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Coltivare senza arare
Coltivare senza arare


di: Donata Allegri

Il professor Rattan Lal dell'Ohio State University ha condotto una ricerca sulla degradazione del terreno ed ha dimostrato un collegamento fra la degradazione del terreno e le emissioni dei gas serra. L'eccessiva coltivazione del suolo e l'uso inadeguato o inefficiente dei concimi azotati può provocare l'emissione dei gas serra dal terreno all'atmosfera.

Assieme ad altri scienziati ha misurato il potenziale dell'assimilazione del carbonio del terreno per i terreni agricoli degli USA e del mondo. Gli studiosi hanno notato che l'industrializzazione e l'espansione dell'agricoltura, con il disboscamento e l'aratura, hanno portato alla degradazione del terreno e all'emissione dei gas nell'atmosfera (anidride carbonica, metano e protossido d'azoto) la cui concentrazione è notevolmente aumentata.

I gas della serra vengono scaricati nell'atmosfera quando gli alberi sono ridotti e bruciati, terreni arati e le zone paludose sono bonificate e coltivate. In più, la coltivazione del suolo eccessiva e l'uso inadeguato o inefficiente dei concimi azotati può provocare l'emissione dei gas della serra da terreno all'atmosfera. Dato che lo strato superficiale del suolo contiene humus che è composto da carbonio e materia organica e fornisce nutrimento alle piante, coltivare la terra senza ararla eccessivamente è conveniente e protegge il suolo.

Infatti i residui lasciati sulla terra trattengono le sostanze nutritive e prevengono l'erosione in quanto con l'aratura, il terriccio e i fertilizzanti vengono spesso rimossi dai campi o portati via dalle acque. Secondo Rattan Lal se si coltiva senza arare, ossia se si semina senza dissodare il terreno, si ottengono molti più benefici che con i metodi tradizionali. Questo studio è stato pubblicato nella rivista “Science”.

Istituzione scientifica citata nell'articolo:

Ohio State University

Donata Allegri
E-mail: donata.allegri@ecplanet.com
Sito personale: Crocevia




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