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Olio di palma e foreste
Olio di palma e foreste


di: Fabio Quattroccchi

Asia/UE: L'olio di palma usato nel settore alimentare e cosmetico distrugge le foreste.

Il crescente commercio di olio di palma, utilizzato in prodotti di uso quotidiano come cioccolato, biscotti, patatine, gelati, alimenti congelati, margarina, shampoo, cosmetici, saponi e detersivi sta alimentando la distruzione delle foreste pluviali nel Sud Est asiatico, e portando alla violazione dei diritti umani e all'inquinamento devastante. In Europa, per esempio, un prodotto alimentare su tre nei supermercati sta contribuendo direttamente alla distruzione delle foreste pluviali mondiali.

L'olio di palma copre il 21% del mercato mondiale di olio edibile, ed è l'olio vegetale più usato dopo quello di soia. Nelle etichette spesso è nascosto dietro la dicitura “olio/grasso vegetale”. Le vaste piantagioni di palma da olio stanno sostituendo ad un ritmo allarmante le foreste in Indonesia e Malaysia, eliminando l'80-100% delle aree incontaminate, cacciando le comunità locali dalle loro terre e distruggendo i loro mezzi di sostentamento. In Indonesia, le foreste scompaiono ad un ritmo di 2 milioni di ettari l'anno - un'area grande quanto il Belgio. Quasi un quarto (23%) della produzione di olio di palma Indonesiano è esportato nell'Unione Europea.

L'UE acquista anche l'87% delle esportazioni Indonesiane di chicchi di palma usati come mangime per animali da allevamento, e il 61% delle esportazioni di olio da chicchi di palma usato nel settore cosmetico. Friends of the Earth sta chiedendo alle compagnie coinvolte nella produzione di olio di palma di prendere provvedimenti immediati per assicurarsi di usare solo olio di palma prodotto in maniera sostenibile. Dovrebbero assicurarsi di non essere coinvolte nella distruzione di foreste convertite per creare piantagioni monocolturali di palma da olio. Le esportazioni del solo olio di palma dall'Indonesia sono cresciute del 244% negli ultimi 7 anni, con la produzione di rifiuti tossici che inquinano i fiumi e avvelenano i lavoratori.

Tra le cause più significative di inquinamento associato alle piantagioni c'è l'uso improprio o eccessivo di pesticidi: almeno 25 prodotti agrochimici sono usati regolarmente sulle piantagioni; tra questi c'è il paraquat, l'erbicida più tossico venduto negli ultimi 60 anni e vietato in 13 paesi. Il paraquat può essere fatale se ingerito, inalato o assorbito tramite la pelle, i lavoratori delle piantagioni vi sono sempre esposti. Il paraquat non è biodegradabile e si accumula nel suolo con applicazioni ripetute.

In Africa centrale la coltivazione di palma da olio è importante per il sostentamento di milioni di piccoli coltivatori; ma altrove sta diventando un grande affare focalizzato sulle monocolture. Le grandi coltivazioni si sono diffuse in tutti i tropici (Congo, Kenya, Nigeria, Liberia, Brasile, Colombia e Messico per nominare qualche paese dove la palma da olio e' coltivata per l'esportazione). È stato riconosciuto che 100 milioni dei 216 mln di abitanti dell'Indonesia dipendono dalle foreste e dai suoi prodotti per il sostentamento. Di questi, 40 mln sono popolazioni indigene che raramente hanno diritti formali sulle terre che gestiscono secondo antiche pratiche. La legge Indonesiana non riconosce i diritti terrieri tradizionali e la terra è concessa alle compagnie per il taglio forestale e l'eventuale conversione in piantagioni di palma. Secondo Friends of the Earth è necessario intervenire a livello legislativo per rendere le imprese responsabili dei loro atti.

Per scaricare il rapporto in formato pdf:
http://www.foe.co.uk/resource/reports/palm_oil_summary.pdf

Per maggiori info sugli usi alimentari dell'olio di palma:
http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=140

fonte: Friends of the Earth;
traduzione di: Fabio Quattrocchi




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