra, mancanza di infrastrutture ambientali e inadeguatezza di risorse per la gestione ambientale; inoltre la desertificazione e i cambiamenti climatici stanno degradando le risorse naturali della regione. La principale raccomandazione dell'Unep è di tenere l'ambiente fuori dal conflitto. L'occupazione, le politiche di chiusura, coprifuoco e incursioni dell'esercito Israeliano hanno avuto impatti ambientali negativi. I problemi ambientali devono essere affrontati immediatamente, ma l'assenza di cooperazione minima tra le parti sta peggiorando la situazione giorno dopo giorno, con impatti negativi su ambiente e salute umana. Il direttore dell'UNEP ha espresso la speranza che il rapporto contribuisca alle trattattive di pace e che la cooperazione sull'ambiente possa servire come punto di partenza.

Il team di studiosi che ha compilato il rapporto era formato da 8 scienziati imparziali. Secondo il capo del team, l'ex ministro Finlandese dell'ambiente, i problemi riscontrati nei territori occupati erano stati rilevati anche nei passati studi post-conflitto sullo stato ambientale condotti dall'Unep in altre aree: distruzione di terra, ostacoli al trasporto di rifiuti, difficoltà ad ottenere parti di ricambio per le infrastrutture ambientali, e danni alle infrastrutture ambientali causate dalle azioni militari. I problemi di lungo termine sono l'inquinamento delle risorse idriche di falda, la carenza di gestione appropriata di rifiuti, e inefficacia dell'amministrazione e della legislazione ambientale. Il rapporto solleva serie preoccupazioni sul degrado della qualità dell'acqua in molte aree, così come la questione dell'eccessivo pompaggio di acqua dalle falde.

Nel Settembre 2002, le autorità Palestinesi ed Israeliane hanno firmato una dichiarazione congiunta in cui promettevano di tenere le infrastrutture idriche fuori dal ciclo della violenza. Tuttavia, le valutazioni dell'UNEP considerano la qualità e la quantità dell'acqua usata una causa di preoccupazione, così come la contaminazione delle falde per l'acqua di scarico e i rifiuti pericolosi. Ci sono solo poche infrastrutture per depurare l'acqua di scarico nei Territori Occupati, e a causa del conflitto e/o della gestione inadeguata molte di esse non funzionano in modo appropriato: questa è una questione preoccupante dato che l'acqua non depurata sta inquinando le falde idriche e le coste.

L'UNEP chiede urgentemente degli studi sui siti industriali che stanno generando affluenti di acqua di scarico. Le tubature che scaricano l'acqua di rifiuto nelle acque costiere e nelle spiagge di Gaza devono essere chiuse, e vanno iniziate opere di miglioramento nel trattamento delle acque. Lo scarico di acqua nel mare ha impatti negativi sulla salute umana e minaccia l o sviluppo turistico di Gaza.

L'Unep riconosce che molte delle soluzioni di lungo termine ai problemi riscontrati non possono realizzarsi senza un processo di pace nella regione. Il rapporto è interamente scaricabile da questo sito:
http://www.unep.org/GoverningBodies/GC22/Document/Study-Nairobi.pdf

fonte: Australian Greens; ENS;
traduzione di: Fabio Quattrocchi




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